Come Warren Buffett raddoppia il capitale investito su alcune azioni ogni 2 – 5 anni grazie ai dividendi

Se segui questa rubrica da un po’, sai molto bene che io ho una autentica venerazione per Warren BuffeTt in quanto lo considero una inesauribile fonte di ispirazione.

 

Questo però, ci tengo a dirlo chiaramente, non vuol dire che io cerchi ciecamente di ripercorrere i suoi passi.

 

So bene che le logiche che sottendono alla gestione di un mio portafoglio sono molto diverse di quelle che stanno alla base della gestione della sua holding Berkshire Hathaway.

 

E, il fatto che il mio portafoglio Pasca Premium negli ultimi 10 anni abbia ottenuto rendimenti maggiori del portafoglio gestito da Buffett non mi fa pensare nemmeno per un momento di essere migliore di lui, semplicemente lo considero una misura del fatto che sono sulla strada giusta.

 

Tuttavia, come ho detto, pur facendo “due sport diversi” ritengo che in molte situazioni i comportamenti del buon Warren debbano essere presi ad esempio e il più possibile replicati.

 

Uno di questi è certamente la sua predilezione per il lungo periodo.

 

So che a tutti piace avere tutto e subito, ma la pazienza è una dote fondamentale per un investitore e l’oracolo di Omaha ne è la dimostrazione vivente. 

 

Infatti se si pensa a Warren Buffett la prima cosa che salta agli occhi è la sua capacità di investire nel lungo periodo, scovando aziende che abbiano vantaggi competitivi chiari e sostenibili nel tempo e che possano così garantire una crescita costante negli anni.

 

La capacità di pensare del lungo periodo da anche la possibilità di trarre il massimo vantaggio dalle aziende che distribuiscono il dividendo.

 

Sul fatto che sia vantaggioso acquistare aziende che distribuiscono dividendi, in realtà, c’è un dibattito molto aperto.

 

Personalmente sono un’amante dei dividendi e l’ho ricordato anche nel recente evento di Roma, infatti credo che avere un flusso di cassa costante sia comunque vantaggioso per il piccolo investitore, ma sono perfettamente cosciente del fatto che la distribuzione dei dividendi ha dei pro e dei contro.

 

Ad esempio Buffet, malgrado i vantaggi che, come vedremo tra poco, lui stesso ne trae, non è particolarmente amante del dividendo, tanto è vero che Berkshire Hathaway non distribuisce dividendi nonostante l’enorme quantità di cash.

 

Secondo il buon Warren i dividendi sono inefficienti a livello fiscale, infatti se un’azienda ha la capacità di crescere conviene non distribuire i dividendi e trattenere risorse per generare nuova crescita ed evitare quindi al risparmiatore di pagarci sopra le tasse.

 

Di contro però, i dividendi hanno la capacità di disciplinare il management, che sapendo di dover distribuire un dividendo sarà meno incline ad avventurarsi in operazioni che potrebbero drenare importanti risorse ai flussi di cassa.

 

Tuttavia ci sono state delle fasi in cui le aziende che distribuiscono i dividendi hanno fatto meglio del mercato.

 

Nel 2013, Merrill Lynch ha pubblicato un rapporto che confronta il rendimento medio annuo delle azioni che pagano un dividendo in crescita negli anni con quelle che invece non distribuiscono dividendi. Lo studio è stato fatto prendendo in esame di dati  tra il 1972 e il 2012 e il risultato è stato inequivocabile. Le azioni che pagano dividendi hanno registrato un rendimento medio annuo del 9,5%, mentre le aziende che non pagano dividendi si sono fermate all’1,6% all’anno nello stesso periodo.

 

Tuttavia se guardassimo agli ultimi 5 anni vedremmo che le aziende che distribuiscono i dividendi stanno sottoperformando il mercato nel suo complesso.

 

Non v’è dubbio però che chi come Buffett  metta in atto una strategia di lungo periodo profittevole, è in grado di trarre molto vantaggio dai dividendi.

 

Infatti avendo prezzi di carico molto bassi la percentuale che il dividendo assume sul capitale investito diventa così importante da riuscire a moltiplicare con costanza il capitale investito.

 

Mi spiego meglio con un esempio reale, prendendo in esame tre titoli su cui Buffett riesce a raddoppiare il capitale investito tra i 2 e 5 anni grazie ai dividendi.

 

Partiamo da Coca-Cola, uno dei vecchi cavalli di battaglia di Berkshire Hathaway.

 

Buffett ha acquistato il titolo nel lontano 1988, quando il titolo costava 3,245 dollari per azione – ora ne vale 48,94 -, e attualmente il dividendo che distribuisce Coca-Cola è di ben 1,64 dollari, cioè il 50% del prezzo di acquisto.

 

Questo vuol dire che Berkshire Hathaway riesce a raddoppiare il capitale investito ogni due anni, non male direi.

 

Da notare che Coca-Cola sta distribuendo dividendi in crescita da ben 58 anni consecutivi, se non è solidità questa!

 

Un altro titolo che dimostra quello che vado dicendo è Moody’s. Ora il titolo scambia a 287,94 dollari per azione ma Berkshire Hathaway se l’è messo in pancia quando valeva solo 10,05 dollari. Questo vuol dire che il dividendo attuale di 2,24 dollari corrisponde al 22,3% del capitale investito e consente alla Holding di raddoppiarlo ogni 4,5 anni.

 

Infine chiudiamo con American Express acquistata nel 1993 a 8,49 dollari per azione – ora ne vale 101,76 – che grazie al dividendo attuale di 1,72 dollari consente a Buffet di raddoppiare il capitale investito ogni 5 anni.

Come vedi, in determinate condizioni i dividendi possono aiutare molto i rendimenti pur non essendo la panacea di tutti i mali.

 

Infatti al termine di questo articolo ciò che ti deve essere molto chiaro è che quello che fa la differenza è avere una corretta strategia di lungo periodo, grazie alla quale si possono esaltare anche altri componenti, come quella del dividendo, che di per sè non sono decisive, ma lo possono diventare grazie al corretto orizzonte temporale.

 

Come hai toccato con mano negli esempi precedenti, una corretta strategia di lungo periodo, basata sulla scelta di titoli dalle grandi potenzialità di crescita, unita al corretto uso dei dividendi può garantirti rendimenti stellari, così alti da apparire quasi irrealistici.

 

Invece è tutto vero, se hai la strategia giusta puoi, con il tempo, migliorare in modo drastico la tua situazione economica.

 

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Al tuo successo!

Giuseppe Pascarella

Firma
Giuseppe Pascarella
Giuseppe Pascarella@giuseppepascarellaofficial
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- Esperto di mercato azionario USA
- Fondatore di PascaProfit.com
- Autore di "Battere il Benchmark"

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