Questa recessione non sarà né a V nè a L e tantomeno a U ma bensì a…

Ogni volta che inizia una recessione tutti i commentatori si affannano ad etichettarla con una lettera.


Alcuni prevedono che la recessione avrà una veloce risalita ed allora la associano alla lettera V


…altri invece pensano che prima della risalita ci sarà un lungo periodo di stagnazione e quindi la recessione assumerà una forma ad U


…fino ad arrivare a più pessimisti che non vedono all’orizzonte nessuna gamba di risalita e quindi scelgono la lettera L.


A dire il vero c’è anche chi si affida a lettere più fantasiose come la W, immaginando una crisi fatta da ripetute discese con conseguenti risalite, ma le più gettonate sono sicuramente le prime tre lettere.


Personalmente non sono mai stato molto interessato a queste semplificazioni giornalistiche, infatti ogni recessione è una storia a sé ed è molto difficile imbrigliarla in pattern precostituiti.


Tuttavia qualche giorno fa ho letto su Bloomberg un articolo molto curioso, dove è stata scelta una lettera che, in 25 anni di carriera, mai avevo vista associata a nessun tipo di crisi.


La tesi è interessante e merita quindi a pieno titolo di essere la protagonista di un PascaDaily.


Secondo Barry Ritholtz, l’autore dell’articolo apparso su Bloomberg, questa crisi sta assumendo una forma a K.


In effetti, per quanto possa sembrare strano, la K fotografa in maniera quasi perfetta quello che stiamo vivendo.


Dopo una poderosa salita, rappresenta dalla linea dritta verticale della K, abbiamo assistito ad una breve discesa generalizzata per poi vedere l’economia spaccarsi in due tronconi.


Alcuni settori hanno performato bene e sono risaliti con forza ed altri hanno continuato il loro declino.


Tra i settori che non hanno subito contraccolpi importanti dalla pandemia, ed anzi in alcuni casi ne hanno addirittura giovato, troviamo:


  • Technology con Apple Inc., Alphabet Inc., Microsoft Corp. etc

  • General merchandise retailers come ad esempio Target e Walmart

  • Entertainment con Netflix Inc., Walt Disney Co., YouTube etc.

  •  Biotech and Pharmaceuticals con Moderna Inc., Johnson & Johnson & Johnson, Merck & Co., Pfizer Inc., AstraZeneca PLC…

  • Aziende che favoriscono il lavoro da casa come Slack Technologies Inc., Zoom Video Communications Inc.

  • Aziende focalizzate sulle vendite on line come Amazon.com Inc., Shopify Inc.


Tutti questi settori hanno permesso all’indice S&P 500 di fare addirittura nuovi massimi assoluti e rappresentano il segmento della K che va verso l’alto.


Il segmento che invece va verso il basso è rappresentato da praticamente tutti gli altri settori.


Infatti analizzando l’S&P 500 vediamo che la spaccatura tra i vari comparti ha raggiunto livelli mai visti prima. Prendendo ad esempio alcuni ETF settoriali possiamo vedere che quelli relativi ai comparti Technology, Communication e Consumer sono aumentati rispettivamente del 31,6%, del 18,4% e del 16,9%.


Viceversa gli ETF dei settori Energy, Financials e Utilities sono arretrati rispettivamente del 40,3%, del 18,7% e dell’8,2% – –i dati sono relativi agli ETF select sector SPDF Fund e sono aggiornati a qualche giorno fa


Basta questa fotografia per capire che a tutti gli effetti la K è la lettera che meglio di chiunque altra rappresenta la crisi che stiamo vivendo.


L’autore dell’articolo si spinge anche a fare alcune considerazioni sociologiche, nella quala non mi addentro perché la cosa non mi compete.


Quello che invece mi preme sottolineare è che questa crisi a K è l’ennesima dimostrazione di quello che sostengo da tempo.


Ovvero che gli indici sono una rappresentazione sommaria di quella che è la realtà del mercato, che invece va sempre analizzato in modo preciso, evitando di mettere tutto dentro lo stesso calderone.


Lo ripeto, l’SP500, l’indice più rappresentativo di Wall Street, ha fatto nuovi massimi, ma non tutti i portafogli ne hanno giovato alla stessa maniera.


Dipende molto da che settori hai comprato.


Ecco perché dedico tanto tempo nello studio del mercato e mi avvalgo di un intero team di analisti di altissimo livello per coadiuvarmi nella scelta del giusto titolo.


E devo dire che questo lavoro di scelta certosina delle aziende migliori ha dato i suoi frutti, infatti negli ultimi 10 anni per ben 7 volte ho fatto meglio del mercato.


Non può essere solo un caso.


Chi segue i miei portafogli da anni si è tolto delle belle soddisfazioni e questa per me è la gioia più grande.


Tuttavia, parlando da anni con molti investitori, so bene che per molti battere il mercato non è importante tanto quanto non subire crolli durante le crisi.


E’ per questo che ho organizzato un evento dal vivo a Roma dal titolo DOVE METTO I MIEI SOLDI Live.


Infatti nei due giorni in cui staremo assieme ti spiegherò tutti i segreti degli investimenti e ti spiegherò sia come devi fare per ottenere rendimenti sopra la media sia qual’è il modo giusto di proteggerti in caso di crisi.


Ti insegnerò come si crea un portafoglio adatto a resistere ad ogni tipo di crisi, che sia a V ad L a U o a K non farà differenza, nessuna crisi ti farà più paura.


Sto preparando con cura ogni dettaglio e sono certo che sarà un evento memorabile.


Per permettere a tutti di partecipare ho deciso di fissare un prezzo simbolico per il biglietto, infatti potrai accaparrarti due giorni di altissima formazione a solo 147 euro.


E considera che compresi nel prezzo ci sono anche i 2 pranzi, una cena e l’open bar per tutto l’evento.


Praticamente è un regalo.


Purtroppo però sono rimasti pochissimi posti quindi ti conviene cliccare subito qui https://bit.ly/2FgatWq  per bloccare il tuo.


Ti aspetto a Roma, non vedo l’ora…


Al tuo successo!

Giuseppe Pascarella

Firma
Giuseppe Pascarella
Giuseppe Pascarella@giuseppepascarellaofficial
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- Esperto di mercato azionario USA
- Fondatore di PascaProfit.com
- Autore di "Battere il Benchmark"

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