Anche per te è giunta l’ora di sciabolare lo Champagne!

star market - shanghai

A Shanghai lo scorso lunedì mattina 25 dirigenti di aziende tecnologiche si sono ritrovati a sciabolare bottiglie di Champagne di prima qualità per festeggiare l’exploit delle loro aziende.

Le prime 25 società quotate al nuovo Sci-Tech Innovation Board della Borsa di Shanghai (soprannominato Star Market) hanno chiuso il loro primo giorno di contrattazioni con rialzi dall’84% ad oltre il 400% rispetto ai loro prezzi IPO con un guadagno medio del 140% secondo il Financial Times.

Dopo una simile giornata di trading ne avevano tutte le ragioni.

Le azioni della Anji Microelectronics Technology Co. Ltd., sono aumentate ad esempio del 415% in sole due ore di contrattazioni secondo la Reuters.

Immagino che non ti saresti strappato i capelli se avessi avuto l’occasione di partecipare alla festa.

Purtroppo non ti è stato possibile ma credimi se ti dico che hai ben altri motivi per sciabolare Champagne di prim’ordine.

Essere rimasto fuori dalla porta salverà i tuoi risparmi dall’essere protagonisti di un film già visto…

…un film con un finale tragico.

Seguimi in questo articolo e scoprirai perché.

Incominciamo.

Innanzitutto: cos’è lo Star Market.

Lo Star Market non è altro che l’equivalente del Nasdaq americano.

In realtà, se non per la tipologia di aziende che verranno quotate, di equivalente c’è ben poco.

Andiamo con ordine e vediamo di cosa si tratta.

Lo Star Market segna una pietra miliare per la Cina.

Quest’ultima infatti è la sede di alcune delle più grandi aziende tecnologiche del mondo.

Tuttavia la maggior parte di esse ha trascurato il mercato finanziario interno cinese e si è quotata a New York o Hong Kong.

Alla fine del 2018, 156 società cinesi (di cui almeno 11 di proprietà statale) erano quotate nelle principali borse statunitensi con una capitalizzazione di mercato complessiva di 1,2 trilioni di dollari e 1.146 società quotate a Hong Kong, con una capitalizzazione di mercato di 2,6 trilioni.

Tutto questo va visto poi all’interno della guerra commerciale Usa-Cina.

Le ragioni di facciata sostenute dal Presidente cinese Xi Jinping dicono che l’obiettivo è quello di far guidare lo sviluppo economico della Cina dall’innovazione tecnologica.

Fino ad oggi infatti la crescita del Pil a doppia cifra era sostenuto dallo sviluppo delle infrastrutture in un Paese che partiva da zero.

Insomma, lo stesso boom del dopoguerra europeo quando, purtroppo, era tutto da ricostruire.

Ora invece il Pil cinese cresce al ritmo più lento degli ultimi tre decenni colpito anche dalla guerra commerciale con gli Stati Uniti.

Ed in questo contesto va analizzato il lancio dello Star Market.

L’obiettivo dichiarato è quello di bilanciare lo squilibrio che vede i capitali dirigersi prevalentemente verso le grandi aziende a partecipazione statale a discapito di quelle più piccole ad alto contenuto tecnologico.

In realtà sembra l’ultimo tentativo della Cina di non perdere anche le prossime Alibaba o Tencent (due colossi cinesi) costrette a quotarsi a New York od Hong Kong.

L’obiettivo è quello di trattenere le aziende cinesi sui propri mercati finanziari e possibilmente richiamare le pecorelle smarrite.

L’approvazione e il sostegno da parte dei funzionari cinesi ha contribuito a generare un entusiasmo irrazionale permettendo a sole 25 aziende di raccogliere in un giorno ben 5,4 miliardi di dollari.

Il 20% più del previsto con una domanda da parte degli investitori che ha superato l’offerta mediamente di 1800 volte.

Se mi conosci, hai letto il mio libro, mi segui sui social e nelle mie dirette mi avrai sentito dire decine e decine di volte che io non investo in IPO.

Principalmente per tre motivi:

1) Non ci sono bilanci storici (sono start-up o nate da pochissimi anni) affidabili e consolidati da poter analizzare e valutare.
2) Non ci sono dati tecnici per valutare ed analizzare il comportamento delle azioni nelle varie fasi del ciclo economico.
3) La volatilità dei prezzi nella prima fase delle IPO è irrazionale e non gestibile.

Questa dello Star Market non è altro che l’IPO in contemporanea di 25 aziende.

Con tutto ciò che ne consegue.

Un’euforia irrazionale.

Non c’è uno storico da poter analizzare prima di investire.

Non c’è indice di riferimento del mercato da analizzare (l’indice vedrà la luce probabilmente fra 30 giorni).

Nel caso del mercato cinese c’è anche un’aggravante: la mancanza di una stringente regolamentazione.

Le azioni infatti non hanno limiti di prezzo giornalieri per i primi 5 giorni.

Significa, ad esempio, che possono fluttuare liberamente da un +40% ad un -40% nella stessa giornata senza che nessuno intervenga.

Inoltre, è stata introdotta una semplificazione pericolosa dei processi per ottenere l’ok alla quotazione.

Devi sapere che nei mercati evoluti ed affidabili come ad esempio quelli americani ed europei, ottenere l’approvazione dalle autorità ad una offerta pubblica iniziale, richiede mesi o anni per essere completata e il prezzo iniziale non è arbitrario.

Nello Star Market tutto questo processo viene semplificato al massimo.

Presentare la propria IPO è semplicissimo.

Non ci sono limiti sul prezzo dell’offerta pubblica iniziale.

E non ci sono limiti alle fluttuazioni di prezzo del primo giorno.

Quali conseguenze può avere tutto ciò?

Te lo spiego con un esempio.

Non è la prima volta che la Cina cerca di creare un mercato di contrattazione alternativo per le aziende più piccole.

Il 30 ottobre 2009 a Shenzhen venne lanciato lo ChiNext per attrarre imprese innovative ed in rapida crescita.

Anche in questo caso gli standard di quotazione erano meno severi di quelli del mercato principale della Borsa di Shenzhen.

Lo ChiNext è stato al centro di uno spettacolare boom and bust nel 2015 che ha bruciato orde di trader alle prime armi.

Oggi il ChiNext rimane oltre il 60% al di sotto del suo picco di quattro anni fa.

Se questo non ti basta per percepire la pericolosità di investimenti azzardati su questi mercati, ti riporto alla mente un periodo molto significativo per noi investitori occidentali.

Se sei un investitore di lunga leva non puoi aver dimenticato la bolla dot-com sul Nasdaq del 2000.

grafico - bolla dot-com sul Nasdaq del 2020

Qualsiasi IPO su questo mercato vedeva orde di compratori lanciarsi ad occhi chiusi in acquisti a qualsiasi prezzo.

Erano gli anni in cui in Italia si quotavano Tiscali, I-Net, Kataweb ed altre e il loro prezzo volava in Borsa.

Tiscali ad esempio venne quotata a 46 euro per azione e in pochi mesi salì a 1.200 euro.

Il resto è storia.

grafico Nasdaq - oggi - perse il 60% in due mesi

Perse il 60% in soli due mesi per poi azzerarsi. Oggi il suo grafico ha le sembianze di un encefalogramma piatto.

Prezzi crollati in pochissimi giorni, aziende fallite in pochi mesi ed i soldi di tanti passati nelle mani di pochi.

Al Nasdaq ci sono voluti 16 lunghi anni per stabilizzarsi e recuperare le quotazioni su basi ben più solide.

Investire in mercati “vergini” sull’onda dell’euforia rischia di bruciare i tuoi risparmi dalla sera alla mattina.

Sei in grado di sostenere un rischio simile?

Quindi prima di farti beccare con le mani nella marmellata alla ricerca di informazioni su come investire nello Star Market ti informo che ho una bella notizia per te.

Una notizia che ti proteggerà da decisioni di investimento pericolose anche se tuo cugino ti assicura che ha la soffiata giusta sull’azione da acquistare e che ti arricchirà dalla sera alla mattina.

Una notizia che ti farà sciabolare Champagne ogni giorno grazie ai soldi che ti rimarranno ancora sul conto e che non avrai bruciato in investimenti azzardati.

Oppure grazie alle performance che avrai ottenuto nel tempo investendo in mercati più maturi ed affidabili nei quali si nascondono ancora vere e proprie pepite d’oro.

Ma qual è la bella notizia per te?

Nello Star Market TU non puoi investire.

Almeno per ora.

E questa notizia, credimi, salverà il tuo portafoglio.

Non ti sembra un buon motivo per sciabolare un buon Champagne?

Ci sei rimasto male?

Pazienza! Ma il tempo è galantuomo e prima o poi mi ringrazierai 😉

Perché non lo puoi fare?

Per investire avrai bisogno di mezzo milione di yuan ($ 66.000).

Questo potrebbe non essere un problema per te e per altri investitori.

Oltre a questo però c’è una barriera praticamente invalicabile dal piccolo risparmiatore.

Per avere accesso al mercato dovrai dimostrare di avere almeno due anni di esperienza come trader professionista.

Chiarisco subito una cosa.

Se da 10 anni stai 10 ore al giorno davanti a 8 monitor ad osservare i mercati gestendo i tuoi risparmi con il trading intraday, NON sei considerato un trader professionista.

Ti assicuro che i requisiti sono ben altri ma non è lo scopo di questo articolo analizzarli.

Tuttavia questa barriera di ingresso ha i suoi vantaggi.

Serve a bilanciare un sistema IPO meno rigoroso e a frenare le speculazioni.

Inoltre le autorità di regolamentazione hanno chiesto ai broker di investire nelle società e di bloccare il capitale per un determinato periodo di tempo.

Non so quanto questi consigli verranno rispettati.

Tuttavia dimostrano come ci sia la consapevolezza da parte delle autorità cinesi del rischio di un ennesimo boom and bust da eccesso di euforia e speculazione.

C’è il rischio che, ancora una volta, la storia si ripeta.

Per me nulla di nuovo.

Come ti dicevo si tratta di un’enorme IPO contemporanea di 25 aziende ed altre se ne aggiungeranno nei prossimi mesi.

Ed io dalle IPO rimango alla larga… almeno fino a quando:

1) il mercato non si sarà stabilizzato e consolidato su basi solide;
2) non ci saranno dati sufficienti per fare valutazioni analitiche di bilanci e prospettive.

E per lo Star Market ci vorrà qualche anno.

Tutti soldi guadagnati che meritano una sciabolata alla bottiglia di Champagne.

Nel frattempo io continuo a cercare le numerose pepite d’oro ancora nascoste nel mercato americano, che inserisco costantemente nei miei portafogli e che mi consentono di battere il benchmark da ormai oltre 10 anni.

Se vuoi scoprirle parti da qui PascaPremium e Portafoglio Pascarella.

Ma prima ancora non perderti le preziose informazioni contenute nel mio nuovo libro.

 


 

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