Analisi del titolo entrato nella watchlist di Pasca Premium, NIKE (NKE)

NIKE, Inc (NKE) mercato NYSE ISIN:US6541061031

Questa analisi di Nike, Inc. non deve essere intesa come un suggerimento di investimento, ma soltanto come un articolo a scopo divulgativo riguardante la società e il metodo di valutazione applicato.

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Se una società entra nella watchlist significa che ha superato i primi criteri quantitativi/qualitativi dei nostri screening ma questo non è sufficiente per dare un giudizio definitivo sul titolo. Quella esposta oggi è soltanto una prima analisi descrittiva, a cui ne seguiranno ulteriori. Inoltre, suggeriamo agli investitori di approfondire indipendentemente le analisi, tenendo conto della propensione al rischio e dell’orizzonte temporale specifici.

NIKE, Inc(NKE) è attualmente all’interno della watchlist

NIKE, Inc.

(fonte: finviz.com)

Analisi del business

Nike (NYSE:NKE) è la più importante multinazionale al mondo attiva nel settore dell’abbigliamento sportivo.

Fondata nel 1964 e con sede a Beaverton (Oregon), Nike progetta, sviluppa e commercializza calzature, abbigliamento e accessori sportivi. I prodotti Nike sono suddivisibili in sei categorie: running, basket, calcio, training, abbigliamento sportivo e il marchio Jordan. Il segmento calzaturiero è senza dubbio la linea di business più importante, generando circa i due terzi delle sue vendite. Nike vende prodotti in tutto il mondo e esternalizza la propria produzione a oltre 400 fabbriche in oltre 40 paesi.

Sales per Regions

 

Ultime trimestrali – 19 dicembre 2019:

NIKE, Inc (NYSE: NKE) il 19 dicembre ha pubblicato i risultati relativi al secondo trimestre dell’anno fiscale. Nello specifico, la società ha riportato un EPS GAAP pari a $0.70, battendo le stime degli analisti di un delta pari a $0.12.

I ricavi del trimestre sono stati pari a $10.33B (+10.2% Y/Y), superiore alle aspettative di un delta pari a $240M. I ricavi dell’area geografica nordamericana sono cresciuti del 5% a quota $3.89B, mentre i ricavi da dall’area EMEA sono cresciuti a tassi del 10%. Durante quest’ultimo trimestre, inoltre, i ricavi dalla Cina sono aumentati del 20%.

Il gross margin è stato pari a 44%, sotto le aspettative di Wall Street (il consensus era pari a 44.1%) ma superiore al dato pari a 43.8% dell’anno scorso. L’incremento medio dei prezzi dei prodotti venduti e l’aumento delle marginalità (dovuti a spinte del canale diretto di vendita) ha  compensato l’aumento dei costi derivanti principalmente dai dazi.

Nell’immagine sottostante sono mostrati i dati delle principali voci di conto economico a consuntivo degli ultimi tre anni e quelli stimati per i prossimi tre:

Annual Income Statement Data

La dinamica futura del fatturato stimata dagli analisti indica una situazione di crescita con incrementi previsionali approssimativamente pari al 8.14% annuo per i prossimi 5 anni, in miglioramento rispetto alla media degli ultimi cinque anni in cui la crescita annua si è attestata a quota 7.10% annua. Nell’immagine seguente è mostrata la tendenza previsionale del fatturato secondo gli analisti:

Consensus Revenue Estimates

Inoltre, secondo le previsioni, la dinamica di lungo termine in termini di EPS è prevista in crescita nel range intorno al 16% annuo composto per i prossimi anni. Gli analisti vedono, quindi, un futuro a tassi di crescita fortemente superiori rispetto al recente passato (NKE ha incrementato in media l’eps a tassi pari al 10.90% annuo negli ultimi 5 anni). Nell’immagine seguente mostriamo la dinamica previsionale dell’utile per azione:

Consensus EPS Estimates

L’azienda è caratterizzata da un trend positivo del dividendo a remunerazione degli azionisti ma di importo relativamente basso rispetto al prezzo del titolo. Nike paga dividendi dal 1989 e li ha mediamente incrementati del 12.06% annuo negli ultimi sette anni. Il payout ratio attuale è pari al 32%, dato migliore del livello mediano del settore che si trova attualmente intorno al 36%. L’attuale dividend yield è pari ad un 0.88%, un rendimento più basso dell’84.64% delle aziende del settore di riferimento.

Il basso dividend yield è spiegato dai tassi di rendimento sensibilmente superiori rispetto al costo del capitale e per questo motivo il management preferisce investire le risorse a disposizione piuttosto che offrendole in dividendi.

Nike è caratterizzata da fondamentali eccezionali che la classificano come azienda ad alto livello qualitativo. Possiamo elencare una serie di parametri che ci aiutano a capire se un’azienda è effettivamente di alta qualità fondamentale o meno. All’interno dei nostri screening aziendali sono presi in esame, ad esempio, indicatori di profittabilità e di crescita, come il rendimento sul capitale investito, la marginalità operativa, la crescita dei ricavi e dell’utile netto. Nell’immagine seguente mostriamo la dinamica del margine operativo:

Dinamica del margine operativo

L’azienda opera con una marginalità operativa pari a 13.23% (trailing), risultato positivo e in linea rispetto alla media degli ultimi 10 anni. Il net margin, invece, è stato pari al 10.81% nelle operazioni degli ultimi 12 mesi. Quest’ultimo dato è in linea rispetto alle medie storiche, ed è sicuramente un risultato molto positivo considerando che rappresenta una marginalità netta superiore al 88.16% delle aziende del settore “Footwear”.

Nell’immagine seguente vediamo il ROIC, ossia il rendimento sul capitale investito e le sue componenti anno per anno:

ROIC

Il rendimento sul capitale investito si attesta a quota 24.25%, in aumento rispetto alle medie degli ultimi anni e ampiamente superiore del costo medio ponderato del capitale da noi stimato. Questa caratteristica rappresenta un segnale estremamente positivo per gli azionisti, poichè, come sappiamo, investimenti a tassi di rendimento superiori al costo del capitale permettono creazione di valore per gli azionisti. Per scardinare il problema, è necessario un’analisi approfondita sulle probabilità che il rendimento sul capitale rimanga stabile a questi valori.

Nell’immagine seguente, invece, è mostrata la dinamica dell’utile netto. Notiamo che il tasso di crescita medio annuo dell’utile netto negli ultimi 7 anni è stato pari al 10.94%, un risultato sicuramente positivo.

Dinamica dell’utile netto

Ci troviamo, dunque, di fronte ad una società in grado di operare con marginalità estremamente positive, con un rendimento sul capitale sensibilmente superiore al costo medio del capitale e con importanti driver di crescita.

VANTAGGI COMPETITIVI

In questa sezione andremo ad analizzare brevemente i vantaggi competitivi di Nike. Riteniamo che l’azienda goda di vantaggi competitivi che la rendono qualitativamente interessante, soprattutto in una fase di ciclo economico come quella attuale. L’ampio fossato economico di cui gode l’azienda è basato sulla forza del suo brand, il quale fa parte degli “intangibili” aziendali. Il brand di Nike permette all’azienda di operare con un importante pricing power e, conseguentemente, con redditività sul capitale investito superiore al costo del capitale. Ciò crea valore per gli azionisti, soprattutto se tale forza del brand rimane sostenibile nel tempo. A tale proposito, riteniamo poco probabile una erosione del pricing power entro i prossimi 15-20, anche se le pressioni concorrenziali sono concrete e in aumento. Riteniamo che il vantaggio competitivo sia sostenibile sia per la reputazione e forza del brand che per le strategie manageriali dell’azienda. A proposito delle strategie effettuate citiamo le sponsorizzazioni agli atleti più famosi (54 dei 100 atleti della lista degli atleti più pagati Forbes 2018) ma anche lo spostamento verso una maggiore importanza verso la vendita diretta che permette più controllo e maggiore marginalità.

Analizziamo sinteticamente la forza finanziaria e operativa della società con i seguenti indicatori:

Financial Strength - Profitability Rank

Nella tabella soprastante sono indicati i principali ratios di salute finanziaria, di profittabilità e di crescita. Possiamo notare i punteggi sintetici: 7/10 punti sulla situazione finanziaria, mentre abbiamo un 9/10 eccellente sulla profittabilità aziendale.

La situazione finanziaria di Nike è stabile e non presenta criticità. Il bilancio presenta un current ratio pari a 2.01 e un quick ratio superiore al 1.29, segnali positivi riguardo alla capacità aziendale di far fronte a impegni di breve termine. Utilizziamo indicatori più complessi come l’Altman Z-Score e l’Ohlson O-Score, i quali mirano ad avere una visione complessiva della sicurezza finanziaria della società, prendendo in considerazione molteplici ratios contemporaneamente. L’Altman Z-Score è pari a 8.40 (un risultato > 3 indica una situazione di salute finanziaria), mentre l’Ohlson O-Score stima una probabilità di default nel breve termine pari a 11.18% (risultato positivo e minore di 30%, il quale viene considerato “valore soglia”), il quale rappresenta un risultato positivo ma su cui è importante ragionare, consapevoli dei limiti di questo algoritmo.

Per quanto riguarda l’aspetto della profittabilità aziendale, Nike presenta un “Profitability Rank” pari a 9/10, superiore alla media delle imprese americane, le quali sono caratterizzate da un rank pari a 6/10. Come è possibile notare dalla tabella, gli indicatori di marginalità, redditività e crescita sono superiori alle medie del settore: segnale positivo per un investitore alla ricerca di aziende di qualità.

Nello specifico, NKE è caratterizzata da rendimenti sul capitale positivi: adjusted ROIC trailing = 31.76%, mentre registriamo un Piotroski F-Score pari a 7/10 determinato dai seguenti miglioramenti:

Piotroski F-Score Details

La valutazione

Valuation Rank

Nell’immagine sono rappresentati i principali ratios valutativi. La situazione generale che possiamo ricavare da questi dati, combinati con gli indicatori di salute finanziaria e di profittabilità, è caratterizzata da una valutazione sensibilmente superiore alle medie macro-settoriali ma basata su di una profittabilità eccezionale rispetto alla media dei competitors ed una grande solidità finanziaria. Il PEG ratio, ossia il ratio costruito dividendo il P/E per il tasso di crescita stimato in termini di eps, ha un valore pari a 2.12: valore superiore alle medie settoriali di riferimento pari a 1.41 e che segnalano una relativa sopravvalutazione del titolo NKE, ma che sconta la sostenibilità nel lungo termine della crescita.

Con il fine, invece, di stimare il valore intrinseco della società è stato costruito un piano previsionale di bilancio a più scenari. A differenza dell’analisi relativa, la quale si basa sulle valutazioni di mercato, l’analisi di tipo assoluto mira alla stima del valore intrinseco di una società, basandosi sullo studio dei documenti contabili, dei vantaggi competitivi e delle prospettive future. Il metodo utilizzato è basato su una serie di Discounted Cash Flow Model a più scenari che mirano a calcolare il valore intrinseco di un’azienda in grado di generare determinati risultati in termini di flussi di cassa, dato un certo rischio di business. I risultati delle analisi di valutazione indicano un valore intrinseco dell’azienda pari a $ 96,80 ad azione, che rappresenta una valutazione in linea rispetto ai prezzi attuali di mercato.

Nella seguente immagine viene mostrato il Peter Lynch Chart, che mira a stimare approssimativamente il valore intrinseco aziendale moltiplicando per 15 (P/E medio storico del mercato USA) l’EPS in ciascun periodo (linea verde) o utilizzando il il p/e mediano adjusted (linea rossa). Come si vede dall’immagine, il prezzo è situato al di sopra della Peter Lynch Earnings Line e al di sopra della linea mediana del P/E, depurata dai costi non ricorrenti (situazione di sopravvalutazione). E’ importante, guardando il grafico, capire i limiti e le assunzioni dietro a questi modelli per evitare di giungere a conclusioni affrettate. L’informazione, seppur superficiale, che possiamo cogliere è un pricing superiore rispetto alle medie storiche.

Peter Lynch Chart

Rischi e incertezza in fase di studi

I principali rischi connessi ad un investimento in Nike sono la pressione concorrenziale e la debolezza del settore retail.

  • Pressione concorrenziale. La continua crescita del mercato dell’abbigliamento sportivo ha attirato l’attenzione di nuovi concorrenti per Nike. Alcuni di questi competitors sono riusciti a ritagliarsi spazi importanti in nicchie specifiche di mercato. Lululemon e Adidas, ad esempio, sono riusciti a crescere a tassi superiori di Nike sul mercato nordamericano negli ultimi anni. Questa pressione concorrenziale non si ha soltanto sul mercato americano ma anche in europa e soprattutto in Cina, dove i tassi di crescita del mercato sono sensibilmente superiori rispetto alle medie dei paesi sviluppati.

 

  • Settore Retail. Nike è esposta pesantemente sul canale retail americano, il quale sta attraversando un periodo di forte incertezza soprattutto nei segmenti di più bassa qualità. Alcune delle catene retail che vendono prodotti Nike hanno chiuso degli store negli ultimi anni e ne chiuderanno altri in futuro, come per esempio Macy’s e JC Penney. Nike sta risolvendo questo problema investendo nell’espansione del canale diretto di vendita.

 

  • Come terzo fattore di rischio aggiuntivo è necessario citare anche l’incertezza della guerra commerciale USA-China, nonostante la tensione sia diminuita. Attualmente le fabbriche cinesi producono circa il 26% dei prodotti Nike ed una guerra tariffaria può fare crescere i costi di produzione in maniera preoccupante per l’operatività di Nike. In caso di escalation su questo fronte, l’azienda potrà comunque spostare i fattori produttivi attualmente in Cina verso paesi come Vietnam e Indonesia, anch’essi paesi low cost.

Le mie conclusioni

Nike è stata inserita in watchlist dopo un primo screening qualitativo e quantitativo volto all’identificazione di aziende di alta qualità. L’azienda soddisfa i nostri requisiti di redditività, crescita ma non presenta un margine di sicurezza ampio. Quest’ultimo aspetto è sicuramente in linea con le nostre attese ex-ante data l’elevata qualità del business ma soprattutto dalla notorietà e copertura informativa da parte degli analisti di Wall Street soprattutto. La società attualmente non è all’interno dei nostri portafogli di investimento, ma verranno effettuate ulteriori analisi sia di tipo quantitativo che qualitativo con il fine di stimare il potenziale di lungo termine dell’azienda per un investitore.

 

La ricerca statistica ha dimostrato che le azioni che mostrano determinati attributi fondamentali tendono a sovraperformare il mercato sul lungo termine. Un abbonamento al Portafoglio Pascarella ti consente di accedere ad un portafoglio redditizio basato su questi efficaci e collaudati driver di ritorno. Dimenticati di opinioni e speculazioni, le decisioni di investimento basate su dati fondamentali possono fornire rendimenti superiori con un rischio inferiore.

 

Analisi a cura di Marco Bergianti – +393204082091info@pascaprofit.com
Analista Senior: Giuseppe Pascarella, autore del libro Battere il Benchmark e gestore del portafoglio Pasca Premium e Portafoglio Pascarella

 

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