5 ETF minerari che si distinguono per la loro forte volatilità

miniera

Non tutti gli ETF sul mining sono uguali e, nel breve termine, alcuni valgono il rischio, mentre altri non dovrebbero essere presi in considerazione.

È stato un anno misto per i fondi minerari. Gli investitori che hanno scelto gli ETF sui minatori industriali o quegli ETF che presentano un mix di metalli industriali e preziosi, hanno avuto rendimenti mediocri ed un’elevata volatilità.

Al contrario, gli ETF sull’estrazione dei metalli preziosi hanno avuto ritmi frenetici grazie alle banche centrali di tutto il mondo, che hanno ridotto i tassi di interesse per sostenere le economie in stallo.

Tassi di interesse più bassi avvantaggiano attività come l’oro e l’argento.

La rinascita dell’oro ha aumentato una serie di ETF minerari quest’anno visto che le aziende che estraggono il metallo giallo di solito sono profondamente correlate ai prezzi del lingotto.

Mentre l’oro e i relativi ETF sono saliti alle stelle quest’anno e gli analisti del mercato delle materie prime hanno costantemente aumentato le previsioni sui prezzi di lingotti. Ci sono però diversi rischi.

Tenendo conto di questi ultimi, ecco alcuni ETF sul mining, su cui prestare attenzione, nel caso li si voglia gestire nel breve termine.

ETF SPDR S&P Metals & Mining (XME)
Costo: 0,35%

Questo fondo è un ottimo esempio di ETF minerario in difficoltà e questo può essere ricondotto all’approccio diversificato del fondo, in quanto è composto da produttori industriali e metalli preziosi.

L’XME cerca di dare un’esposizione al segmento dei metalli e delle miniere dello S&P TMI, che comprende come sottosettori: alluminio, carbone e materiali di consumo, rame, metalli e miniere diversificate, oro, metalli preziosi e minerali, argento e acciaio.

Circa la metà del peso dell’Etf è assegnata ai produttori di acciaio, più del doppio del peso assegnato ai minatori di metalli preziosi.

I prezzi dell’acciaio sono volatili e vulnerabili ad un significativo ribasso quando le principali economie globali rallentano o sono vicine a recessioni.

Se ci aggiungi il fatto che è molto più volatile rispetto agli altri fondi del settore, questo ETF minerario sembra più da trade di breve termine, non un investimento long-term.

A meno che tu non possa monitorare attivamente le posizioni in XME, per il momento è sconsigliato per portafogli da lungo periodo.

grafico-VanEck Vectors Steel ETF (SLX)

VanEck Vectors Steel ETF (SLX)
Costo: 0,56%

Parlando dei prezzi dell’acciaio, l’ETF VanEck Vectors Steel è un’altra scommessa volatile nell’arena degli ETF minerari.

L’SLX è stato estremamente volatile negli ultimi tempi, cedendo il 4,52% la scorsa settimana, una scivolata che ha ridotto il guadagno del mese di settembre al 6,91%, anche se da maggio 2018 sta registrando un crollo del -32%.

Sebbene non sia nemmeno una delle prime 10 partecipazioni in SLX, US Steel (X) è stato il principale colpevole della debolezza di SLX.

La scorsa settimana, US Steel ha affermato che i suoi guadagni nel terzo trimestre sarebbero stati nettamente inferiori a quelli previsti in precedenza. Questo a causa della riduzione dei prezzi dell’acciaio e del deterioramento delle condizioni in Europa, con un calo davvero pesante delle sue azioni.

Inserire SLX nella lista degli Etf da evitare nel breve periodo, è una conseguenza abbastanza naturale visto che i prezzi dell’acciaio sono fortemente influenzati dall’attività economica in Cina ed Europa, due regioni che mostrano segni di rallentamento nelle rispettive economie.

grafico-VanEck Vectors Coal ETF (KOL)

VanEck Vectors Coal ETF (KOL)
Costo: 0,64%

L’ETF VanEck Vectors Coal è in calo del 9,6% da inizio anno ed individuare con precisione quando questo ETF si riprenderà è un’operazione rischiosa.

Le azioni del carbone sono state punite dall’aumento dell’utilizzo e dalla riduzione dei prezzi offerti dalle fonti energetiche alternative, come quella solare.

L’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) prevede che la capacità di energia rinnovabile aumenterà del 12% quest’anno.

Quindi un problema per il carbone e le utilities, in particolare nei mercati sviluppati come gli Stati Uniti, dove si stanno spostando dal carbone verso energie alternative più pulite.

Il secondo fattore da considerare, correlato al summenzionato SLX, è che se la domanda di acciaio diminuisce, anche la domanda di carbone metallurgico cala, dato che questa è la varietà di carbone utilizzata per produrre l’acciaio.

Esistono altri motivi che sottolineano la debolezza dell’industria carbonifera americana. Ad esempio, l’energia eolica sta per superare per la prima volta il carbone come fonte di energia in Texas.

Inoltre, le miniere vengono chiuse in alcune regioni chiave degli Stati Uniti, il che indica che la situazione, a breve termine, per le azioni del carbone è nella migliore delle ipotesi, oscura.

grafico-ETF Global X Silver Miners (SIL)

ETF Global X Silver Miners (SIL)
Costo: 0,65%

Con un aumento del 20% quest’anno, l’ETF Global X Silver Miners è stato uno degli ETF minerari migliori del 2019. La capitalizzazione media di mercato dei partecipanti in SIL è di $ 2,44 miliardi, il che significa che questo ETF è essenzialmente una scommessa sulle piccole capitalizzazioni.

Come gli ETF sull’estrazione dell’oro, SIL reagisce all’azione dei prezzi dell’argento. Se alcune previsioni recenti e ambiziose si riveleranno accurate, sarà vantaggioso per i possessori di SIL.

In un’intervista a Kitco News, EB Tucker, direttore di Metalla Royalty & Streaming, ha dichiarato di vedere l’oro stabilizzarsi intorno ai $ 1500 e l’argento andare verso i $20, il tutto nelle prossime otto settimane.

Come molti degli altri ETF sul mining, SIL è una scommessa instabile. Ha una deviazione standard del 24,70%, quindi se i prezzi dell’argento dovessero calare, questo ETF verrà punito.

grafico-VanEck Vectors Gold Miners ETF (GDX)

VanEck Vectors Gold Miners ETF (GDX)
Costo: 0,52%

L’ETF VanEck Vectors Gold Miners è uno dei migliori ETF minerari di quest’anno con un guadagno del 36%, alimentato dall’aumento dei prezzi dell’oro.

Inoltre è uno dei più grandi, con 12 miliardi di dollari di asset allocation, il che lo rende un fattore decisivo per gli investitori che cercano un rialzo aggiuntivo quando i prezzi dei lingotti aumentano.

Sostanzialmente, il profilo rischio/rendimento di GDX è basato sui prezzi dell’oro. Ciò di cui gli investitori devono essere consapevoli però, è la tendenza dell’etf a superare i prezzi dell’oro in entrambe le direzioni e volatilità, come evidenziato dalla deviazione standard triennale di questo ETF di quasi il 24%.

Un’altra considerazione da fare su GDX e gli ETF rivali sull’estrazione dell’oro è quanto rischio le compagnie di estrazione sono disposte ad assumersi.

Nel corso degli ultimi anni, i minatori d’oro hanno ridotto i budget per le esplorazioni e le spese in conto capitale, per consolidare i loro bilanci dopo anni di spese ingenti.

Tuttavia, gli elevati prezzi in atto oggi, hanno modo di motivare i minatori ad aumentare l’attività per sfruttare i prezzi più alti.

L’aumento dei prezzi dell’oro e l’ottimismo generale in ripresa nel settore delle miniere hanno finalmente incoraggiato minatori, sviluppatori ed esploratori a versare più denaro nelle campagne di perforazione.

grafico-aumento prezzi dell'oro

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