Finalmente lo dice anche il Corriere della Sera: tenendo i soldi fermi sul conto 10 mila euro in 20 anni diventano la metà

Sono appena tornato da Roma ed è tempo di tornare ai nostri PascaDaily.


L’evento “Dove metto i miei soldi Live” è andato molto bene e ho ancora negli occhi e nel cuore i sorrisi e l’affetto di tutti i partecipanti.


E’ stata veramente una bella emozione e spero di poter fare un nuovo evento il prima possibile.


Ma ora, come detto, torniamo a noi e ai nostri PascaDaily.


Oggi devo dire che dando una veloce occhiata ai giornali sono stato piacevolmente colpito da un articolo apparso sul Corriere della Sera.


Difficilmente la stampa generalista, per di più italiana, regala articoli che fanno il bene dei risparmiatori, ma questa volta mi devo ricredere, infatti l’articolo scritto Gabriele Petrucciani è ben fatto e fornisce dati sui quali è importante riflettere.


L’articolo mette il dito su uno dei problemi più grossi che ha il panorama del risparmio italiano: i soldi fermi sul conto corrente.


Per effetto della perdita di fiducia dovuta al Covid la quantità ferma sui conti correnti è aumentata nei 7 mesi del Corona Virus di ben 109,69 miliardi di euro, arrivando così ad un totale di 1.672,86 miliardi di euro.


Mi rendo conto che non sia facile percepire l’enormità di questa cifra, ma credimi è veramente impressionante. Per far capire la portata di questo numero io spesso lo paragono al debito pubblico che è di circa 2.560 miliardi di euro.


In pratica una cifra pari al 65% del nostro debito pubblico se ne sta lì ferma sui conti correnti a perdere di valore giorno dopo giorno.


Mi fa molto piacere che anche il Corriere della Sera ne parli perchè questo è un problema che sono veramente in pochi a percepire.


L’inflazione è un roditore silenzioso che, senza che noi ce ne accorgiamo, ci rende più poveri ed è quindi fondamentale investire il capitale per fare in modo che non perda potere di acquisto.


Dal 2.000 ad oggi la media dell’indice dei prezzi al consumo è stata pari all’1,7%, quindi 10.000 euro si sono trasformati in 7.138, il che vuol dire che lasciando i soldi fermi sul conto sono spariti 2.862 euro senza muovere un dito.


L’inflazione è subdola perché agisce senza che noi ce ne accorgiamo, infatti quando controlliamo il soldi sul conto corrente vediamo sempre la stessa cifra e stiamo tranquilli, ma nella realtà con quei soldi ci possiamo comprare meno cose e di conseguenza siamo più poveri.


In soli 20 anni il 30% del nostro potere di acquisto se ne va senza che noi ce ne accorgiamo.


Praticamente se prima potevamo andare al ristorante 10 volte in un mese adesso per 3 volte siamo costretti a rimanere a casa, perchè i soldi che abbiamo valgono meno.


Ecco perchè investire è una attività fondamentale e non possiamo evitare di farlo.


Inoltre, il problema di lasciare i soldi sul conto non ci espone solo alla perdita del potere d’acquisto ma anche al mancato guadagno che un investimento ci avrebbe dato.


Come ci ricorda il Corriere negli ultimi 20 anni, le azioni hanno offerto un rendimento reale – quindi al netto dell’inflazione – del 5,20% annuo.


E tutto questo malgrado le azioni siano passate attraverso a numerose crisi, come lo scoppio della bolla dei tecnologici,  l’11 settembre, il crollo dei mutui sub prima e il fallimento di Lehman Brother, solo per citarne alcuni.


Ma anche le obbligazioni, pur fornendo rendimenti nettamente inferiori sono comunque riuscite a proteggere il capitale dall’inflazione e a fornire un extra rendimento del 2% annuo.


In pratica se negli ultimi 20 vent’anni si sono lasciati fermi sul conto corrente 100.000 euro adesso sono diventati 71.380 in termini reali, quando invece sarebbero potuti essere, investendo in azioni, ben 204.000.


In sostanza lasciando i soldi fermi sul conto il capitale diminuisce in termini reali del 30%, investendo in azioni invece il capitale reale raddoppia.


E non ho usato l’interesse composto, altrimenti la cifra sarebbe stata molto più alta, ma non volevo far passare una brutta serata a chi effettivamente ha lasciato sul piatto questa enorme quantità di denaro.


Ovviamente, investire in azioni non è garanzia di successo, quindi è importante farlo con cognizione di causa, ed è per questo che se non sei esperto è bene seguire i consigli di un bravo consulente.


Chiaramente non ti sto dicendo che il consulente debba necessariamente essere Giuseppe Pascarella, in giro ce ne sono anche altri di bravi, non sono molti ma si trovano.


La cosa fondamentale però è che tu scelga un consulente indipendente che faccia solo ed esclusivamente i tuoi interessi, e soprattutto che abbia già dimostrato con i fatti di essere in grado di creare portafogli che ottengano rendimenti superiori alla media.


Io posso solo dirti che appartengo ad entrambe le categorie, e che tra l’altro ho alle spalle un team di analisti veramente eccezionali, chi è stato a Roma e ha avuto la fortuna di conoscerli sa di cosa parlo.


Negli ultimi 10 anni il mio portafoglio di punta 100% azionario ha ottenuto un rendimento netto del 16% all’anno, quindi credo di avere i titoli per dire la mia.


Detto questo, se vuoi conoscere la mia storia e vuoi sapere come opero sul mercato la cosa migliore che puoi fare è prendere il mio libro.


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Le copie gratuite stanno finendo quindi ti consiglio di farlo subito.

Al tuo successo!

Giuseppe Pascarella

Firma
Giuseppe Pascarella
Giuseppe Pascarella@giuseppepascarellaofficial
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- Esperto di mercato azionario USA
- Fondatore di PascaProfit.com
- Autore di "Battere il Benchmark"

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