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Analisi del titolo entrato nella watchlist di Pasca Premium, ANSYS (ANSS)

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ANSYS (ANSS) mercato NYSE ISIN:US03662Q1058

 

ANSYS (ANSS) è attualmente all’interno della watchlist

ANSYS (ANSS) - grafico- fonte finviz

(fonte: finviz.com)

Analisi del business

ANSYS è una società specializzata in software di simulazione ingegneristica i cui clienti sono principalmente università e aziende in settori industriali tra cui, ad esempio, il settore automobilistico, aerospaziale, elettronico, bio-medicale, chimico, ma anche il settore della difesa e semiconduttori. Le vendite nette sono ripartite per segmenti di business:

– vendite di servizi (55,4%): principalmente servizi di manutenzione, formazione e consulenza
– vendita di licenze (44,6%).

Le vendite nette sono distribuite geograficamente nel seguente modo: Stati Uniti (39,1%), Germania (10,9%), Francia (5,2%), Europa / Medio Oriente / Africa (14,9%), Giappone (11,3%), Corea del Sud (5,6% ), Cina (4,5%) e altri (8,5%).

ANSYS (ANSS) - grafico- sono mostrati i dati delle principali voci di conto economico a consuntivo degli ultimi tre anni e quelli stimati per i prossimi tre

Nell’immagine soprastante sono mostrati i dati delle principali voci di conto economico a consuntivo degli ultimi tre anni e quelli stimati per i prossimi tre. La dinamica futura del fatturato stimata dagli analisti indica un incremento annuale leggermente superiore al 10% per i prossimi anni, in aumento rispetto alla media degli ultimi sette anni in cui la crescita annua si è attestata a quota 8.75% all’anno. Inoltre, secondo il consensus degli analisti di Wall Street, la crescita in termini di EPS è prevista pari a 7.10% annua composta per i prossimi cinque anni. Gli analisti vedono, quindi, un futuro a tassi di crescita leggermente inferiori rispetto al recente passato (ANSS ha incrementato in media l’eps del 13.70% annuo negli ultimi 5 anni).

Ansys è caratterizzata da fondamentali positivi. Possiamo elencare una serie di parametri che ci aiutano a capire se un’azienda è effettivamente di alta qualità o meno. All’interno dei nostri screening aziendali sono presi in esame, ad esempio, indicatori di profittabilità e di crescita, come il rendimento sul capitale investito, la marginalità operativa, la crescita dei ricavi e dell’utile netto. Nell’immagine seguente mostriamo la dinamica del margine operativo:

ANSYS (ANSS) - grafico- la dinamica del margine operativo

L’azienda opera con una marginalità operativa pari a 35.46%, risultato molto positivo. Nell’immagine seguente vediamo il ROIC adjusted, ossia il rendimento sul capitale investito e le sue componenti anno per anno:

ANSYS (ANSS) - grafico-il ROIC adjusted, ossia il rendimento sul capitale investito e le sue componenti anno per anno

Il rendimento sul capitale investito si attesta ad alti livelli,in miglioramento rispetto alle medie degli ultimi anni e superiore al 10% che viene considerato un valore soglia all’interno dei nostri screening.

Nell’immagine seguente, invece, è mostrata la dinamica dell’utile netto. Notiamo che il tasso di crescita medio annuo dell’utile netto negli ultimi 7 anni è stato pari all’11.59%. Ci troviamo, dunque, di fronte ad una società in grado di operare con marginalità eccezionali, con un ottimo rendimento sul capitale e capace di generare una crescita a doppia cifra lungo l’ultimo ciclo economico ma anche quelli precedenti.

ANSYS (ANSS) - grafico-è mostrata la dinamica dell’utile netto

Ultime trimestrali – 6 novembre 2019:

Ansys (NYSE: ANSS) il 6 novembre ha pubblicato i risultati relativi al terzo trimestre dell’anno fiscale. Nello specifico, la società ha riportato un EPS Non-GAAP pari a $1.42, dato superiore di $0.16 rispetto al consensus, un EPS GAAP pari a $1.04 contro le stime degli analisti pari a $0.92.

I ricavi del trimestre sono stati pari a $345.5M (+8% Y/Y), superiore alle aspettative di un delta pari a $11.1M.

VANTAGGI COMPETITIVI

In questa sezione andremo ad analizzare brevemente i vantaggi competitivi di Ansys. Riteniamo che l’azienda goda di importanti vantaggi competitivi che la rendono qualitativamente molto interessante. Nel corso dei suoi quasi 50 anni di vita la società è riuscita ad ottenere la posizione di leader nel settore di software di simulazioni ingegneristiche, con una quota di mercato vicina al 24%. I vantaggi competitivi di cui gode la società sono basati sulla larga base clientelare fatta di ingegneri in istituzioni accademiche (circa 2400 istituzioni accademiche sparse in tutto il mondo utilizzano i software di Ansys) e dagli alti switching cost che gli utenti dovrebbero sostenere nel caso volessero cambiare software. E’ molto importante notare che la base clientelare è fortemente diversificata e non concentrata su singoli clienti o settori specifici. I software di Ansys vengono utilizzati da industrie attive in settori diversi: da aziende industriali, a produttori di semiconduttori, fino ad aziende alimentari. Questa caratteristica è molto importante perché contribuisce alla riduzione del rischio di ciclicità del mercato: in questo modo, rischi specifici di un settore non influenzano pesantemente i conti aziendali.

La competenza e il know-how aziendale di altissimo livello, la capacità di offrire ai clienti un ampio portafoglio di servizi sofisticati e complementari tra loro e ,soprattutto, gli alti costi di conversione per gli utilizzatori, permettono all’azienda di avere tassi di rinnovo degli abbonamenti ai servizi vicini al 95%; risultato eccezionale che porta ad avere anche una importante prevedibilità e ricorrenza in termini di risultati nel tempo.

Riteniamo, inoltre, che il management stia svolgendo un lavoro importanti nella costruzione di un fossato economico e nell’efficiente gestione dell’allocazione delle risorse. Citiamo, ad esempio, le operazioni di crescita esterna, come le acquisizioni di Fluent, Ansoft, Apache, Esterel, SpaceClaim, Newmerical negli ultimi anni. Queste operazioni hanno permesso alla società di incrementare la forza della sua posizione di mercato senza distruggere valore per gli azionisti.

Analizziamo sinteticamente la forza finanziaria e operativa della società con i seguenti indicatori:

ANSYS (ANSS) - grafico- indicati i principali ratios di salute finanziaria, di profittabilità e di crescita

Nella tabella soprastante sono indicati i principali ratios di salute finanziaria, di profittabilità e di crescita. Possiamo notare i punteggi sintetici: 8/10 punti sulla situazione finanziaria, mentre abbiamo un 9/10 eccellente sulla profittabilità aziendale.

La situazione finanziaria di Ansys è positiva, dati i valori degli indicatori principali finanziari. Il bilancio presenta un current ratio pari a 2.24 e un quick ratio superiore al 2, segnali molto positivi che indicano la capacità aziendale di far fronte a impegni di breve termine. Utilizziamo indicatori più complessi come l’Altman Z-Score e l’Ohlson O-Score, i quali mirano ad avere una visione complessiva della sicurezza finanziaria della società, poiché prendono in considerazione molteplici ratios contemporaneamente. L’Altman Z-Score è pari a 20.07 (un risultato > 3 indica una situazione di sicurezza finanziaria), mentre l’Ohlson O-Score stima una probabilità di default nel breve termine pari a 0.56% (risultato minore di 20%, il quale viene considerato “valore soglia”), la quale rappresenta un risultato positivo ma su cui è importante ragionare sopra, consapevoli dei limiti di questo algoritmo. Per approfondire la situazione, possiamo notare un Interest Coverage Ratio pari 447.91 (molto positivo), mentre il livello di prevedibilità del business ha un rank pari a 93/100. La prevedibilità combinata con un ottimo ICR e i risultati degli algoritmi rendono positivo il nostro giudizio finale sulla salute finanziaria della società.

Per quanto riguarda l’aspetto della profittabilità aziendale, Ansys presenta un “Profitability Rank” pari a 9/10, superiore alla media delle imprese americane, le quali sono caratterizzate da un rank pari a 6/10. Nello specifico, ANSS è caratterizzata da rendimenti sul capitale positivi: adjusted ROIC trailing = 12.40%, ROE trailing = 16.10% mentre registriamo un Piotroski F-Score pari a 7/10, risultato molto buono che simboleggia il miglioramento dei risultati e della qualità aziendale. Come è possibile notare dalla tabella gli indicatori di marginalità, redditività e crescita sono superiori rispetto alle medie settoriali: segnale molto positivo per un investitore alla ricerca di aziende di qualità.

L’immagine seguente mostra le revisioni delle stime per quanto riguarda l’utile per azione (EPS) per l’anno in corso e per l’anno 2020 (immagine sopra) e le stime per il fatturato dell’anno in corso e dell’anno prossimo (immagine sottostante seguente). La dinamica è positiva, ci si aspetta un incremento dei risultati anno su anno e vi è stata una continua revisione al rialzo delle stime negli ultimi mesi.

ANSYS (ANSS) - grafico- le revisioni delle stime per quanto riguarda l’utile per azione -EPS- per l’anno in corso e per l’anno 2020 e le stime per il fatturato dell’anno in corso e dell’anno prossimo

La valutazione

ANSYS (ANSS) - grafico-sono rappresentati i principali ratios valutativi

Nell’immagine sono rappresentati i principali ratios valutativi. La situazione generale che possiamo ricavare da questi dati, combinati con gli indicatori di salute finanziaria e di profittabilità, è caratterizzata da una valutazione superiore rispetto alle medie macro-settoriali ma sotto le fondamenta di una profittabilità superiore rispetto alla media dei competitors ed una solidità finanziaria superlativa.

Con il fine, invece, di stimare il valore intrinseco della società è stato costruito un piano previsionale di bilancio a più scenari. A differenza dell’analisi relativa, la quale si basa sulle valutazioni di mercato, l’analisi di tipo assoluto mira alla stima del valore intrinseco di una società, basandosi sullo studio dei documenti contabili, dei vantaggi competitivi e delle prospettive future. Il metodo utilizzato è basato su una serie di Discounted Cash Flow Model a più scenari che mirano a calcolare il valore intrinseco di un’azienda in grado di generare determinati risultati in termini di flussi di cassa, dato un certo rischio di business. I risultati delle analisi di valutazione indicano un valore intrinseco dell’azienda pari a $ 212 ad azione, che rappresenta una valutazione inferiore rispetto ai prezzi attuali di mercato.

Nella seguente immagine viene mostrato il Peter Lynch Chart, che mira a stimare approssimativamente il valore intrinseco aziendale moltiplicando per 15 l’eps in ciascun periodo (linea blu) o utilizzando il il p/e mediano adjusted (linea rossa). Come si vede dall’immagine, il prezzo è situato nello stretto intervallo tra la Peter Lynch Earnings Line e la linea mediana del P/E, depurata dai costi non ricorrenti (leggera sottovalutazione). E’ importante, guardando il grafico, capire i limiti e le assunzioni dietro a questi modelli per evitare di giungere a conclusioni affrettate.
L’informazione, seppur superficiale, che possiamo cogliere è un pricing superiore rispetto alle medie storiche.

ANSYS (ANSS) - grafico-Peter Lynch Chart

Rischi e incertezza in fase di studio

Il primo fattore di rischio legato ad un investimento nel capitale azionario di Ansys è legato alle valutazioni alte a cui quota attualmente l’azienda. Le alte valutazioni rispecchiano la eccellente qualità aziendale in termini di risultati ma soprattutto in termini di vantaggi competitivi sostenibili nel tempo. In qualità di investitori orientati al valore, siamo ben consapevoli di quanto le valutazioni elevate possano pesare sui rendimenti degli investitori e riteniamo che quasi la totalità delle caratteristiche positive sia già inglobata nei prezzi azionari.
Per quanto riguarda il business aziendale, riteniamo che un rischio per Ansys possa derivare dall’eventuale entrata nel settore di aziende di dimensioni importanti, ingolosite dai margini alti e dal trend in crescita di questa nicchia di mercato. Per ridurre questo tipo di rischio il management deve continuare ad investire sia tramite operazioni di crescita interna sia esterna con il fine di ampliare il fossato economico aziendale.

Le mie conclusioni

Ansys è un’azienda dai fondamentali ottimi: infatti, presenta una eccellente salute finanziaria e una buona capacità di crescita e di profittabilità sostenibile nel tempo, beneficiando di importanti vantaggi competitivi. La società appare ben posizionata per trarre vantaggi dai maggiori trend di innovazione del futuro: simulazioni, Big Data, Cloud Computing, robotica, IoT e Cybersecurity, solo per citare alcuni esempi. L’azienda rimarrà in watchlist per ulteriori analisi sia di tipo qualitativo che di tipo quantitativo, ma riteniamo che le valutazioni siano eccessive ai prezzi attuali.

La ricerca statistica ha dimostrato che le azioni che mostrano determinati attributi fondamentali tendono a sovraperformare il mercato sul lungo termine. Un abbonamento al Portafoglio Pascarella ti consente di accedere ad un portafoglio redditizio basato su questi efficaci e collaudati driver di ritorno. Dimenticati di opinioni e speculazioni, le decisioni di investimento basate su dati fondamentali possono fornire rendimenti superiori con un rischio inferiore.

 

Analisi a cura di Marco Bergianti – +393204082091info@pascaprofit.com
Analista Senior: Giuseppe Pascarella, autore del libro Battere il Benchmark e gestore del portafoglio Pasca Premium e Portafoglio Pascarella

 

Le informazioni e i dati sono ritenuti accurati, ma non ci sono garanzie. Scripta Finance Srl non è un consulente d’investimento e non offre consigli specifici di investimento.

Le informazioni qui contenute sono solo a scopo informativo.

 

DISCLAIMER:

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Le opinioni e le informazioni contenute nel presente documento sono state sono state redatte con la massima perizia possibile in ragione dello stato dell’arte delle conoscenze e delle tecnologie ed ottenute o derivanti da fonti ritenute attendibili, ma la loro accuratezza e la loro affidabilità’ non sono comunque in alcun modo e forma fonte di responsabilità da parte di Scripta Finance né’ di alcuno. I dati sono forniti da Compustat Xpressfeed, Standard & Poors, Finviz e una divisione di The McGraw-Hill Companies così come altri fornitori di dati di terze parti nonché dai Sec filling aziendali.
Gli alert di comunicazione e i rapporti di ricerca contengono pareri e sono forniti solo a scopo informativo, non costituiscono in alcun modo un servizio di consulenza finanziaria, né offerta al pubblico: le informazioni pubblicate non costituiscono una precisa raccomandazione ad investire, ad acquistare o vendere alcuno degli strumenti finanziari analizzati. Si consiglia di non fare affidamento esclusivamente sul documento di ricerca a fini di transazioni di titoli o altri investimenti, essi incoraggiano a condurre la propria ricerca e chiedere il parere di professionisti qualificati prima di fare qualsiasi investimento. Nessuna delle informazioni contenute nella presente relazione costituisce o è destinato a costituire una raccomandazione, né una sollecitazione all’investimento. Scripta Finance non è e non sarà responsabile di qualsivoglia perdita o danno in cui si possa incorrere in seguito all’affidamento sul contenuto dell’analisi o alert di comunicazione. Si ricorda che le analisi fornite non costituiscono un’indicazione utile delle prospettive future degli strumenti finanziari esaminati; si rammenta inoltre, che i Mercati Finanziari sono estremamente volatili e gli investitori possono incorrere in elevate perdite che, nel caso di utilizzi di margini, possono uguagliare o superare l’investimento originario. Scripta Finance svolge ogni sforzo affinché le informazioni contenute in questo sito siano accurate, ma non si assume la responsabilità per errori, ritardi o qualsiasi forma di imprecisione delle informazioni contenute. Eventuali decisioni di investimento che ne dovessero conseguire sono assunte, da parte dell’utente, in piena autonomia ed a proprio esclusivo rischio.

L’utilizzo di questo rapporto è disciplinato dalle condizioni di utilizzo di Scripta Finance, ne è vietata la divulgazione a scopo commerciale ed è ad uso privato del cliente Scripta Finance. Vendere o linkare tale report costituisce una violazione del diritto d’autore degli analisti di Scripta Finance, ogni violazione di tale diritto è punito con il ban da eventuali report e potrebbe precludere l’esclusione dalla lista dei nostri clienti.

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3 Azioni Biotech su cui puntare

biotech

Sergey Young è un milionario russo che è stato per anni al servizio di Roman Abramovich, uno degli uomini più ricchi del pianeta.

È salito alla ribalta delle cronache perché ha da poco istituito il Longevity Vison Fund, un fondo da 100 milioni di dollari che finanzia la ricerca sui trattamenti anti-età.

Non stiamo parlando della cremina antirughe ma della ricerca per prolungare la durata della nostra vita oltre limiti oggi difficilmente raggiungibili.

“Oggi nessuno sa come vivere oltre i 122 anni” afferma lo stesso Young. “La persona più vecchia del pianeta è stata una nonnina francese morta a 122 anni proprio a quell’età. Ma il record verrà presto battuto”.

Se ci pensi, settanta o ottanta anni fa l’aspettativa di vita era di 43 anni. Ora negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Europa è di 75-80 anni. Praticamente raddoppiata.

Per perseguire questo obiettivo, il fondo di Young ha già investito decine di milioni di dollari in aziende del settore biotecnologico.

Aziende impegnate nella diagnosi precoce del cancro e nell’intelligenza artificiale per lo sviluppo di nuovi farmaci

Tuttavia il termine “biotecnologie” molto spesso spaventa gli investitori. Ritengono che sia un settore complesso ed incomprensibile.

E questo è sufficiente per tenerli lontano da un mercato con forti potenzialità di crescita.

In realtà ho scoperto che anche io sono un biotecnologo.

Lo sono anche mia moglie, i miei genitori e i miei nonni. E probabilmente lo sei anche tu.

Non c’è settore più semplice e comprensibile di quello biotecnologico. Non mi riferisco naturalmente all’aspetto tecnico.

Mi sono stupito quando ho scoperto che le biotecnologie sono nate con la civiltà umana.

Pensa ad esempio a quando l’uomo ha imparato a lievitare la farina per produrre il pane o a fermentare il latte per produrre burro e formaggio.

In tutti questi casi ha utilizzato microrganismi, come i lieviti ad esempio, per ottenere prodotti utili all’alimentazione.

Ha usato le biotecnologie.

È una disciplina antica che ha consentito all’uomo, già migliaia di anni fa, di produrre birra, vino, pane e trasformare il latte in yogurt e formaggio.

Poi Pasteur nel 1861 – con le sue scoperte sui principi della vaccinazione – ha dato il via agli studi di tecnologie per la produzione di micro organismi responsabili delle trasformazioni.

Le biotecnologie risalgono quindi alla notte dei tempi.

Tuttavia è solo negli ultimi anni che stanno vivendo la loro “età dell’oro” con applicazioni nei campi dell’ingegneria genetica e del DNA.

Non si tratta quindi di un nuovo mercato ma di un settore in forte espansione e – come tutti i settori in espansione – nasconde dentro di sé il potenziale per forti sviluppi nei prossimi anni.

E tu, da bravo investitore attento alle opportunità, non puoi escluderlo dalle tue scelte di investimento.

Tuttavia le aziende con il prefisso “biotech” oggi spuntano come funghi. Così come prima della bolla tecnologica del Nasdaq nei primi anni 2000, spuntavano come funghi aziende con suffissi “net” “com” “tech” e chi più ne ha più ne metta.

Sappiamo bene come sia andata a finire.

Le aziende biotecnologiche hanno, nei loro bilanci, grosse esposizioni nell’ambito della ricerca.

È quindi importante scegliere aziende che hanno già prodotti sul mercato e i cui profitti sono superiori rispetto alla spesa per la ricerca.

In questo report troverai le 3 aziende che, al momento, stanno emergendo dal sistema di selezione del mio protocollo.

Vediamole.

AbbVie Inc (ABBV)

AbbVie è una compagnia farmaceutica con una forte esposizione nei campi dell’immunologia e dell’oncologia.

Il principale farmaco dell’azienda, Humira, rappresenta oltre la metà dei profitti attuali dell’azienda e con l’approvazione del farmaco anche per i trattamenti nell’artrite reumatoide, nella psoriasi e nella malattia di Crohn, Humira detiene una vasta gamma di indicazioni che rafforzano, per ora, la sua posizione.

Tuttavia anche se la pressione dei concorrenti porterà probabilmente a un rallentamento delle vendite nei prossimi anni, gli sforzi interni di ricerca e sviluppo, e l’acquisizione annunciata di Allergan dovrebbe aiutare a diversificare la società dalla dipendenza da Humira.

Rischi e incertezze

Come per tutte le aziende farmaceutiche, anche AbbVie affronta il rischio della riduzione dei prezzi dei farmaci.

Inoltre, come abbiamo visto, l’elevata concentrazione di vendite di Humira da parte di AbbVie rende l’azienda significativamente esposta a qualsiasi nuova minaccia competitiva allo stesso farmaco.

Dati sui dividendi

AbbVie Inc - grafico

Regeneron Pharmaceuticals Inc (REGN)

Regeneron Pharmaceuticals sviluppa e commercializza prodotti che combattono le malattie degli occhi, le malattie cardiovascolari, il cancro e l’infiammazione.
La società ha sei prodotti commercializzati.

Di questi, Eylea, approvato per la degenerazione maculare legata all’età umida e altre malattie degli occhi porta all’azienda un fatturato di 6 miliardi di dollari all’anno.

Altri farmaci importanti sono in fase di lancio e altri di approvazione.

Rischi e incertezze

Ed è proprio la strada per l’approvazione dei farmaci piena di ostacoli normativi può essere uno dei maggiori rischi per l’azienda.

Inoltre man mano che i nuovi farmaci prodotti dall’azienda arrivano sul mercato, si scontreranno con altri prodotti già testati e i medici sono spesso lenti a lasciare il certo per l’incerto affidandosi a nuove terapie.

L’azienda non fornisce dividendi.

Regeneron Pharmaceuticals Inc (REGN) - grafico

Biogen Inc (BIIB)

Biogen e Idec si sono fuse nel 2003, unendo le forze per commercializzare il farmaco per la sclerosi multipla di Biogen Avonex e il farmaco per il cancro di Idec Rituxan.

Ha inoltre diversi farmaci in sperimentazione avanzata in neurologia e malattie neurodegenerative e ha lanciato Spinraza per il trattamento della atrofia muscolare spinale.

Ed è proprio la sempre maggior focalizzazione nella neurologia, uno dei maggiori punti di forza dell’azienda.

Rischi e incertezze

Anche in questo caso, la scadenza dei brevetti dei farmaci Avonex e Rituxan e l’incertezza sull’approvazione e l’impatto dei nuovi farmaci in sperimentazione, rappresentano i maggiori rischi di mercato per l’azienda.

Questo rischio e rafforzato dalla sempre maggior focalizzazione in ambito neurologico, un settore particolarmente difficile.

Lo dimostrano le difficoltà che sta affrontando l’azienda nella sperimentazione per la terapia dell’Alzheimer.

L’azienda non fornisce dividendi.

Biogen Inc (BIIB) - grafico

Alcune aziende del settore sono già state inserite nei miei portafogli.

Altre, come quelle che ti ho presentato, sono sotto i riflettori e presto ne entreranno a far parte.

Per saperne di più e seguire gli aggiornamenti del mio team di analisti parti da qui

A presto.

 

 

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Gli alert di comunicazione e i rapporti di ricerca contengono pareri e sono forniti solo a scopo informativo, non costituiscono in alcun modo un servizio di consulenza finanziaria, né offerta al pubblico: le informazioni pubblicate non costituiscono una precisa raccomandazione ad investire, ad acquistare o vendere alcuno degli strumenti finanziari analizzati. Si consiglia di non fare affidamento esclusivamente sul documento di ricerca a fini di transazioni di titoli o altri investimenti, essi incoraggiano a condurre la propria ricerca e chiedere il parere di professionisti qualificati prima di fare qualsiasi investimento. Nessuna delle informazioni contenute nella presente relazione costituisce o è destinato a costituire una raccomandazione, né una sollecitazione all’investimento. Scripta Finance non è e non sarà responsabile di qualsivoglia perdita o danno in cui si possa incorrere in seguito all’affidamento sul contenuto dell’analisi o alert di comunicazione. Si ricorda che le analisi fornite non costituiscono un’indicazione utile delle prospettive future degli strumenti finanziari esaminati; si rammenta inoltre, che i Mercati Finanziari sono estremamente volatili e gli investitori possono incorrere in elevate perdite che, nel caso di utilizzi di margini, possono uguagliare o superare l’investimento originario. Scripta Finance svolge ogni sforzo affinché le informazioni contenute in questo sito siano accurate, ma non si assume la responsabilità per errori, ritardi o qualsiasi forma di imprecisione delle informazioni contenute. Eventuali decisioni di investimento che ne dovessero conseguire sono assunte, da parte dell’utente, in piena autonomia ed a proprio esclusivo rischio.

L’utilizzo di questo rapporto è disciplinato dalle condizioni di utilizzo di Scripta Finance, ne è vietata la divulgazione a scopo commerciale ed è ad uso privato del cliente Scripta Finance. Vendere o linkare tale report costituisce una violazione del diritto d’autore degli analisti di Scripta Finance, ogni violazione di tale diritto è punito con il ban da eventuali report e potrebbe precludere l’esclusione dalla lista dei nostri clienti.

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Editoriale Pascarella: L’oro si appresta a scendere a Dicembre per salire nel 2020

lingotti oro

Poche volte mi è capitato di scrivere sull’oro. Chi mi segue da tempo sa che non offro mai nessuna raccomandazione su una eventuale esposizione sull’oro o sull’argento. Personalmente ho una parte del mio portafoglio investito in un ETC di oro fisico, il GLD. L’oro è sempre stato considerato un bene di rifugio, durante i vent’anni dal 1980 al 2000, riportò un ribasso importante. Ciò fu dovuto alla tendenza disinflazionistica di quel periodo e al fatto che l’oro in genere non va bene durante i mercati rialzisti azionari. Poiché viene acquistato principalmente durante i periodi di crisi, non è necessario durante un mercato toro azionario.

Storia recente

Visto da una prospettiva rialzista, il sell-off di agosto è stato un movimento più fisiologico che economico. Siamo comunque in un momento di mercato rialzista, con lo S&P500 che continua a registrare nuovi massimi. Detto questo, condivido l’opinione di alcuni analisti che vedono un calo ancora più accentuato in dicembre prima di una forte ripresa nel 2020. Sulla base della mia analisi personale e del monitoraggio dei prezzi dell’oro/argento nel corso dei decenni, il momento migliore in assoluto per possedere oro e argento stagionalmente va da metà dicembre a fine febbraio.

Durante gli ultimi 5 anni, l’oro e in particolare l’argento hanno avuto delle ottime performance in questo arco di 10-12 settimane. Il guadagno “medio” dell’oro valutato in dollari USA è stato del +6,5% in 3 mesi a partire da dicembre. Inoltre, l’oro ha effettivamente “sovraperformato” lo S&P500 di circa il +6% nello stesso periodo.

grafico- Durante gli ultimi 5 anni, l'oro e in particolare l'argento hanno avuto delle ottime performance in questo arco di 10-12 settimane

L’argento ha ottenuto prestazioni ancora migliori misurate da dicembre a fine febbraio. Guadagni più vicini al +10% sono stati la norma negli ultimi 20 anni. In effetti, se tu avessi posseduto argento solo in questo arco di 3 mesi, ogni anno negli ultimi due decenni, avresti ottenuto circa lo stesso rendimento che detenere argento per l’intero anno, tutti i 20 anni!

Ritengo che ci stiamo preparando ad un momento fantastico per seguire più da vicino i mercati dell’oro e dell’argento, proprio in preparazione di una flessione del prezzo nelle prossime 2-3 settimane. Gli investitori che desiderano aumentare le loro posizioni in oro / argento sia come copertura che come speculazione, avranno probabilmente una buona apertura per farlo presto.
Dovesse concretizzarsi una debolezza, come immagino, sarebbe un ottimo punto di partenza.

La Federal Reserve americana ha già abbassato i tassi di interesse ufficiali tre volte nel 2019 e acquistato 286 miliardi di dollari in nuovi asset di bilancio (Quantitative Easing) quest’anno, è abbastanza notevole che le quotazioni oro/argento non siano andate più in alto. Senza dubbio, la forza dei titoli statunitensi da settembre a ottobre è direttamente attribuita all’azione di liquidità bancaria e alla relativa fiducia nei futuri livelli di stampa monetaria.

Se il mercato azionario cominciasse a diminuire, l’impeachment del presidente Trump diventasse più serio di quanto sembra e l’economia americana scivolasse in una recessione già a partire dal prossimo gennaio, l’oro e l’argento potrebbero trasformarsi nella classe di attività leader per la performance a gennaio. Ho affermato per diversi anni consecutivi, tramite i miei articoli, che l’oro sarà scambiato intorno ai $ 2000 entro il 2021. La mia previsione non è cambiata. Tutto dipenderà da come la “stampa del denaro” futura compenserà il finanziamento del debito record di zio Sam.

Il disavanzo fiscale mensile degli Stati Uniti in ottobre sembra tornato ben al di sopra delle proiezioni ancora una volta, mentre scivoliamo in un percorso di spesa del governo completamente insostenibile sotto la guida del “re del debito” Trump.

Dove è meglio investire?

Il mio piano in questo momento è di aumentare la mia esposizione su oro e argento nella seconda metà di dicembre, a seconda di come l’economia e il mercato azionario generale si muoveranno nelle prossime settimane.

Gli ETF migliori su cui investire sono i principali sul metallo monetario di SPDR Gold Shares (GLD), ProShares Ultra Gold (UGL) o l’iShares Silver Trust (SLV). Ci sarebbero anche le società minerarie ma sono decisamente più volatili e rischiose, Newmont Mining (NEM) e Barrick Gold (GOLD).

Incredibilmente però, le miniere d’oro stanno attualmente negoziando a multipli intorno a 20 volte e i rendimenti dei dividendi si avvicinano all’1,5%, avvicinandosi a letture equivalenti all’intero mercato. Storicamente, i principali minatori di oro/argento hanno scambiato dal 50% al 100% delle valutazioni rispetto la tipica attività di Wall Street.

Vorrà pur dir qualcosa.

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Analisi del titolo entrato nella watchlist di Pasca Premium, Deckers Outdoor Corp (DECK)

Pasca Profit-scritta e logowww.pascaprofit.com

Deckers Outdoor Corp (DECK) mercato NYSE ISIN:US2435371073

 

Deckers Outdoor Corp (DECK) è attualmente all’interno della watchlist

Deckers Outdoor Corp - GRAFICO da finviz

(fonte: finviz.com)

Analisi del business

Deckers Outdoor Corporation è un’azienda specializzata nella progettazione e vendita di calzature, abbigliamento e accessori con sede a Goleta, California.

La società commercializza i suoi prodotti principalmente con tre marchi: UGG, Teva e Sanuk. Gli altri marchi dell’azienda includono Hoka One One, Ahnu e Koolaburra.

Deckers distribuisce la maggior parte dei prodotti all’ingrosso ma opera anche nel canale Direct-to-Consumer (DTC), tramite il sito e-commerce e negozi retail aziendali. La Società, oltre a calzature, vende accessori e abbigliamento, attraverso rivenditori nazionali e internazionali, distributori internazionali e direttamente ai consumatori degli utenti finali sia a livello nazionale che internazionale, attraverso i suoi siti Web, call center e negozi al dettaglio. La suddivisione geografica del fatturato dell’azienda vede gli Stati Uniti come principale mercato (più del 60% dei ricavi provengono da questa area), mentre la parte residua proviene dai mercati internazionali (circa il 37%).

Guardiamo qualche dato:

Deckers Outdoor Corp - grafico -qualche dato sulla fatturazione

Nell’immagine soprastante sono mostrati i dati delle principali voci di conto economico a consuntivo degli ultimi tre anni e quelli stimati per i prossimi tre. La dinamica futura del fatturato stimata dagli analisti indica un incremento annuale tra il 5-6% per i prossimi anni, in linea rispetto alla media degli ultimi sette anni in cui la crescita annua si è attestata a quota 5.71% all’anno. Inoltre, secondo il consensus degli analisti di Wall Street, la crescita in termini di EPS è prevista pari a 6.5% annua composta per i prossimi cinque anni. Gli analisti vedono, quindi, un futuro di crescita a tassi inferiori rispetto al recente passato (DECK ha incrementato in media l’eps del 11.90% annuo negli ultimi 5 anni).

Deckers Outdoor è caratterizzata da fondamentali positivi. Possiamo elencare una serie di parametri che ci aiutano a capire se un’azienda è effettivamente di alta qualità o meno. All’interno dei nostri screening aziendali sono presi in esame, ad esempio, indicatori di profittabilità e di crescita, come il rendimento sul capitale investito, la marginalità operativa, la crescita dei ricavi e dell’utile netto. Nell’immagine seguente mostriamo la dinamica del margine operativo:

Deckers Outdoor Corp - grafico -mostrata la dinamica del margine operativo

L’azienda opera con una marginalità operativa pari a 16.78%, risultato molto positivo dovuto al programma di efficientamento della gestione iniziato nel 2016. Nell’immagine seguente vediamo il ROIC adjusted, ossia il rendimento sul capitale investito e le sue componenti anno per anno:

Deckers Outdoor Corp - grafico - ROIC adjusted, ossia il rendimento sul capitale investito e le sue componenti anno per anno

Il rendimento sul capitale investito rimane ad alti livelli, in netto miglioramento rispetto alle medie degli ultimi anni. Questa capacità di produrre rendimenti alti sul capitale trova spiegazione nella strategia aziendale di miglioramenti nell’efficienza operativa attuata dal 2016.

Nell’immagine seguente, invece, è mostrata la dinamica dell’utile netto. Notiamo che il tasso di crescita medio annuo dell’utile netto negli ultimi 7 anni è stato pari all’11.64%.

Deckers Outdoor Corp - grafico - è mostrata la dinamica dell’utile netto

 

Ultime trimestrali – 29 agosto 2019:

Deckers Outdoor (NYSE: DECK) il 24 ottobre ha pubblicato i risultati relativi al secondo trimestre dell’anno fiscale. Nello specifico, la società ha riportato un EPS GAAP pari a $2.71, dato superiore di $0.38 rispetto al consensus, mentre i ricavi del trimestre sono stati pari a $542.21M (+8% Y/Y), superiore alle aspettative di un delta pari a $13.1M.

Il management dell’azienda ha aggiornato le stime per i ricavi e per l’utile. Nello specifico, l’azienda si aspetta un fatturato per l’anno in corso nell’intervallo $2.115B – $2.14B (consensus: $2.14) e un EPS compreso tra i $8.90 – $9.05 (consensus: $8.80).

VANTAGGI COMPETITIVI

In questa sezione andremo ad analizzare brevemente i vantaggi competitivi dell’azienda. Deckers Outdoor opera in un ambiente altamente competitivo che rende difficoltosa la costruzione di un fossato economico. Dal 2016 il management ha attuato con successo un piano importante di ristrutturazione aziendale negli ultimi anni con il fine di incrementare i valori dei brand, consolidare le operazioni e ottimizzare la distribuzione dei prodotti. I risultati sono stati certamente positivi, caratterizzati da un aumento dei ricavi e una diminuzione dei costi operativi. La conseguenza diretta è un miglioramento dell’EBIT margin, come visto nella sezione precedente. I benefici di questa strategia si stanno però esaurendo, a detta della stessa società, la quale ha dichiarato che i risparmi in termini di costi hanno quasi raggiunto gli obiettivi prefissati e non si prospettano miglioramenti importanti nell’immediato futuro.

Riteniamo che l’azienda sia caratterizzata da un leggero fossato economico derivante dalla forza di alcuni brand, primi su tutti UGG e TEVA. Il marchio principale è senza dubbio UGG, il cui segmento genera più di $1.6B l’anno. UGG ha ottenuto la reputazione di brand iconico per le calzature premium con fodera in lana, che continuano a dominare il mercato degli stivali invernali. Anche il brand Teva è riuscito ad ottenere una forza sui mercati globali. L’importanza del brand è fondamentale per un’azienda come Deckers, la quale sta compiendo sforzi per il miglioramento del canale retail e B2C.

Analizziamo sinteticamente la forza finanziaria e operativa della società con i seguenti indicatori:

Deckers Outdoor Corp - tabella - indicati i principali ratios di salute finanziaria, di profittabilità e di crescita

Nella tabella soprastante sono indicati i principali ratios di salute finanziaria, di profittabilità e di crescita. Possiamo notare i punteggi sintetici: 7.8/10 punti sulla situazione finanziaria, mentre abbiamo un 5/10, comunque positivo sulla profittabilità aziendale.

La situazione finanziaria di Deckers è positiva, dati i valori degli indicatori principali finanziari. Utilizziamo indicatori più complessi come l’Altman Z-Score e l’Ohlson O-Score, i quali mirano ad avere una visione complessiva della sicurezza finanziaria della società, prendendo in considerazione molteplici ratios contemporaneamente. L’Altman Z-Score è pari a 6.91 (un risultato > 3 indica una situazione di sicurezza finanziaria), mentre l’Ohlson O-Score stima una probabilità di default nel breve termine pari a 1.89% (risultato minore di 20%, il quale viene considerato “valore soglia”), che rappresenta un risultato positivo ma su cui è importante ragionare sopra, consapevoli dei limiti di questo algoritmo. Per approfondire la situazione, possiamo notare un Interest Coverage Ratio pari 76.74 (molto positivo), mentre il livello di prevedibilità del business ha un rank pari a 74/100. La prevedibilità combinata con un ottimo ICR e i risultati degli algoritmi rendono positivo il nostro giudizio finale sulla salute finanziaria della società.

Per quanto riguarda l’aspetto della profittabilità aziendale, Deckers presenta un “Profitability Rank” pari a 5/10, inferiore alla media delle imprese americane, le quali sono caratterizzate da un rank pari a 6/10. Nello specifico, DECK è caratterizzata da rendimenti sul capitale positivi: adjusted ROIC trailing = 10.34%, ROE trailing = 16.95%. Come è possibile notare dalla tabella gli indicatori di marginalità, redditività e crescita sono superiori rispetto alle medie settoriali: segnale molto positivo per un investitore alla ricerca di aziende di qualità.

L’immagine seguente mostra le revisioni delle stime per quanto riguarda l’utile per azione (EPS) per l’anno in corso e per l’anno 2020 (immagine sopra) e le stime per il fatturato dell’anno in corso e dell’anno prossimo (immagine sottostante seguente). La dinamica è positiva, ci si aspetta un incremento dei risultati anno su anno e vi è stata una continua revisione al rialzo delle stime negli ultimi mesi.

Deckers Outdoor Corp - grafici - mostra le revisioni delle stime per quanto riguarda l’utile per azione -EPS- per l’anno in corso e per l’anno 2020 e le stime per il fatturato

La valutazione

Deckers Outdoor Corp - tabella - sono rappresentati i principali ratios valutativi

Nell’immagine sono rappresentati i principali ratios valutativi. La situazione generale che possiamo ricavare da questi dati, combinati con gli indicatori di salute finanziaria e di profittabilità, è caratterizzata da una valutazione superiore rispetto alle medie macro-settoriali ma combinati con una profittabilità superiore rispetto alla media dei competitors ed una solidità finanziaria superlativa.

Con il fine, invece, di stimare il valore intrinseco della società è stato costruito un piano previsionale di bilancio a più scenari. A differenza dell’analisi relativa, la quale si basa sulle valutazioni di mercato, l’analisi di tipo assoluto mira alla stima del valore intrinseco di una società, basandosi sullo studio dei documenti contabili, dei vantaggi competitivi e delle prospettive future. Il metodo utilizzato è basato su una serie di Discounted Cash Flow Model a più scenari che mirano a calcolare il valore intrinseco di un’azienda in grado di generare determinati risultati in termini di flussi di cassa, dato un certo rischio di business. I risultati delle analisi di valutazione indicano un valore intrinseco dell’azienda pari a $ 180 ad azione, che rappresenta una valutazione in linea rispetto ai prezzi attuali di mercato.

Nella seguente immagine viene mostrato il Peter Lynch Chart, che mira a stimare approssimativamente il valore intrinseco aziendale moltiplicando per 15 l’eps in ciascun periodo (linea blu) o utilizzando il il p/e mediano adjusted (linea rossa). Come si vede dall’immagine, il prezzo è situato nello stretto intervallo tra la Peter Lynch Earnings Line e la linea mediana del P/E, depurata dai costi non ricorrenti (leggera sottovalutazione). E’ importante, guardando il grafico, capire i limiti e le assunzioni dietro a questi modelli per evitare di giungere a conclusioni affrettate.
L’informazione, seppur superficiale, che possiamo cogliere è un pricing equo rispetto alle medie.

Deckers Outdoor Corp - grafico - Peter Lynch Chart

Rischi e incertezza in fase di studio

Il primo fattore di rischio di Deckers è legato al settore di appartenenza, caratterizzato da alta competitività e difficoltà nella costruzione di vantaggi competitivi importanti e duraturi nel tempo. Gli azionisti dell’azienda hanno beneficiato, negli ultimi tre anni, del piano di ristrutturazione ingente, ma riteniamo che i risultati siano stati raggiunti e che ulteriori miglioramenti avranno benefici incrementali minori. Una volta esaurito l’effetto della ristrutturazione, stimiamo che la competizione del settore metterà pressione sui margini operativi dell’azienda con effetto negativo sul valore intrinseco della società. Un ulteriore rischio riguarda il segmento del brand UGG, che genera la maggior parte dei ricavi e che, nel caso in cui vedesse un rallentamento della crescita, genererebbe una stagnazione dei risultati aziendali. UGG è inoltre fortemente collegato alle condizioni atmosferiche, più specificamente il clima freddo rappresenta un driver importante di crescita, mentre i costi sono direttamente correlati con i costi della materia prima, ossia la pelle di pecora.

Le mie conclusioni

Deckers Outdoor è un’azienda che ha dato molte soddisfazioni in termini di remunerazione negli ultimi anni ai suoi azionisti, grazie a strategie di efficientamento attuate dal management. Riteniamo che i vantaggi competitivi siano molto sottili e vi sia molta incertezza legata alla loro sostenibilità nel corso del tempo. L’azienda rimarrà in watchlist per ulteriori analisi sia di tipo qualitativo che di tipo quantitativo.

La ricerca statistica ha dimostrato che le azioni che mostrano determinati attributi fondamentali tendono a sovraperformare il mercato sul lungo termine. Un abbonamento al Portafoglio Pascarella ti consente di accedere ad un portafoglio redditizio basato su questi efficaci e collaudati driver di ritorno. Dimenticati di opinioni e speculazioni, le decisioni di investimento basate su dati fondamentali possono fornire rendimenti superiori con un rischio inferiore.

 

Analisi a cura di Marco Bergianti – +393204082091info@pascaprofit.com
Analista Senior: Giuseppe Pascarella, autore del libro Battere il Benchmark e gestore del portafoglio Pasca Premium e Portafoglio Pascarella

 

Le informazioni e i dati sono ritenuti accurati, ma non ci sono garanzie. Scripta Finance Srl non è un consulente d’investimento e non offre consigli specifici di investimento.

Le informazioni qui contenute sono solo a scopo informativo.

 

DISCLAIMER:

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Gli alert di comunicazione e i rapporti di ricerca contengono pareri e sono forniti solo a scopo informativo, non costituiscono in alcun modo un servizio di consulenza finanziaria, né offerta al pubblico: le informazioni pubblicate non costituiscono una precisa raccomandazione ad investire, ad acquistare o vendere alcuno degli strumenti finanziari analizzati. Si consiglia di non fare affidamento esclusivamente sul documento di ricerca a fini di transazioni di titoli o altri investimenti, essi incoraggiano a condurre la propria ricerca e chiedere il parere di professionisti qualificati prima di fare qualsiasi investimento. Nessuna delle informazioni contenute nella presente relazione costituisce o è destinato a costituire una raccomandazione, né una sollecitazione all’investimento. Scripta Finance non è e non sarà responsabile di qualsivoglia perdita o danno in cui si possa incorrere in seguito all’affidamento sul contenuto dell’analisi o alert di comunicazione. Si ricorda che le analisi fornite non costituiscono un’indicazione utile delle prospettive future degli strumenti finanziari esaminati; si rammenta inoltre, che i Mercati Finanziari sono estremamente volatili e gli investitori possono incorrere in elevate perdite che, nel caso di utilizzi di margini, possono uguagliare o superare l’investimento originario. Scripta Finance svolge ogni sforzo affinché le informazioni contenute in questo sito siano accurate, ma non si assume la responsabilità per errori, ritardi o qualsiasi forma di imprecisione delle informazioni contenute. Eventuali decisioni di investimento che ne dovessero conseguire sono assunte, da parte dell’utente, in piena autonomia ed a proprio esclusivo rischio.

L’utilizzo di questo rapporto è disciplinato dalle condizioni di utilizzo di Scripta Finance, ne è vietata la divulgazione a scopo commerciale ed è ad uso privato del cliente Scripta Finance. Vendere o linkare tale report costituisce una violazione del diritto d’autore degli analisti di Scripta Finance, ogni violazione di tale diritto è punito con il ban da eventuali report e potrebbe precludere l’esclusione dalla lista dei nostri clienti.

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Non investire per paura porta a sicuri mancati guadagni

uomo nel panico di fronte ai grafici relativi all'andamento degli investimenti

Le recessioni sono del tutto naturali, direi anzi necessarie. Molti risparmiatori e investitori sembrano soffrire di una fobia da recessioni, vedendola ovunque e in qualsiasi momento.

È dal 2008 che le previsioni di recessioni o di nuovi crolli si sprecano, per poi essere smentiti puntualmente dai numeri.

La scorsa estate addirittura, abbiamo assistito alle fibrillazioni esplose a causa del fenomeno di inversione della curva dei rendimenti Usa, che avrebbero dovuto segnalare l’arrivo di una recessione.

Ma i dati macro, le trimestrali migliori delle attese e i nuovi record di Wall Street hanno provveduto a smentire il tutto.

Negli Stati Uniti tutte le recessioni degli ultimi decenni sono state precedute proprio da un’inversione della curva.

A partire dal 2016, a curva dei rendimenti USA si è notevolmente appiattita, quando la Fed ha iniziato il suo ciclo di inasprimento monetario nel 2016 e i tassi a breve termine sono aumentati più rapidamente di quelli a lungo termine.

Questo processo si è poi invertito nelle ultime settimane quando la Fed ha nuovamente attenuato la sua politica e i tassi a lungo termine sono scesi più rapidamente di quelli a breve termine.

Quest’anno la curva dei rendimenti si è invertita, sul tratto 2 e 10 anni, il Treasury decennale è sceso di rendimento per un po’ al di sotto di quello a 2 anni, per poi risalire successivamente

Ora se ci fossimo fatti prendere dal panico e fossimo usciti dal mercato, le conseguenze sarebbero state peggiori di ciò che poi è realmente accaduto.

In quanto avremmo potuto riportare perdite uscendo dopo la caduta del mercato, ma soprattutto non avremmo usufruito del successivo rally.

Dopo il crollo del 2008 lo S&P 500 ha recuperato i suoi valori pre-crisi nel 2013, da allora non passa giorno senza che qualcuno faccia previsioni sulla prossima caduta del mercato.

Ora pensate alle conseguenze per chi avesse deciso, proprio spaventato da previsioni nefaste, di uscire dallo S&P 500 dopo il 2013, il 99% di mancato guadagno.

Chi invece avesse deciso di farlo a partire dal 2016, momento in cui si sono poi intensificati i nefasti presagi, il mancato guadagno sarebbe stato del 66%.

Se poi prendiamo in considerazione dal picco della caduta nel 2008, il mancato guadagno sarebbe stato addirittura del 560%.

S&P 500 - grafico con crolli e picchi dei valori

Una recessione, prima o poi, dovrà sicuramente arrivare, è la legge dei grandi numeri.

Secondo Morgan Stanley dal 1988 al 2015 ci sono stati ribassi del 5% in media ogni due volte all’anno e sono durati mediamente 67 giorni. Crolli di oltre il 10% sono avvenuti ogni due anni e sono durati 170 giorni in media. Crolli di oltre il 15% sono avvenuti ogni 3 anni e sono durati 255 giorni e crash di oltre il 20% sono avvenuti ogni 6 anni e sono durati mediamente 465 giorni.

La prossima recessione non dovrebbe però essere così brutta come viene dipinta nelle previsioni apocalittiche.

Questo anche in considerazione del fatto che le Banche centrali ad oggi stanno ancora intervenendo sul mercato e sono molto più preparate che in passato.

Le loro armi potrebbero sembrare un po spuntate, a causa di tassi eccessivamente bassi, per poter eseguire tagli consistenti e bilanci indebitati non ancora ripuliti.

Sicuramente però, non avrebbero problemi ad intervenire ulteriormente, qualora fosse necessario.

Come sempre però, il mercato dopo la caduta riprenderà il suo corso, quindi uno dei suggerimenti che si può fare agli investitori è quello di investire sapendo che un crollo ci sarà, senza però sapere quando questo avverrà.

Inoltre sarà importante mantenere della liquidità che permetterà poi di eseguire acquisti al termine dei crolli sfruttando al meglio l’inversione.

Se non sai quando è il momento giusto per eseguire gli acquisti, continua a seguirmi.

 

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Editoriale Pascarella: Il value investing è morto, lunga vita al value investing

value v.s growth - scontro di boxe sul ring

In settimana ho letto su un sito di finanza che il Value Investing è morto. Prima di entrare nel dettaglio dell’articolo letto, ti spiego cos’è il Value Investing, nel caso non lo sapessi. Il value investing è una tecnica d’investimento che deriva dalle idee su investimento e speculazione che Benjamin Graham e David Dodd iniziarono a insegnare alla Columbia Business School nel 1928. Esso si basa fondamentalmente sull’acquisto di titoli al di sotto del loro valore intrinseco. Lo sconto rispetto al prezzo di mercato costituisce quello che Graham chiama “margine di sicurezza”.

Nel mio libro, Battere il Benchmark, faccio una bella distinzione tra Value e Growth Investing. Il primo, come detto, si basa sull’acquisto di un titolo azionario che abbia il suo attuale valore inferiore a quello intrinseco, quindi acquistarlo ad un prezzo più basso del suo reale valore. Il secondo, cioè il Growth, punta invece su titoli che hanno di fronte una crescita basata sul suo prodotto innovativo e si punta alla sua crescita sempre maggiore nel tempo, quando smette di crescere, si vende.

All’inizio di questo mese, Cliff Asness, fondatore di AQR Capital Management, ha dichiarato che, anche se è generalmente contrario al timing di mercato, è tempo di fare scelte sulle azioni Value. Perché? Perché le azioni Value sono ora meno costose rispetto al mercato di quanto lo fossero durante la bolla tecnologica. A parte quel breve periodo alla fine degli anni 90, il Value è ad un livello alto con un margine ottimo per un acquisto.

Tuttavia, gli ultimi due anni sono stati particolari. Il Value ha continuato a soffrire, ma ultimamente si sta riprendendo. Penso che in tutti questi anni, dalla crisi 2008, dove il Value ha avuto una perdita importante, le società costose hanno più che giustificato i loro prezzi. Al contrario, gli ultimi due anni hanno visto i fondamentali delle società Value non peggiorati, ma i prezzi sono andati nella direzione sbagliata. Quando le perdite sono dovute a variazioni dei prezzi, non fondamentali, e si verificano in periodi più brevi, è allora che si creano ottime opportunità.

Per dovere di cronaca, devo sottolineare che il Value Investing ha funzionato davvero male nell’ultimo decennio. Molte persone affermano che i titoli Value di oggi sono per lo più trappole – aziende intrappolate in industrie morte o in via di estinzione. Oppure il Value è troppo “vecchia scuola” – non tiene conto del modo in cui Internet ha cambiato il mondo aziendale.

Investire in Value non può morire. Dire che l’investimento Value può morire è come dire che i principi ordinari di gestione di una buona impresa possono cambiare, ed è ridicolo.

Detto questo, il value Investing può passare periodi negativi, certo. Ciò può essere accaduto perché ci sono stati acquisti esagerati, portando a una varietà società ad alto rischio. Inoltre, altre due cose hanno rovinato il tradizionale value Investing. A) i tassi di interesse sono troppo bassi. B) alcune grandi aziende hanno trovato modi per reinvestire il flusso di cassa a tassi di rendimento superiori alla media nel lungo tempo, diventando di fatto, Growth.

L’investimento buy-and-hold è una strategia fondamentale che chiunque potrebbe facilmente perseguire e, come tale, non può morire. Stiamo vivendo il peggior periodo di sottoperformance di società value di sempre. Acquistare beni temporaneamente non favorevoli è una strategia semplice e fondamentale, ma fa paura.

Ci sono aziende forti che generano significativi rendimenti di flussi di cassa e stanno anche aumentando i loro guadagni. Molti affrontano una concorrenza limitata, quindi hanno un fossato economico fantastico, questo è quello che ho comprato e continuo a comprare, indipendentemente che il mercato sia favorevole o no.

Alla fine, la crescita del valore sottostante pagherà. Alla fine, i value colpiranno, per questo continuo a perseguire le mie regole, perché hanno senso. Devi trovare il coraggio di cambiare la tua strategia se non sta dando risultati, il coraggio di chiudere anche in negativo e puntare su società che hanno un valore maggiore di quanto stiano mostrando. Io sto di guardia, appena vedo un una società Value che sta per tornare alla ribalta, mi butto. Accadrà, come sempre, quando non lo so, ma accadrà e io sarò li. Tu?

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Le migliori azioni all’avanguardia di cui nessun parla

Con le azioni che raggiungono i massimi storici mentre l’anno solare volge al termine, tutti gli occhi sono puntati sul mercato. Gli analisti di Wall Street raccomandano di concentrarsi sulle prospettive a lungo termine e su aziende ad alta crescita. Intendono azioni meglio posizionate per generare rendimenti enormi negli anni a venire.

C’è però l’incertezza economica alle porte del 2020 che fa paura, rendendo sempre più difficile individuare titoli in grado di aprire la strada ad ottimi guadagni. Tuttavia, ciò non vuol dire che non si possano trovare opportunità di investimento con spiccate prospettive di crescita.

Ho provato a cercare titoli che fossero fuori dai radar degli investitori e analisti, quelli di cui non senti mai parlare ma con un ottimo rendimenti, giovani aziende con prodotti potenzialmente all’avanguardia. Il risultato ha mostrato svariate società, ma solo alcune mi hanno incuriosito.

Anaplan (PLAN) – IT Services & Consulting

Anaplan è una società americana di software di pianificazione basata su cloud con sede a San Francisco, in California, con attività in oltre 13 paesi, 175 partner e oltre 950 clienti in tutto il mondo. Vende abbonamenti per software di pianificazione aziendale e fornisce dati a fini decisionali in settori che vanno dalla finanza alle risorse umane.

La società ha sconvolto l’industria con la sua nuova tecnologia brevettata. Il suo software utilizza hyperblock o un database memory con un motore di calcolo integrato progettato per la scalabilità a livello aziendale (super paroloni per dire che è eccezionale). Ha una crescita media annua del 37%.

Il punto chiave qui è che PLAN è stata in grado di sostituire soluzioni migliori rispetto ai software di aziende rinomate come Oracle (ORCL), IBM (IBM) e Microsoft MSFT) in un mercato da 21 miliardi. Le entrate potrebbero triplicare nei prossimi 5 anni raggiungendo 1,25 miliardi di dollari entro il 2024.

Anaplan ha un prodotto molto competitivo ed espandibile. I fondamentali stanno guadagnando slancio, con l’accelerazione dei tassi di crescita dei ricavi e clienti. Il titolo è piuttosto costoso, ma sembra avere un potenziale al rialzo con il rischio che le crescenti perdite possano ridurre la valutazione. L’unica cosa che mi disturba di più, sono i suoi utili netti, mi aspetto di vedere non solo una crescita ma anche che entrino in territorio positivo. Ottima azienda da seguire.

Anaplan (PLAN) - grafico

OneMain Holdings, Inc. (OMF)

OneMain è un grande fornitore di prestiti retail negli Stati Uniti. A febbraio 2019, la società ha servito oltre 15 milioni di clienti totali e ha una rete di filiali a livello nazionale con quasi 1.600 filiali in 44 stati. Ha sede a Evansville, Indiana con oltre 10.000 dipendenti.

Le azioni OMF sono scambiate con P/E* di appena 6 multipli nonostante il suo debito da obbligazioni che forniscono il 3,68%, la leva finanziaria sta diminuendo e la società sta crescendo a un tasso del 10%. Ritengo che questa valutazione stia scontando eccessivamente la natura ciclica delle attività di OMF e ignorando i fondamentali in miglioramento.

*Il rapporto prezzo/utili (in inglese Price-Earnings (PE) Ratio, P = price = prezzo; E = earnings = utili) è un indicatore economico. È il rapporto fra il prezzo corrente di un’azione al momento del calcolo dell’indicatore, scelto di solito nel listino della borsa nazionale coi maggiori volumi scambiati e l’utile atteso per ogni azione. Un valore pari a 13-15 è ritenuto normale; se è superiore indica di norma un titolo sopravvalutato (lo è certamente intorno a 27-30). Valori intorno a 8-9 sono ricercati dagli analisti, perché indicano titoli sottovalutati dal mercato, che potrebbero avere una buona crescita della quotazione.

Nel considerare l’impatto dell’attuale perdita di credito attesa nel 2020, la società ha dichiarato che sta già costruendo le sue riserve. Inoltre, il management ha guidato una crescita dei prestiti più rapida di quanto precedentemente previsto e gli investitori potrebbero vedere un buyback nel 2020.

Nell’ultimo trimestre, il 50% dei suoi prestiti erano su auto e immobili (prodotti con garanzie di mancato pagamento). È impressionante. OneMain ha garanzie in caso di mancato pagamento. Solo l’1,7% dei suoi prestiti è in sofferenza, il che significa che i pagamenti sono in ritardo o che non verranno pagati. Nei primi sei mesi del 2019, OneMain ha guadagnato $ 2,54 contro 96 ¢ dell’anno precedente.

Devo solo capire se può continuare a prestare a persone con punteggi di credito bassi, sarà un modello praticabile in un’economia che deve rallentare? Con una inflazione ai minimi storici, potrebbe essere davvero una bella perla.

OneMain Holdings - grafico

Horizon Therapeutics PLC (HZNP)

Horizon Therapeutics è una società farmaceutica registrata in Irlanda che acquisisce, rinnova, riconfeziona e ricerca farmaci specializzati nella vendita del sistema sanitario americano, che rappresenta il 97% delle vendite mondiali di Horizon. Nel 2014 Horizon ha eseguito una inversione fiscale per spostare la propria sede legale in Irlanda per usufruire delle basse aliquote fiscali e del sistema fiscale delle società.

Il portafoglio di farmaci di Horizon è focalizzato sui trattamenti per l’artrite, dolore e malattie infiammatorie.

Horizon ha recentemente richiesto una domanda di licenza per un altro farmaco, il Teprotumumab, che promette di essere un altro produttore di denaro di successo per l’azienda. Teprotumumab è un trattamento per la malattia attiva della tiroide (TED), una rara malattia autoimmune che colpisce 15.000-20.000 persone all’anno. Teprotumumab è stato sviluppato da Genmab e Roche. Horizon sta eseguendo lo sviluppo clinico di Teprotumumab su licenza di Roche.

In quella che potrebbe rivelarsi una mossa geniale, Horizon sta creando un team di 100 persone per supportare ed educare il pubblico sul Teprotumumab. Questo non solo gioverà alle finanze dell’azienda, ma fornirà anche un servizio tanto necessario per chi è affetto da questa rara condizione.

Oltre a Teprotumumab in cantiere, Horizon è in fase di sperimentazione clinica per valutare KRYSTEXXA in combinazione con metotrexato per aumentare i tassi di risposta e la durata della terapia per la gotta. Il management sembra essere molto entusiasta sugli sviluppi relativi a questo studio clinico. Secondo l’ultima teleconferenza, non solo lo studio ha già mostrato alcuni risultati positivi, ma ha anche rivelato un potenziale beneficio di KRYSTEXXA per il trapianto dei reni con gotta incontrollata che sarà ulteriormente valutato da Horizon.

I rischi arrivano dagli attivisti che stanno sollevando preoccupazioni sulla possibilità che le aziende farmaceutiche possano trarre vantaggio dalle regole sui farmaci “orfani”** a proprio vantaggio.

**I farmaci detti “orfani” sono destinati alla cura delle malattie rare. Le aziende farmaceutiche sono solitamente restie a sviluppare questi farmaci secondo le normali condizioni di mercato, poiché i capitali investiti per la ricerca e lo sviluppo dei prodotti non vengono recuperati attraverso le vendite a causa della scarsa domanda.

Horizon Therapeutics PLC (HZNP) - grafico

 

Giuseppe Pascarella non possiede azioni delle società analizzate in questo articolo e non sono inserite nei portafogli Pasca Premium o Portafoglio Pascarella.

Analisi a cura di Giuseppe Pascarella – +393204082091 – info@pascaprofit.com
Analista Senior: Giuseppe Pascarella, autore del libro Battere il Benchmark e gestore del portafoglio Pasca Premium o Portafoglio Pascarella.

 

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Gli alert di comunicazione e i rapporti di ricerca contengono pareri e sono forniti solo a scopo informativo, non costituiscono in alcun modo un servizio di consulenza finanziaria, né offerta al pubblico: le informazioni pubblicate non costituiscono una precisa raccomandazione ad investire, ad acquistare o vendere alcuno degli strumenti finanziari analizzati. Si consiglia di non fare affidamento esclusivamente sul documento di ricerca a fini di transazioni di titoli o altri investimenti, essi incoraggiano a condurre la propria ricerca e chiedere il parere di professionisti qualificati prima di fare qualsiasi investimento. Nessuna delle informazioni contenute nella presente relazione costituisce o è destinato a costituire una raccomandazione, né una sollecitazione all’investimento. Scripta Finance non è e non sarà responsabile di qualsivoglia perdita o danno in cui si possa incorrere in seguito all’affidamento sul contenuto dell’analisi o alert di comunicazione. Si ricorda che le analisi fornite non costituiscono un’indicazione utile delle prospettive future degli strumenti finanziari esaminati; si rammenta inoltre, che i Mercati Finanziari sono estremamente volatili e gli investitori possono incorrere in elevate perdite che, nel caso di utilizzi di margini, possono uguagliare o superare l’investimento originario. Scripta Finance svolge ogni sforzo affinché le informazioni contenute in questo sito siano accurate, ma non si assume la responsabilità per errori, ritardi o qualsiasi forma di imprecisione delle informazioni contenute. Eventuali decisioni di investimento che ne dovessero conseguire sono assunte, da parte dell’utente, in piena autonomia ed a proprio esclusivo rischio.

L’utilizzo di questo rapporto è disciplinato dalle condizioni di utilizzo di Scripta Finance, ne è vietata la divulgazione a scopo commerciale ed è ad uso privato del cliente Scripta Finance. Vendere o linkare tale report costituisce una violazione del diritto d’autore degli analisti di Scripta Finance, ogni violazione di tale diritto è punito con il ban da eventuali report e potrebbe precludere l’esclusione dalla lista dei nostri clienti.

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Analisi del titolo entrato nella watchlist di Pasca Premium, Moody’s Corp (MCO)

Moody's scritta/logo

Pasca Profit-scritta e logowww.pascaprofit.com

Moody’s Corp (MCO) mercato NYSE ISIN:US6153691059

 

Moody’s Corp (MCO) è attualmente all’interno della watchlist

Moody’s Corp (MCO) grafico

(fonte: finviz.com)

Analisi del business

Moody’s (NYSE:MCO) è una società privata con sede a New York, specializzata in analisi e ricerca finanziaria ed è la seconda maggiore società di rating al mondo. Possiamo dividere l’operatività dell’azienda in due segmenti di business, le quali contribuiscono in maniera differente alla generazione di fatturato.

1) Moody’s Investor Service: genera più del 60% dei ricavi totali dell’azienda e consiste in analisi di credit risk.
2) Moody’s Analytics: area caratterizzata da servizi come credit consulting, risk management, servizi di ricerca e analisi. Questo segmento genera circa il 40% dei ricavi totali dell’azienda.

La suddivisione del fatturato dell’azienda è la seguente: Stati Uniti (52,4%), EMEA (31%), Asia (11,1%), Sud America (5.5%).

Guardiamo qualche dato:

Moody’s Corp (MCO) grafico - sono mostrati i dati delle principali voci di conto economico a consuntivo degli ultimi tre anni e quelli stimati per i prossimi tre

Nell’immagine soprastante sono mostrati i dati delle principali voci di conto economico a consuntivo degli ultimi tre anni e quelli stimati per i prossimi tre. La dinamica futura del fatturato stimata dagli analisti indica un incremento annuale di 7% per i prossimi anni, leggermente inferiore rispetto alla media degli ultimi sette anni in cui la crescita annua si è attestata a quota 8.13% all’anno. Inoltre, secondo il consensus degli analisti di Wall Street, la crescita in termini di EPS è prevista pari a 11.2% annua composta per i prossimi cinque anni. Gli analisti vedono, quindi, un futuro di crescita a tassi in linea con il recente passato, stimando tassi di crescita vicini rispetto alla media degli ultimi anni (Moody’s ha incrementato in media l’eps del 11.93% annuo negli ultimi 5 anni).

Moody’s è caratterizzata da fondamentali eccezionali. Possiamo elencare una serie di parametri che ci aiutano a capire se un’azienda è effettivamente di alta qualità o meno. All’interno dei nostri screening aziendali sono presi in esame, ad esempio, indicatori di profittabilità e di crescita, come il rendimento sul capitale investito, la marginalità operativa, la crescita dei ricavi e dell’utile netto. Nell’immagine seguente mostriamo la dinamica del margine operativo:

Moody’s Corp (MCO) dati - mostrata la dinamica del margine operativo

L’azienda opera con una marginalità operativa vicina al 40%, risultato molto positivo. Nell’immagine seguente vediamo il ROIC adjusted, ossia il rendimento sul capitale investito e le sue componenti anno per anno:

Moody’s Corp (MCO) - il ROIC adjusted, ossia il rendimento sul capitale investito e le sue componenti anno per anno

Il rendimento sul capitale investito rimane ad alti livelli, nonostante sia in diminuzione rispetto alle medie degli scorsi anni. Questa capacità di produrre rendimenti alti sul capitale trova spiegazione nei vantaggi competitivi aziendali.

Nell’immagine seguente, invece, è mostrata la dinamica dell’utile netto. Notiamo che il tasso di crescita medio annuo dell’utile netto negli ultimi 7 anni è stato pari all’8,78%.

Moody’s Corp (MCO) , è mostrata la dinamica dell’utile netto. Notiamo che il tasso di crescita medio annuo dell’utile netto negli ultimi 7 anni è stato pari all’8,78%.

Ultime trimestrali – 29 agosto 2019:

Moody’s (NYSE: MCO) il 30 ottobre ha pubblicato i risultati relativi al secondo trimestre dell’anno fiscale. Nello specifico, la società ha riportato un EPS Non-GAAP pari a $2.15, dato superiore di $0.16 rispetto al consensus, mentre i ricavi del trimestre sono stati pari a $1.24B (+14.8% Y/Y), superiore alle aspettative di un delta pari a $60M. Il risultato di periodo è ampiamente positivo ed è sostenuto una forte ripresa nelle emissioni obbligazionarie, trainata soprattutto dalla diminuzione dei tassi di interesse di mercato rispetto allo scorso anno, ma anche alla bassa attività di emissioni obbligazionarie nel 2018 a causa della riforma fiscale.

VANTAGGI COMPETITIVI

In questa sezione andremo ad analizzare brevemente i vantaggi competitivi dell’azienda. Moody’s beneficia di uno dei più imponenti fossati economici dell’intero panorama azionario americano e questa caratteristica spiega la redditività eccezionale del suo business ma anche le valutazioni superiori alla media. Questo fossato economico è stato costruito in più di 100 anni di vita dell’impresa, con ingenti investimenti difficilmente replicabili. Il principale vantaggio competitivo è legato al fatto che Moody’s opera in un duopolio insieme all’altro leader di settore, ossia S&P Global (NYSE:SPGI). Oltre l’80% dei rating su emissioni di bond sono prodotti da queste due società e pensare che questa quota di mercato possa diminuire nei prossimi anni risulta ampiamente improbabile. Gli investitori istituzionali, infatti, richiedono agli emittenti di avere i rating di almeno una di queste due aziende, come certificazione della qualità. Gli investitori puniscono le emissioni senza rating di MCO/SPGI con tassi di interesse più elevati o minor conferimento di risorse. Mediamente le rating fees che gli emittenti pagano a Moody’s sono tra 6-7 basis point dell’emissione: costo abbordabile per i benefici che questa operazione può portare in termini di maggiore efficacia dell’emissione dello strumento finanziario.

In secondo luogo, la continua disintermediazione di mercato funge da driver di crescita per il business di Moody’s. L’attuale regolamentazione post-crisi Lehman Brothers ha cambiato il mondo bancario: i prestiti a rischio maggiore si sono spostati dai bilanci delle banche ai bilanci di investitori istituzionali e fondi privati, i quali spesso richiedono rating alle agenzie più importanti. Inoltre, la società trae beneficio dalla continua crescita dell’index investing poiché l’inclusione in un benchmark o la certificazione di “investment grade” (contrapposto al grado “speculative grade”) richiedono ratings.

Nuovi competitor possono sorgere all’interno del settore, ma per riuscire ad attaccare le quote dei due leader sono necessari ingenti investimenti e molto tempo per la creazione di intangibles determinanti. Questi player possono attuare strategie con il fine di attaccare nicchie di mercato, come quello degli strumenti finanziari più complessi, ma il coefficiente di difficoltà delle stime e la bassa prevedibilità rende difficoltosa la loro riuscita.

Analizziamo sinteticamente la forza finanziaria e operativa della società:

Moody’s Corp (MCO) tabella - sono indicati i principali ratios di salute finanziaria, di profittabilità e di crescita

Nella tabella soprastante sono indicati i principali ratios di salute finanziaria, di profittabilità e di crescita. Possiamo notare i punteggi sintetici: 6/10 punti sulla situazione finanziaria, mentre abbiamo un 10/10 eccellente sulla profittabilità aziendale.

La situazione finanziaria di MCO appare positiva, dati i valori degli indicatori principali finanziari. Utilizziamo indicatori più complessi come l’Altman Z-Score e l’Ohlson O-Score, i quali mirano ad avere una visione complessiva della sicurezza finanziaria della società, prendendo in considerazione molteplici ratios contemporaneamente. L’Altman Z-Score è pari a 5.4 (un risultato > 3 indica una situazione di sicurezza finanziaria), mentre l’Ohlson O-Score stima una probabilità di default nel breve termine pari a 31.84% (risultato maggiore di 20%, il quale viene considerato “valore soglia”), che rappresenta un risultato negativo ma su cui è importante ragionare sopra, consapevoli dei limiti di questo algoritmo. Per approfondire la situazione, possiamo notare un Interest Coverage Ratio pari 8.31 (molto positivo), mentre il livello di prevedibilità del business ha un rank pari a 91/100. La prevedibilità combinata con un ottimo ICR rende positivo il nostro giudizio finale sulla salute finanziaria della società.

Per quanto riguarda l’aspetto della profittabilità aziendale, Moody’s presenta un eccellente “Profitability Rank” pari a 10/10, molto superiore rispetto alla media delle imprese americane, le quali sono caratterizzate da un rank pari a 6/10. Nello specifico, MCO è caratterizzata da rendimenti sul capitale molto alti: adjusted ROIC trailing = 19.39%, ROE trailing = 240%. Come è possibile notare dalla tabella gli indicatori di marginalità, redditività e crescita sono superiori rispetto alle medie settoriali: segnale molto positivo per un investitore alla ricerca di aziende di qualità.

L’immagine seguente mostra le revisioni delle stime per quanto riguarda l’utile per azione (EPS) per l’anno in corso e per l’anno 2020 (immagine sopra) e le stime per il fatturato dell’anno in corso e dell’anno prossimo (immagine sottostante seguente).

Moody’s Corp (MCO) - revisioni delle stime per quanto riguarda l’utile per azione (EPS) per l’anno in corso e per l’anno 2020 e le stime per il fatturato dell’anno in corso e dell’anno prossimo

La valutazione

Moody’s Corp (MCO) tabella - sono rappresentati i principali ratios valutativi

Nell’immagine sono rappresentati i principali ratios valutativi. La situazione generale che possiamo ricavare da questi dati, combinati con gli indicatori di salute finanziaria e di profittabilità, è caratterizzata da una valutazione superiore rispetto alle medie macro-settoriali ma combinati con una profittabilità sensibilmente superiore rispetto alla media dei competitors.

Con il fine, invece, di stimare il valore intrinseco della società è stato costruito un piano previsionale di bilancio a più scenari. A differenza dell’analisi relativa, la quale si basa sulle valutazioni di mercato, l’analisi di tipo assoluto mira alla stima del valore intrinseco di una società, basandosi sullo studio dei documenti contabili, dei vantaggi competitivi e delle prospettive future. Il metodo utilizzato è basato su una serie di Discounted Cash Flow Model a più scenari che mirano a calcolare il valore intrinseco di un’azienda in grado di generare determinati risultati in termini di flussi di cassa, dato un certo rischio di business. I risultati delle analisi di valutazione indicano un valore intrinseco dell’azienda pari a $ 207 ad azione, che rappresenta una valutazione in linea rispetto ai prezzi attuali di mercato.

Nella seguente immagine viene mostrato il Peter Lynch Chart, che mira ad una stima approssimativa del valore intrinseco aziendale moltiplicando per 15 l’eps in ciascun periodo (linea blu) o utilizzando il il p/e mediano adjusted (linea rossa). Come si vede dall’immagine il prezzo è situato al di sopra della Peter Lynch Earnings Line (sopravvalutazione) e al di sopra della linea mediana del P/E depurata dai costi non ricorrenti (sopravvalutazione). È importante, guardando il grafico, capire i limiti e le assunzioni dietro a questi modelli per evitare di giungere a conclusioni affrettate. La sopravvalutazione rispetto alla linea Med P/E trova riscontro soprattutto nell’attuale fase di mercato in cui gli investitori hanno riversato le risorse finanziarie verso aziende di alta qualità e vantaggi competitivi importanti.

Moody’s Corp (MCO) grafico - Peter Lynch Chart

Rischi e incertezza in fase di studio

Il primo fattore di rischio legato all’operatività di Moody’s è la ciclicità delle emissioni obbligazionarie. Le emissioni obbligazionarie sono direttamente collegate alla dinamica dei tassi di interesse: all’aumentare dei tassi di interesse vi è un decremento delle emissioni obbligazionarie, che di conseguenza pesano negativamente sui risultati dell’azienda.
Un secondo fattore di rischio è il rischio reputazionale collegato alle cause sui rating, che possono portare anche a sanzioni importanti da parte delle autorità. Non riteniamo comunque che la situazione attuale sia paragonabile alla cattiva gestione di 10 anni fa, la quale contribuì alla crisi dei mutui subprime.

Ultimo fattore di rischio riguarda le valutazioni alte, anche se non eccessive, ma che potrebbero scontrarsi con il rendimento ottenuto da un eventuale investitore che entra a questi prezzi. Sebbene i vantaggi competitivi siano impressionanti, è consigliabile aspettare un’opportunità di entrata a prezzi migliori sfruttando.

Le mie conclusioni

Moody’s è un’azienda dai fondamentali eccezionali sostenuti da vantaggi competitivi importanti e duraturi nel tempo. Riteniamo che attorno all’azienda ci sia un vero e proprio fossato economico in grado di difendere le alte quote di mercato ottenute nel corso della sua lunga vita. Avere ottimi fondamentali, però, non basta per assicurare all’investitore un buon rendimento. Quando ci approcciamo agli investimenti azionari è importante valutare i prezzi di mercato in relazione al valore intrinseco dell’azienda. Il mercato sta già ampiamente riflettendo la qualità del business in valutazioni piuttosto elevate, le quali possono deprimere i rendimenti per i nuovi azionisti. Riteniamo la società non sovraprezzata, ma a livelli vicini al valore intrinseco. Il titolo rimarrà in watchlist per ulteriori analisi e nell’attesa di un maggior spread tra valore intrinseco e prezzi di mercato.

La ricerca statistica ha dimostrato che le azioni che mostrano determinati attributi fondamentali tendono a sovraperformare il mercato sul lungo termine. Un abbonamento al Portafoglio Pascarella ti consente di accedere ad un portafoglio redditizio basato su questi efficaci e collaudati driver di ritorno. Dimenticati di opinioni e speculazioni, le decisioni di investimento basate su dati fondamentali possono fornire rendimenti superiori con un rischio inferiore.

 

Analisi a cura di Marco Bergianti – +393204082091info@pascaprofit.com
Analista Senior: Giuseppe Pascarella, autore del libro Battere il Benchmark e gestore del portafoglio Pasca Premium e Portafoglio Pascarella

 

Le informazioni e i dati sono ritenuti accurati, ma non ci sono garanzie. Scripta Finance Srl non è un consulente d’investimento e non offre consigli specifici di investimento.

Le informazioni qui contenute sono solo a scopo informativo.

 

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Editoriale Pascarella: 1929-2019, 90 anni dal giovedì nero, eppure le azioni vincono sempre

pagina di giornale Brooklyn daily eagle

Nonostante la volatilità a breve termine, i mercati azionari sono più resistenti di quanto la maggior parte degli investitori sembri pensare.

Alla fine del mese scorso, il mondo finanziario ha ricordato un famigerato giorno: il 90° anniversario del giovedì nero, lo schianto di Wall Street del 1929. Alcuni hanno usato la data per riflettere su come i mercati oggi si possano confrontare con quelli di quasi un secolo fa – e se si sta profilando un crollo simile. A mio avviso, la lezione migliore da trarre da un periodo nefasto come quello, è un promemoria della resilienza delle azioni e del perché ritengo che dovrebbero essere una parte fondamentale dei piani finanziari degli investitori a lungo termine orientati alla crescita.

A causa della sua gravità e grandezza, l’orso del 1929 – 1932 incombe nella storia del mercato economico – e il crollo di ottobre sembra l’unico vero ricordo di quegli eventi, ma va tenuto conto di tutto il periodo, anche quello post crollo. Per sottolineare l’atmosfera immediatamente post-Crash, il New York Times citava:

Wall Street ieri era una strada di speranze svanite, di apprensione stranamente silenziosa e di una sorta di ipnosi paralizzata. Uomini e donne affollavano gli uffici di intermediazione, anche quelli che erano stati spazzati via da molto tempo, seguendo le cifre sul nastro. Piccoli gruppi si radunavano qua e là per discutere dei prezzi in calo con toni sommessi e meravigliati. Stavano partecipando alla creazione della storia finanziaria.*

*Looking Back at the Crash of ’29: Then, as Now, a New Era,” Staff, The New York Times, published 10/15/1999.

Ma per quanto drammatico fu lo schianto di quel giovedì, molti lo videro come un singolo crollo, senza alcun presagio – non l’inizio di un periodo orso senza precedenti. Solo un mese dopo, il New York Times sottolinea:

Il sentimento di ieri tra i banchieri, così come tra gli altri membri della comunità finanziaria, è stato di sollievo dallo stress delle ultime tre settimane. Gli eventi del giorno, tra cui l’annuncio da parte di Washington di una riduzione fiscale, il rapido rally dei prezzi delle azioni e l’ulteriore forte calo dei prestiti da parte dei broker, hanno contribuito a produrre un punto di vista decisamente ottimista.
Il sentiment aveva mostrato un netto miglioramento mercoledì sera, nonostante l’ulteriore calo dei prezzi di borsa quel giorno, ma è stato ieri che i banchieri hanno cominciato ad avanzare l’ipotesi che definitivamente era arrivato il punto di inversione al rialzo.**

**Banking Circles See Turn for the Better,” Staff, The New York Times, published 11/15/1929.

Le perdite tra il 1929 e il 1932 furono epiche, poiché lo S&P500 precipitò del -83,7%, in coincidenza con la grave recessione economica. Compresi i dividendi reinvestiti, le azioni hanno richiesto più di 15 anni per raggiungere i livelli precedenti al 1929, anche più a lungo se si escludono i dividendi.

Parte di ciò è la vastità del calo, ma due fattori aggiuntivi hanno troncato la ripresa e avviato un nuovo mercato orso. Il primo: la Fed raddoppiò gli obblighi di riserva nel 1937, il che incoraggiò le banche a ridurre i prestiti e ad aumentare il capitale, facendo morire di fame l’economia del credito. Il secondo fattore è stata la seconda guerra mondiale. La combinazione unica dell’orso 1929 – 1932, di enorme entità, accoppiata con i successivi doppi colpi, diede il colpo di grazia alla già instabile psiche collettiva degli investitori. Tuttavia da allora le azioni hanno resistito a numerosi altri mercati al ribasso, e nessuno è stato altrettanto negativo.

In primo luogo, considera che il 29 fu l’anomalia non la regola, quella dei “15 anni”. I mercati azionari hanno impiegato una media di 184 mesi per riportarsi ai livelli pre-caduta. Ecco quanto tempo ha impiegato lo S&P500 (che usiamo per la sua lunga storia) per tornare al picco del precedente mercato toro dopo i mercati orso.

grafico -quanto tempo ha impiegato lo S&P500 - che usiamo per la sua lunga storia- per tornare al picco del precedente mercato toro dopo i mercati orso

Inoltre, concentrarsi sugli orsi si tende a sottovalutare il potere dei mercati rialzisti, fateci caso, negli ultimi 4 anni siete stati più preoccupati di sapere quando il mercato sarebbe crollato, che di fatto non avete notato la sua incredibile crescita. Il rendimento medio a lungo termine delle azioni è di circa il 10% annuo, un numero che include i periodi orsi.

Ma se togli gli orsi, il rendimento annuo medio dei mercati tori raddoppia al 21%. Inoltre, a partire dall’era postbellica, il rendimento cumulativo medio dei mercati rialzisti è del 149% rispetto al -34% dei mercati ribassisti. Anche i tori tendono a durare più a lungo, con una durata media di 57 mesi, eclissando i 16 mesi medi di quelli orso.

Attenzione, non sto dicendo che questi numeri indicano come appariranno i cicli di mercato futuri, poiché le performance passate non sono indicative di rendimenti futuri. Né sto sostenendo un puro approccio buy-and-hold che non tenti di mitigare un eventuale crollo di mercato: quello che sto dicendo è che se riesci a prevedere un mercato orso, allora i tuoi guadagni saranno straordinari, ma anche se non lo fai con successo, la storia mostra che i tori trovano il modo di tornare dagli orsi e mangiarseli 4 volte, matematica.

Per ottenere questi guadagni, però, devi essere investito e partecipare ai mercati rialzisti. Avere la disciplina è semplice in teoria ma difficile da praticare.

Diverse correzioni (brevi ribassi guidate dal sentiment da -10% a -20%) – per non parlare di una miriade di piccole scivolate e della volatilità del mercato quotidiano – hanno messo alla prova la pazienza degli investitori. Oltre alle normali recessioni a breve termine, i recenti periodi “no” suscitano preoccupazioni sul fatto che i giorni del toro siano contati.

Anche gli investitori devono far fronte a numerose pressioni esterne. I titoli lamentano costantemente minacce apparentemente infinite: rallentamento della crescita economica; eliminazione dello “stimolo” politico; politica turbolenta e presumibilmente un debito sovrano medio elevato, per citarne alcuni.

Alla fine, tuttavia, la decisione di possedere azioni in portafoglio, deve essere una scelta spinta da motivi di profitto senza timori e incoraggiata dai mercati maggiormente accorti che continueranno a trovare modi per guadagnare nonostante tutti gli ostacoli. Quando accadrà un altro orso – e penso che abbia senso prepararsi mentalmente ed emotivamente già nel 2020, ciò è fisiologico e ciclico – non permettere che la paura ti scoraggi dal possedere azioni oggi.

Se mi segui, ormai saprai che io punto ad una crescita a lungo termine per la parte azionaria del mio portafoglio per aumentare le possibilità di raggiungere i tuoi obiettivi di investimento, evitare acquisti di azioni interessanti anche durante un mercato rialzista, può essere una decisione molto costosa.

Giuseppe Pascarella

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La lotta della produzione industriale dei grandi paesi

navi che trasportano contanier

La produzione negli Stati Uniti sta crescendo a velocità lenta o sta diminuendo, a seconda di come la vogliamo osservare. La Cina sembra essere sulla stessa strada, con gli ordinativi di esportazione e produzione in difficoltà. Ma gli altri giganti manifatturieri – Germania e Giappone – come se la stanno passando? Non meglio direi, magra consolazione.

Venerdì scorso, sono usciti dati macroeconomici importanti, l’IHS Markit US Manufacturing PMI, che ha visto una crescita ad ottobre in ripresa per il secondo mese consecutivo, dopo un periodo di stagnazione estiva; e l’ISM Manufacturing PMI, che ha visto il settore manifatturiero diminuire in ottobre ma in calo a un ritmo leggermente più lento rispetto al mese precedente.

grafico -indici degli acquisti (PMI) - settore manifatturiero

Questi “indici degli acquisti” (PMI) si basano sul modo in cui un gruppo di dirigenti delle aziende manifatturiere – i nomi non vengono divulgati – vedono vari aspetti delle proprie attività, come nuovi ordini, produzione e occupazione. Valori superiori a 50 indicano una crescita (più il valore è superiore a 50, più veloce è la crescita); valori inferiori a 50 indicano una contrazione.

Segnali provvisori di rinnovato vigore stanno comparendo nel settore manifatturiero degli Stati Uniti, con l’indicatore di produzione che ora è aumentato per tre mesi consecutivi, suggerendo che il dato ha toccato il fondo a luglio. La crescita di nuovi ordini ha toccato un massimo di sei mesi, alimentato in parte da un rinnovato aumento delle esportazioni, spingendo i produttori ad assumere più personale, con il numero di buste paga che cresce al ritmo più rapido da maggio.

L’ ISM Manufacturing Report, aveva una visione più desolante del settore manifatturiero americano, con ottobre che era il terzo mese consecutivo in declino, ma il declino è stato leggermente meno veloce rispetto a quello precedente – questa è la buona notizia.

L’unico sottoindice che si è espanso è stato, sorprendentemente, rullo di tamburi, i nuovi ordini di esportazione, che sono saliti improvvisamente a 50,4, dalla profonda contrazione di settembre che era di 41 punti.

Food, Beverage & Tobacco, rimangono i settori industriali più forti, mentre, le attrezzature da trasporto quello più debole. Nel complesso, il sentiment di questo mese rimane cauto riguardo alla crescita a breve termine, ma restituisce fiducia sulla fine del rallentamento.

Germania

La Germania ha attuato una politica industriale che favorisce le esportazioni di manufatti e si concentra in particolare sull’industria automobilistica, non solo realizzando automobili e componentistica, ma realizzando macchinari e robot per impianti di produzione automobilistica. E quando le vendite globali di auto sono in declino, come è accaduto, unito al calo della domanda di manufatti, beh, è il momento di entrare in modalità “cintura di sicurezza”.

Il PMI manifatturiero tedesco preliminare di ottobre, a 41,9, insieme a quello di settembre 41,7, è rimasto al punto più basso dopo la crisi finanziaria.

Il numero di occupati è sceso al minimo degli ultimi 10 anni, soprattutto a causa del diffuso abbattimento di lavoratori temporanei e a contratto, mentre i produttori sono rimasti fortemente pessimisti riguardo le prospettive, sebbene le aspettative siano cresciute rispetto al minimo storico di agosto.

Eurozona

La difficile situazione in Germania, la più grande economia dell’Eurozona, sta trascinando verso il basso l’intero settore manifatturiero dell’Eurozona, con il preliminare Euro Manufacturing PMI che rimane profondamente in contrazione, a 45,7 per ottobre, come settembre, nono mese consecutivo di contrazione.

Anche se la Germania sta scivolando giù per il pendio, la produzione manifatturiera in Francia, la seconda economia più grande dell’Eurozona, è tornata a mostrare dati in crescita. Una divergenza chiave tra Francia e Germania è rimasta l’export, con la prima che ha visto una crescita modesta dall’estero mentre le esportazioni tedesche sono rimaste in forte calo.

Cina – le osservazioni divergono.

Il China Manufacturing PMI, rilasciato dal National Bureau of Statistics cinese, è rimasto in modalità contrazione ad ottobre (49,3) per il sesto mese consecutivo. Particolarmente brutto è il forte calo del numero dei mesi negativi negli ordini di esportazione.

Il PMI manifatturiero generale (Caixin China) del settore privato ha mostrato una crescita accelerata (51,7), il terzo mese consecutivo di crescita e più rapida dal febbraio 2017. La produzione è aumentata. I nuovi ordini sono cresciuti ad un tasso più rapido in oltre sei anni, poiché la domanda interna è cresciuta, in modo solido, e i nuovi ordini di esportazione sono tornati in crescita per la prima volta in cinque mesi. Eppure, i livelli dei nuovi assunti è ulteriormente calato, con il tasso di perdita di posti di lavoro in aumento da settembre.

grafico - PMI manifatturiero generale (Caixin China)

Giappone

Il settore manifatturiero orientato verso l’esportazione in Giappone è scivolato ad un livello più accelerato degli ultimi 40 mesi, 48,4 per ottobre, contraendo per il sesto mese consecutivo. I nuovi ordini sono stati la ragione principale alla base di questo marcato declino, con i produttori che hanno riportato il calo più accentuato della domanda da maggio 2016.

Sebbene l’impatto del tifone ha temporaneamente interrotto le operazioni di produzione in ottobre, gli osservatori hanno riportato condizioni di base sfavorevoli su entrambi i mercati interno ed esterno. Pertanto, i rischi al ribasso per l’economia manifatturiera giapponese sono chiaramente eccessivi. Con una debole crescita regionale in tutta l’Asia e segni di fragilità all’interno dell’economia domestica, è difficile vedere una tregua in arrivo nel breve termine.

Conclusione

La produzione è importante per tutti i grandi paesi produttori. Ma negli Stati Uniti il settore dei servizi governa, rappresentando il 70% del PIL, in Giappone il 69%, in Germania il 61% e in Cina solo il 52%. In altre parole, un rallentamento nel settore manifatturiero danneggia le economie complessive degli Stati Uniti e del Giappone molto meno delle economie di Germania, Corea del Sud e Cina.