Anche i migliori perdono!

Condividi l'articolo

A quanto pare anche il numero uno degli Hedge fund sta vivendo un anno molto difficile.

Venerdì scorso, il Financial Time ha dedicato un articolo alle performance di James Harris Simons, unanimemente riconosciuto come un genio dei mercati finanziari.

Se non l’hai mai sentito nominare non ti preoccupare, lo conoscono solo gli addetti ai lavori.

Infatti, a differenza di Buffett, Soros o Ray Dalio, che sono ormai diventati personaggi pubblici, e quindi conosciuti anche da chi non si occupa per nulla di finanza, Simons è molto schivo.

Talmente schivo che è veramente difficile trovare il suo nome nell’informazione mainstream, tanto che, anche chi come te si interessa della materia, spesso non l’ha mai sentito nominare.

Per farti capire la sua riluttanza a parlare con i media, posso dirti che lui,  per spiegare il motivo per cui non ama rilasciare interviste, è solito citare una frase dell’asino della Fattoria degli animali

Dio mi ha dato una coda per scacciare le mosche. Ma io avrei preferito non avere né coda e né mosche.”

Insomma è un tipo che non ama avere gente intorno. 

Ecco perché se non l’hai mai sentito nominare non ti devi sentire in colpa, però credimi, è un personaggio che merita di essere conosciuto.

Su internet puoi trovare molte notizie su di lui, tuttavia per il momento ti basti sapere che Simons è un matematico di fama mondiale prestato alla finanza e dal 1982 gestisce un fondo dalle performance esorbitanti.

Renaissance Technologies, così è chiamato il suo fondo speculativo, è considerato da molti «la più grande macchina da soldi nella storia della finanza».

Dal 1982 ad oggi ha messo a segno un rendimento netto del 40% all’anno.

Roba da far girare la testa, se consideri che nello stesso periodo l’indice Standard & Poor 500 (S&P500) ha guadagnato circa il 10% e la holding Berkshire Hathaway di Warren Buffett solamente -si fa per dire- il 16%.

Se ti stai chiedendo come ha fatto a registrare performance del genere…

Bè sappi che sei in buona compagnia, infatti se lo chiedono un po’ tutti.

La risposta però non la conosce nessuno. 

Certo si sà che gestisce i suoi portafogli attraverso algoritmi matematici e nel suo staff più che analisti finanziari ci sono esperti di matematica scelti direttamente dal MIT.

Ma cosa ci sia dentro ai “magici” algoritmi nessuno lo sa. 

Il suo fondo principale, che gestisce circa 75 miliardi di dollari, è inaccessibile. Attualmente solo i parenti dei dipendenti possono sottoscriverlo, chi è entrato parecchi anni fa gode, gli altri stanno a guardare.

Questo non fa che aumentare un’aura di mistero intorno a queste performance.

Addirittura all’epoca dello scandalo Madoff vennero fatte approfondite analisi sul suo operato, ma non emerse nulla di illegale.

Ecco perchè, malgrado le tante malignità, Simons è da considerare a tutti gli effetti un genio della finanza.

Tuttavia, venendo alla stretta attualità, il Financial Time venerdì ci ha fatto sapere che il suo gioiellino si è inceppato e che dall’inizio dell’anno è sotto di ben il 20%, dimostrandosi uno dei fondi speculativi più colpiti dagli effetti del Covid-19.

Mi verrebbe molto facile dirti che nello stesso periodo le cose per me sono andate meglio e, malgrado il crollo dei mercati, il mio portafoglio Pasca Premium è sotto di soli 3 punti mentre il portafoglio All weather – concepito per essere resiliente ad ogni situazione del mercato – è addirittura in attivo del 2%.

Ma seppur facile, questo paragone sarebbe stupido e quindi non lo farò.

Infatti ti ho parlato di questa storia, non per paragonarmi a Simons, ma perché credo che questa vicenda contenga due grandi insegnamenti.

Il primo insegnamento è che per quanto bravi si possa essere avere una performance qualche performance negativa è inevitabile.

Fa parte del gioco e bisogna accettarla.

Puoi essere anche il Dio in terra della finanza come Simons ma prima poi una legnata dal mercato la prendi.

E questo sia chiaro, non sminuisce in nessun modo Simons. Lui rimane un numero uno assoluto, il punto è un altro.

Le performance negative vanno gestite, non temute. 

Se hai troppa paura di perdere finisce che non prendi nessun rischio, e se non prendi nessun rischio finisce che perdi qualcosa di molto più grande.

Ovvero le performance che il mercato ti può regalare nel lungo periodo.

I risultati si giudicano su di un arco temporale di almeno 4 o 5 anni, dare troppo peso al risultato di un anno può farti prendere decisioni profondamente sbagliate.

Ecco perché non avrebbe senso da parte mia giudicare l’operato di di Simons solo da questo risultato negativo.

Io sono molto orgoglioso dei numeri che ho realizzato negli ultimi 10 anni, Il 22% di media annua non è una performance da poco, nemmeno Buffet ci è riuscito, ma Simons, nel lungo periodo, ha fatto nettamente meglio.

Questo però mi da lo spunto per parlare del secondo insegnamento che si può trarre da questa vicenda.

Non ha senso per i comuni mortali, come possiamo essere io e te, paragonarci ai grandi nomi della finanza.

Siamo tutti investitori, ma in verità è come se facessimo due sport diversi.

Quando apro Facebook mi capita sempre più spesso di leggere pubblicità che dicono: “Impara ad investire come fa Warren Buffett”.

Perdonami, ma secondo me è una frase che non ha senso.

Sia chiaro, non voglio parlar male di chi fa queste pubblicità, non li conosco e magari sono validissimi.

Quello che voglio dire è che investire come Warren Buffett o paragonarsi a Simons non è logico. Loro guidano un camion mastodontico e noi un agilissimo motorino.

Loro sono dei fenomeni proprio perché ottengono risultati pur muovendo una quantità enorme di denaro.

Noi piccoli investitori dobbiamo seguire logiche totalmente diverse.

L’ho detto tante volte, ma ci tengo a ripeterlo, per me Warren Buffett è un mito e quando ricordo che negli ultimi 10 anni ho ottenuto performance migliori delle sue non è certo per dire che io sono più bravo di lui.

Sarei un pazzo se lo pensassi.

Lo dico semplicemente per far capire che se sono riuscito a battere un mostro sacro come l’Oracolo di Omaha forse, in tutti questi anni, qualcosa ho imparato!

Tuttavia deve essere chiaro che la nostra operatività, per questioni tecniche, sarà inevitabilmente troppo diversa per essere paragonata.

Considera che quando Buffett decide di comprare un titolo, compra talmente tante azioni che prima deve avvertire le autorità – la famosissima SEC: Securities and Exchange Commission.

Ecco perchè investire come fa Warren Buffett non ha molto senso.

Io ho tratto molti insegnamenti da lui, ma poi ho creato un mio personale metodo, ed è grazie a quello che negli ultimi 10 anni ho fatto più del doppio dell’indice S&P 500.

Nel mio libro “Battere il Benchmark” ho spiegato molto bene il mio metodo che ti consentirà di investire con profitto nel mercato più grande al mondo: la borsa americana.

Per conoscere nel dettaglio tutti i contenuti del mio libro clicca qui.

Se invece vuoi iniziare da subito ad ottenere i miei stessi risultati non devi far altro che replicare le mie operazioni.

Abbonandoti ai miei servizi potrai operare nel mercato americano in modo semplice e sicuro senza dover fare noiose analisi e senza la paura di sbagliare.

Se vuoi informazioni manda adesso un Whatsapp allo 392 5186777.

Un mio collega risponderà a tutte le tue domande e ti aiuterà a capire quale dei miei portafogli è più adatto alle tue esigenze.

Al tuo successo.

Giuseppe Pascarella

Firma

“Battere il Benchmark” + 6 Bonus del Valore REALE di 425 euro. Tutto a soli 27 euro (Spedizione Incluse) invece di 452,00 euro.

Clicca ADESSO sul pulsante qui sotto e approfitta di questa offerta

Condividi l'articolo

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

Seguimi anche sul gruppo Facebook
"Battere il Benchmark"

Scopri gli Ultimi articoli