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Argentina, ecco chi colpisce il default

Mauricio Macri

Non investo in ciò che non posso controllare”.

Questo è uno dei mantra che il mio team ripete continuamente prima di qualsiasi scelta di investimento.

Mi spiego.

Controllare non significa prevedere il futuro ma solo costruire degli scenari che abbiano una certa probabilità di avverarsi.

Ad esempio assegnare al Nasdaq una probabilità dell’80% di scendere nei prossimi 12 mesi NON significa avere la certezza che questo accadrà.

Tuttavia nei mercati americani queste previsioni sono sempre sostenute dalla possibilità di avere accesso a dati certi che ti consentono di costruire scenari attendibili.

Ad esempio i bilanci delle aziende quotate al Nyse o al Nasdaq sono certificati e i manager ci pensano non due ma tre volte prima di contraffarli pena la galera e le chiavi della cella gettate nell’oceano.

Il caso Enron insegna e viene ricordato come monito a qualunque manager passi per la testa di replicare la truffa.

Anche la verifica dell’operato governativo e delle banche centrali è sempre alla luce del sole.

Non è questo il caso dei Paesi Emergenti – che vengono definiti “emergenti” non a caso – di cui l’Argentina fa parte.

L’ennesimo default alle porte del paese sudamericano viene analizzato da Manuel, analista senior del mio team, in questa intervista ad Andrea Gennai del Sole24Ore.

Buona lettura

Articolo del sole24ore - Argentina, ecco chi colpisce il default

 


 

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