Editoriale Pascarella: I tassi negativi sono un’idea terribile

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Tra le tante innovazioni di politica monetaria, particolari e non così meravigliose che la crisi finanziaria del 2008 ha partorito dalle menti geniali delle banche centrali, quella peggiore è decisamente l’idea di tassi di interesse negativi.

I tassi di interesse negativi sono apparsi in Giappone e in molte parti d’Europa. Ma ora, mentre la crisi del coronavirus rimbomba, gli investitori stanno iniziando a scommettere sulla possibilità di tassi di interesse negativi negli Stati Uniti, anche perché Donald Trump sta contando i minuti e tiene un mirino puntato su Powell.

Ma come funzionano i tassi di interesse negativi e cosa potrebbero comportare per gli investitori?

Immagina di essere pagato per prendere in prestito denaro.

Cos'è un tasso di interesse negativo?

In molti paesi, i finanziatori sono accusati di prestare denaro ai governi con rendimenti obbligazionari negativi. Tuttavia quando parliamo di tassi di interesse negativi in questo contesto, parliamo della banca centrale che imposta deliberatamente il suo tasso chiave (ad esempio il tasso bancario in Europa o il tasso dei fondi federali negli Stati Uniti) al di sotto dello zero.

Giappone, Europa, Svizzera e Danimarca hanno già tassi negativi. La Svezia li ha tenuti per cinque anni, ma ha concluso tale politica alla fine dello scorso anno. Negli Stati Uniti siamo ancora in positivo, seppur di poco e non si sa per quanto.

Cos'è un tasso di interesse negativo?

Normalmente chi compra dei titoli di Stato o deposita dei soldi in una banca viene remunerato con un tasso di interesse. Il tasso negativo significa invece che per comprare un titolo di Stato o depositare una certa somma in banca, occorre pagare qualcosa. Nel caso del tasso di deposito della Bce sono le banche che, per depositare i loro soldi su un conto della banca centrale, devono pagare.

Nel caso dei conti correnti bancari, saranno i risparmiatori a dover remunerare la banca. Apparentemente è un’assurdità. In realtà non è proprio così. I titoli di Stato decennali e trentennali tedeschi e svizzeri sono gli unici, insieme a quelli della Danimarca, a essere negativi, ma sono anche particolarmente sicuri. Dunque, in tempi difficili, rappresentano una garanzia per i risparmiatori. Cioè l’investitore, per comprare un titolo che non si svaluta, è anche disposto a pagare. Ma ha un senso applicare tassi negativi al correntista di una banca?

Perché le banche centrali allora stanno pensando ai tassi negativi? Ma perchè l’idea dei tassi di interesse negativi è esattamente lo stesso dei tassi di interesse ultra bassi: sono progettati per persuadere quelli con capitale a correre più rischi con i loro soldi nella speranza di guadagnare un rendimento e persuadere i proprietari di mutui per assumere ancora più debito e quindi stimolare l’attività economica.

Un aspetto paradossale dell’introduzione dei tassi negativi da parte delle banche è quello della Jyske Bank, la terza banca danese, che è stata la prima in Europa a offrire mutui ipotecari a un tasso di interesse negativo, pagando di fatto i suoi clienti per prendere in prestito denaro per l’acquisto di una casa.

In sostanza i suoi clienti saranno in grado di contrarre un mutuo a tasso fisso a 10 anni con un tasso d’interesse di -0,5%, il che significa che rimborseranno meno dell’importo preso in prestito. In parole povere, se si comprasse una casa per 1 milione di dollari e si pagasse per intero il mutuo in 10 anni, si restituirebbe alla banca solo 995.000 dollari.

In altre parole, stai essenzialmente costringendo le persone a speculare, perché altrimenti i loro soldi verranno erosi nel tempo.

C’è un evidente problema con i tassi negativi. Se comincio ad addebitarti un importo significativo per detenere i tuoi soldi in un conto bancario, allora potresti semplicemente prelevarli e incollarli in contanti sotto il materasso.

Perché i tassi di interesse negativi sono un'idea terribile

Ci sono così tanti problemi con tassi di interesse negativi che è difficile sapere da dove cominciare. È terribile per il settore bancario, tanto per cominciare, dato che è difficile avere un’economia sana senza un settore bancario sano (le banche sono ancora il principale meccanismo attraverso il quale la politica della banca centrale viene trasmessa al privato), non è una grande idea.

Ma c’è anche un rischio molto più grande, la fiducia. Il denaro è una tecnologia sociale. È un insieme di regole su cui tutti concordiamo ampiamente. È facile dimenticare che non c’è nulla di inevitabile in questi sistemi, ma il fatto che ogni valuta cartacea nella storia alla fine sia stata fondata – insieme ai sistemi di cui facevano parte – è una chiara prova che questa “roba” funziona.

Se introduci tassi di interesse negativi, sarà un duro colpo psicologico. Come può avere senso prestare denaro e aspettarsi di recuperarne di meno?

Per gli economisti potrebbe non esserci alcuna differenza matematica tra un ritorno “reale” (un ritorno dopo l’inflazione) e un rendimento nominale, ma per le persone “normali” c’è una differenza enorme. Ed è comprensibile e condivisibile.

Un rendimento “reale” comprende una stima di un concetto astratto: il tasso di inflazione. Un ritorno nominale non richiede tali congetture. Se rendi il sistema monetario troppo complicato per la maggior parte delle persone, alla fine otterrai paralisi.

In conclusione

La buona notizia è che nonostante i vari titoli che sono usciti nelle ultime settimane che spingono Powell e la Fed a portare i tassi in negativo, non mi sembra che ci siano indicazioni concrete verso questa direzione.

Tuttavia il fatto che se ne parli così tanto in questo periodo è la prova del fatto che i politici hanno superato il punto di non ritorno. Faranno qualunque cosa ritengano in loro potere per dare spinta l’inflazione, anche intraprendere la via negativa dei tassi negativi.

Al tuo successo!

Giuseppe Pascarella

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