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Quanto conta il timing quando si investe in borsa?

Quanto conta il timing?


Non voglio tenerti sulle spine e ti do immediatamente la risposta:

Il timing conta poco o nulla.

So benissimo che sto dicendo una cosa che va contro il pensiero comune, ma se hai un attimo di pazienza ti dimostrerò con i fatti il motivo di questa mia risposta controcorrente.

Prima però lasciami fare qualche precisazione.

Innanzitutto vorrei dirti che cos’è il timing, visto che non è scontato che tutti lo sappiano.

Il timing è il momento in cui decido di investire. Se ad esempio penso che in questi mesi il mercato potrebbe scendere e decido di aspettare ad investire, vuol dire che sto cercando il giusto timing…

cosa che, ti ripeto, non dovresti assolutamente fare.

Ma tempo al tempo, prima di spiegarti perchè penso sia un errore voglio dirti come mai ho deciso di riparlare di questo argomento che ho già trattato più volte in passato.

Oggi stavo parlando con un amico ed il discorso è caduto sugli investimenti e mi ha confessato che voleva investire nella borsa americana, ma stava aspettando a farlo perchè mi aveva sentito dire in un intervento su facebook che mi aspettavo un ritracciamento del mercato.

“Sai Giuseppe, mi conviene aspettare che il mercato scenda, così compro ad un prezzo migliore e guadagno di più”.

Sono quasi caduto dalla sedia! 

Per “colpa” di una mia frase interpretata male un amico stava commettendo un grave errore.

“Non è possibile” mi sono detto, e così eccomi qui a ribadire un concetto importante.

Innanzitutto bisogna partire dal fatto che nessuno al mondo possiede la sfera di cristallo per individuare il minimo o il massimo ESATTI nei quali, rispettivamente, acquistare o vendere, e quindi individuare la tempistica esatta è praticamente impossibile.

Negli ultimi 10 anni non si contano le volte in cui tutti gli analisti erano concordi nel dire che ci sarebbe stata un calo ma poi il mercato ha continuato a salire come se nulla fosse.

Sai cosa è successo a quelli che sono rimasti fuori in attesa di un calo? 

E’ successo che hanno perso il treno!

Quello che fa la differenza è avere il giusto orizzonte temporale e non farsi prendere dal panico quando le cose iniziano ad andare per il verso sbagliato.

Evitare le fasi di calo del mercato è una pura utopia, chi ci prova non fa altro che perdere le occasioni migliori.

Tieni presente che i maggiori recuperi, dopo un crollo, avvengono proprio nelle fasi di maggior turbolenza quando magari le notizie drammatiche che arrivano dai media ti hanno convinto a starne fuori.

Questo è un aspetto molto importante

Il fatto che le  migliori performance dei mercati sono avvenute nei primissimi giorni successivi ad un crollo, ti fa capire che, o sei un mago in grado di sapere esattamente il giorno esatto in cui rimbalzerà il mercato, oppure…

Cercare di entrare ed uscire continuamente dal mercato per prendere il momento giusto è una strategia che non ti porterà mai da nessuna parte.

Ma, come ti ho detto non pretendo che tu mi creda sulla parola. Ora te lo dimostro.

Osserva il prossimo grafico.

Rappresenta la crescita di 1000 dollari investiti nel mercato americano dal 1970-2015.


Immagina di aver investito 1000 dollari nel 1970 nel mercato azionario americano.

Magari l’avevano fatto i tuoi genitori pensando al tuo futuro.

Nel 2015, sistemando vecchie scartoffie, trovi quel contratto e con stupore ti ritrovi con 89.678 dollari. 

Una performance del 8.867% rimanendo sempre investito senza mai uscire nel mercato.

Dal 1970 ad oggi il tuo investimento ha attraversato la crisi petrolifera degli anni 70, il crollo dei mercati del 1987 con il lunedì nero nel quale l’indice americano perse il 22% in UN giorno, la crisi dei  mercati emergenti del 1998, la bolla tecnologica del 2000, fino ad arrivare alla crisi del 2008.

Eppure nonostante tutto questo i tuoi 1000 dollari sono diventati 89.678.

Cercare invece di interpretare il mercato vendendo e acquistando guidato dalle notizie e quindi dalle emozioni, sarebbe stato controproducente.

Avresti rischiato di perdere le giornate nelle quali il mercato performa meglio.

Osserva sempre il grafico precedente.

Dal 1970 al 2015 infatti sarebbe bastato perdere il giorno migliore (+11,58% del 13/10/2008 appena successivo al crollo dei mercati in seguito al fallimento Lehman Brothers) per veder scendere la tua performance del 10%. Da 89.678 dollari a 80.370.

Se poi ti fossi perso i 25 giorni migliori, i tuoi 1.000 dollari sarebbero oggi 21.224. 

Una performance del 2.022% ma non paragonabile al 8.867% – il 338,52% in più – che avresti ottenuto se ti fossi ritirato in un eremo irraggiungibile da ogni mezzo di comunicazione, lasciando il tuo portafoglio al libero arbitrio dei mercati.

Quello che fanno gli investitori disturbati dal rumore di fondo dei mercati – quotidiani, tv, social, eccetera – è disinvestire proprio nel momento di massima opportunità finanziaria ed investire nel punto di massima pericolosità.

Stare fuori è sempre una scelta sbagliata, quello che bisogna fare piuttosto è analizzare bene il mercato per scegliere le aziende migliori.

Tieni conto che anche durante il pesantissimo calo di marzo ci sono aziende che hanno continuato a salire.

E’ inevitabile che quando faccio divulgazione io sia portato a fare delle analisi sull’andamento generale dei mercati, ma non è quello che fa la differenza.

La differenza viene fatta da come scegli la composizione del tuo portafoglio.

Quando decidi di comprare non chiederti mai se è un buon momento ma chiediti solo se è una buona azienda!

Se sei interessato a sapere quali aziende io ed il mio team abbiamo selezionato per avere un portafoglio redditizio nel lungo periodo manda un whatsapp al 392 5186777. Un mio collega risponderà a tutte le tue domande e ti aiuterà a capire qual’è la soluzione più adatta alle tue esigenze.

Al tuo successo.

Giuseppe Pascarella

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Il titolo Nikola è crollato, io avevo previsto tutto, ma non sono un mago!

Nelle ultime 4 sedute le azioni dell’azienda Nikola sono crollate del 40%.

 

Il 30 giugno le quotazioni avevano chiuso in leggero rialzo a 67,53 dollari per azione, poi dal giorno dopo è iniziato il tracollo, tanto che ieri in chiusura il prezzo è arrivato a 40,23.

 

Praticamente in soli 4 giorni il titolo ha perso quasi la metà del suo valore.

 

Il destino ha voluto che, il 30 giugno, proprio appena prima del tracollo, io avessi scritto un articolo mettendo tutti in guardia su questo titolo che mi appariva terribilmente sopravvalutato.

 

Ecco cosa avevo scritto:

 

“Ci sono anche dei motivi tecnici legati all’andamento delle opzioni, sui quali non è il caso di dilungarsi in questa sede, che lasciano intendere che il prezzo di Nikola sia attualmente in una pericolosa bolla pronta a scoppiare da un momento all’altro.

 

… e non ultimo anche il fatto che moltissime delle azioni di Nikola sono nelle mani di fondi privati (tra cui Blackrock e Fidelity) che alla prima occasione metteranno sul mercato le loro quote godendosi un’ottima plusvalenza ma aumentando il rischio di far precipitare le azioni.

 

Ecco perchè penso che Nikola sia un titolo altamente pericoloso e dal quale è bene stare lontano.”

 

Bè, non puoi dire che non ti avevo avvertito…

 

Ma credimi, non sto scrivendo questo nuovo articolo per incensarmi.

 

Perchè vedi, ora sarebbe molto facile per me gridare ai 4 venti che avevo previsto tutto, prendendo questo esempio per dimostrare che per me il mercato non ha segreti e che vedo in anticipo ciò  che sta per succedere.

 

Ma se lo facessi sarei uno sciocco.

 

Il mercato non si prevede!

 

Non smetterò mai di dirlo: per guadagnare investendo non devi essere un mago!

 

Quando ho scritto l’articolo io non potevo assolutamente sapere che sarebbe crollato nel giro di 4 giorni.

 

E l’ho anche scritto il 30 giugno:

 

ll chè, vorrei che ti fosse molto chiaro, non vuol dire che le azioni crolleranno domani.

 

… Io ti sto solo dicendo che è un titolo altamente speculativo e che un investitore che guarda al medio lungo periodo dovrebbe starci molto lontano, il rischio non vale la candela.

 

Quello che mi spinge a scrivere questo nuovo articolo è proprio la lezione che sta dietro questa storia, lezione che è racchiusa nell’ultima frase che ho citato.

 

Io non potevo sapere che il 7 luglio il titolo sarebbe costato il 40% in meno, ma ero certo che in ogni caso era una azione da cui stare alla larga perchè il prezzo era totalmente scollegato dal valore reale dell’azienda.

 

Alle volte il mercato ci mette del tempo ad allinearsi, ma prima o poi la realtà bussa alla porta di Mr Market e gli impone di prezzare le aziende per quel che valgono, mettendo da parte assurde speranze basate sul nulla.

 

Quello che fa la differenza è saper calcolare il valore intrinseco di una azienda.

 

Non è una cosa semplice ma è certamente una cosa possibile, se non lo fosse non avrei mai potuto moltiplicare il mio capitale del 678% negli ultimi 10 anni.

 

La borsa americana è senza dubbio il posto migliore dove far rendere al massimo i tuoi risparmi…

 

…tuttavia Wall Street di tanto in tanto ti mette davanti qualche trappola ed il titolo Nikola ne è un esempio lampante.

 

Per evitare queste trappole hai solo due strade:

 

  • o ti affidi ad un team di analisti esperti che studia il mercato ogni giorno per tenerti alla larga dalla azioni sopravvalutate e permetterti di investire in quelle sottovalutate;

 

  • oppure inizi a formarti per imparare a calcolare tu stesso il valore intrinseco di un’azienda e capire quali sono tutte le analisi da fare per giudicare quando un titolo è sopravvalutato.

 

Altre strade non ce ne sono e soprattutto, quello che devi evitare ad ogni costo è investire senza sapere esattamente quello che stai facendo.

 

Affidarsi alla speranza non ha mai portato bene sui mercati azionari.

 

E’ proprio per questo che ho creato il PascaPack, dove per la prima volta ho unito il mio miglior corso dal nome Protocollo Pascarella, dove ti insegno appunto a calcolare il giusto valore di una aziende con il mio Portafoglio Pascarella

 

… dandoti la possibilità di mettere immediatamente in pratica quello che hai studiato acquistando le azioni scelte direttamente da me e dal mio team per i miei clienti.

 

Se vuoi portarti a casa il PascaPack ad un prezzo speciale clicca su questo link https://bit.ly/2VXCZl8 prima che sia troppo tardi.

 

Ti aspetto a bordo.

 

Giuseppe.

 

 

 

Al tuo successo.

Giuseppe Pascarella

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L’economia a stelle e strisce mostra segni di ripresa?

Siamo talmente abituati a vedere dati negativi riguardanti l’economia reale che, vedendo la forte ripresa registrata dal settore dei servizi in Usa, verrebbe quasi da non crederci.

 

Invece, grazie al cielo, è tutto vero!

 

A dircelo è l’Institute for Supply Management (ISM) che ha fatto sapere che a giugno l’indice di attività non manifatturiere è salito a 57,1.

 

E’ il dato più alto da febbraio, il chè vuol dire che siamo sostanzialmente ritornati ai livelli pre-covid-19.

 

Il rimbalzo è stato molto forte considerando che a maggio questo indice era 45,4 e ad aprile aveva toccato il minimo da marzo 2009 a 41,8.

 

Il dato ha sorpreso anche gli analisti. Reuters aveva previsto una risalita, ma si attendeva che l’indice si sarebbe fermato a 48,9.

 

Il livello 50 è un po’ lo spartiacque per questo indicatore: quando sta sopra significa che le cose stanno andando bene, sotto che c’è qualche difficoltà.

 

Quindi 57,1 è un dato che lascia ben sperare, tenuto conto che  il settore dei servizi rappresenta oltre i due terzi dell’attività economica statunitense. 

 

Tuttavia la prudenza è d’obbligo.

 

Purtroppo il covid-19 non molla la presa e molti stati che avevano allentato le misure di lockdown sono dovuti tornare sui loro passi.

 

Tra questi ci sono anche stati molto popolosi come la California, la Florida ed il Texas e c’è da aspettarsi che tutto questo lascerà delle ripercussioni nelle rilevazioni di luglio.

 

Però il forte aumento registrato nelle assunzioni del settore non agricolo, dovuto in gran parte proprio al settore dei servizi, lascia sperare che, malgrado la pandemia negli Stati Uniti non sia ancora sotto controllo, non si dovrebbe ritornare ai cali drammatici che abbiamo visto nei primi mesi del 2020.

 

Insomma, finalmente l’economia reale ci da qualche motivo per sorridere.

 

Intendiamoci, questo non vuol dire che i mercati adesso partiranno a razzo. Da qualche tempo vado dicendo che c’è un evidente scollamento tra i prezzi di mercato ed i dati economici, quindi un riavvicinamento è sicuramente da accogliere con favore ma di per sè non da molte indicazioni sui prezzi futuri.

 

Le prossime trimestrali saranno come sempre un appuntamento importante per capire effettivamente come stanno le cose.

 

Il mercato si attende un calo degli utili ma bisognerà vedere se questo calo sarà in linea con le aspettative o se purtroppo saprà sorprendere in negativo il mercato.

 

Leggendo i più autorevoli commentatori di Wall Street è abbastanza chiaro che tutti si aspettino un ritorno agli utili nel 2021, cosa che ovviamente mi auguro anche io, ma che non è così scontata come molti vogliono fare credere.

 

In ogni caso, se volete investire con successo, la regola d’oro è sempre la stessa:

 

Sapere di non sapere.

 

E non è una citazione presa a caso da Platone, ma è la verità. I mercati non vanno previsti ma analizzati nei minimi dettagli per vedere dove, allo stato presente, il mercato sta prezzando in modo non aderente al vero valore intrinseco dell’azienda.

 

Ecco perchè io e tutto il mio team siamo sempre sul pezzo, analizzando ogni dettaglio per trovare le aziende che hanno le maggiori possibilità di crescita.

 

Negli ultimi 5 anni questo lavoro ha premiato, portando un rendimento del 590%, ecco perchè sono sicuro che sapere di non sapere sia la strada giusta.

 

Durante la mia carriera ho incontrato tanti maghi che pensavano di prevedere il mercato, ma nessuno di loro ha resistito alla prova del tempo.

 

Se anche tu vuoi iniziare ad investire in modo serio e con rendimenti sopra la media nel giusto orizzonte temporale, allora manda un whatsapp per una consulenza gratuita al numero  3925186777.  Verrai richiamato da uno dei miei analisti che, in base alla tua situazione personale, ti indicherà la strada migliore per ottenere il massimo dai tuoi risparmi.

 

 

 

Al tuo successo.

Giuseppe Pascarella

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Trump crolla nei sondaggi, su quali settori puntare se vince Biden?

Le presidenziali americane sono sempre più vicine e Trump non se la passa tanto bene, almeno stando ai sondaggi.


Secondo RealClearPolitics – un importante istituto di sondaggi USA – il buon Donald sarebbe mediamente indietro di ben 9 punti percentuali rispetto allo sfidante democratico Joe Biden.


Immagino che tu sappia che non amo Trump, ma come ho sempre detto ogni mio giudizio è sempre apolitico e solo in termini borsistici.


Il vero pericolo per Wall Street sarebbe stata l’elezione di Sanders, come ho più volte spiegato in diversi editoriali, e scampato questo pericolo non credo che per il mercato in generale cambi tantissimo l’elezione di uno o l’altro dei due contendenti.


Tuttavia, se è vero che, come sostengono i sondaggi, sarà Biden a vincere, può valere la pena fare qualche riflessione su quali potrebbero essere i settori che più beneficeranno del cambio della guardia alla Casa Bianca.


Te ne segnalo tre: Energie Rinnovabili, Costruzioni e Healthcare.


Vediamo di capire il perchè.


Joe Biden ha più volte detto che vuole portare gli Stati Uniti ad avere il 100% di energia rinnovabile entro il 2050.


Obiettivo ambizioso che richiederà certamente investimenti nel settore, visto che nel programma ha inserito che già entro il 2025 dovranno essere raggiunti i primi obiettivi chiave per permettere questa transizione.


Per quanto riguarda il settore delle costruzioni sappiamo che una delle principali promesse della campagna di Biden è quella di “rivitalizzare le infrastrutture degli Stati Uniti”. 


Il candidato democratico ha detto di voler spendere 1,3 trilioni di dollari in 10 anni per progetti infrastrutturali. In cima alla sua lista ci sono le riparazioni di autostrade, strade e ponti. 

Inoltre Biden vuole anche migliorare gli aeroporti, le infrastrutture ferroviarie e i porti, oltre a modernizzare le scuole in tutto il Paese.


Insomma una manna per tutti coloro che lavorano nel campo delle costruzioni.


Infine, sull’ultimo punto, ovvero l’Healthcare le considerazioni sono abbastanza ovvie.


Da vice presidente durante la presidenza Obama, Biden è stato uno dei più decisi sostenitori di quello che fu definito l’ObamaCare ed in particolare di un aspetto che faceva parte di quel piano, ovvero: Affordable Care Act (ACA).


Se diventerà presidente Biden ha detto di voler proteggere e sviluppare l’ACA per dare la possibilità a più americani possibili di acquistare un piano di assicurazione sanitaria.


E se invece vincesse Trump?


Bè non credo che sarebbe un disastro per questi settori, infatti è sufficente vedere come sono saliti durante la sua presidenza.


Basta questo per tuffarsi ad acquistare la prima azione che ci capita a tiro appartenente a questi settori?


Certo che no!


E’ importante capire queste dinamiche, tuttavia non possono e non devono essere sufficienti per determinare una decisione di acquisto.


I punti da tenere in considerazioni sono molti e tutti indispensabili.


La mia fase decisionale si articola in 5 step che ho compattato in un metodo specifico dal nome PROTOCOLLO PASCARELLA.


Da qualche tempo ho deciso di divulgare questo metodo, spinto dai grandi risultati che ho ottenuto adottandolo.


Considera che dal 2010 ho ottenuto un rendimento medio annuo del 22,78%, ovvero più del doppio di ciò che ha fatto l’S&P 500 ovvero l’indice più rappresentativo di Wall Street.


Se vuoi sapere le regole immortali che stanno alla base di una creazione di un portafoglio equilibrato e performante nel medio e lungo periodo questo potrebbe essere il momento giusto.


Proprio oggi è stato lanciato Pasca Pack, il mio nuovo prodotto che considero la soluzione ideale per chiunque voglia conoscere i segreti che governano i mercati.


Clicca su questo link https://bit.ly/2AwONmO per capire di cosa si tratta.

 


Al tuo successo.

Giuseppe Pascarella

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Il mercato non si fida più di Warren Buffett?

Non c’è bisogno che ti ripeta che Warren Buffett è considerato un mito e che io ho quasi una venerazione per lui.

Sono anche riuscito ad incontrarlo di persona ed è stato uno dei momenti che più hanno inciso nella mia carriera da investitore professionista.

 

Nel mio libro battere il Benchmark ho appunto raccontato il mio incontro con lui e cosa abbia significato per me.

Ma oggi non si parla di me, ma del buon vecchio Buffett, perchè, a quanto pare, Wall Street non si fidi più di lui.

E la cosa, lasciamelo dire, mi lascia abbastanza basito.

Come tutti sanno Warren gestisce una Holding quotata a New York dal nome Berkshire Hathaway.

Per certi versi acquistare le azioni di Berkshire corrisponde un po’ ad acquistare un fondo, infatti Berkshire non produce nulla, ma investe solamente.

Un fondo però molto particolare, perchè gestito dal numero uno in persona ovvero Warren Buffett.

Va da sé che le azioni di Berkshire Hathaway negli ultimi 35 anni hanno ampiamente battuto il mercato, come dimostra il grafico qui sotto.

 

D’altronde Buffett è un vero e proprio mito e ogni volta che parla regala sempre grandi perle di saggezza, oltre ad aver dimostrato di capire il mercato prima e meglio degli altri.

 

Non per nulla è chiamato l’oracolo di Omaha.

 

Da qualche tempo però il tocco magico di quest’uomo, che il 30 agosto compirà la bellezza di 90 anni, sembra essersi perso.

 

Ma sarà vero?

 

A giudicare dal valore delle azioni di Berkshire Hathaway parrebbe di sì, infatti se zummiamo il grafico precedente e prendiamo in considerazione solo gli ultimi 18 mesi, vediamo che l’S&P 500, nel suo complesso, ha fatto meglio.

 

 

In particolare, la differenza maggiore si è verificata da fine marzo ad oggi, dove il mercato è risalito con forza ed invece le azioni Berkshire Hathaway sono rimaste sui minimi.


Buffett famoso soprattutto per essere riuscito a sfruttare i cali del mercato in modo magistrale, andando a pescare con precisione quasi chirurgica le azioni che risultano pesantemente sottovalutate.


Non per nulla è considerato tra i padri del Value Investing.


Questa volta però Buffett non si è mosso, anzi, invece di comprare ha venduto. E non è stata una vendita indolore, visto che si è liberato delle compagnie aeree registrando un pesante passivo e ammettendo di essersi sbagliato a puntare su quel settore.


Evidentemente tutto questo ha preoccupato il mercato che ha preferito stare alla larga dalla sua Holding, nell’attesa di capire quali saranno le sue mosse future.


Immagino, che come sempre, tu voglia sapere come la penso…


Sai bene che io non mi tiro mai indietro e dico sempre ciò che penso, ma non ti aspettare che abbia la presunzione di giudicare un personaggio come Buffett.


Secondo me il problema è alla base: non ha senso giudicare un mostro sacro come lui sulla base delle performance di un anno o due.


E questo non vale solo per i mostri sacri ma per tutti.


Bisogna avere un orizzonte più lungo e ricordarsi che i conti si fanno alla fine, non durante il viaggio.


Se si guardano le performance che ha ottenuto Buffett dagli anni 60 ad oggi si resta impressionati e rimango veramente basito nel vedere che possono bastare 2 anni meno positivi degli altri.


La performance degli ultimi 12 mesi racconta veramente poco delle qualità di un gestore.


A volte sorrido quando vedo pubblicità di fantomatici trader che gridano ai 4 venti il loro storico, che però non arriva quasi mai ai 2 anni.


Io negli ultimi 10 anni ho ottenuto un rendimento doppio rispetto all’S&P 500, so che potrà andare male un anno, ma sono sicuro che tra 5 anni i risultati saranno dalla mia parte.


Se anche tu vuoi capire come funziona il mondo degli investimenti tieni d’occhio la mail perchè lunedì presenterò un sorpresa.


Se invece vuoi iniziare ad investire seriamente, senza rincorrere le Sirene di guadagni irrealizzabili, manda un Whatsapp al numero 3925186777 e verrai richiamato da uno dei miei analisti che, basandosi sulla tua situazione personale, ti indicherà la strada migliore per far finalmente fruttare i tuoi risparmi nel lungo periodo.

Al tuo successo.

Giuseppe Pascarella

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Questo è un titolo da tenere d’occhio!

Oggi sarà un’edizione un po’ particolare del PascaDaily.

 

Infatti ho deciso di farti un piccolo regalo.

 

Voglio dirti il nome di un titolo che ritengo veramente molto interessante e che credo possa dare delle soddisfazioni in futuro.

 

Attenzione però, non devi prendere questo articolo come un consiglio all’acquisto.

 

Primo perché al momento questo titolo non l’ho acquistato nemmeno io, secondo perchè devi sempre valutare se una determinata azienda si integra bene con il tuo portafoglio.

 

Inoltre io considero questo PascaDaily un piccolo regalo, non tanto per il nome dell’azienda, che comunque ritengo molto valida, altrimenti non la porterei alla tua attenzione, ma soprattutto per l’analisi che contiene.

 

Infatti, vedere come un professionista analizza un titolo è il modo migliore per capire quali sono gli aspetti da tenere in considerazione quando si sceglie una azione da mettere in portafoglio.

 

E l’analisi che allego a questo articolo è fatta da due grandi professionisti, che mi onoro di avere nel mio team.

 

Non ho dubbi sul fatto che la forza della mia azienda risieda nella qualità dei miei collaboratori.

 

Lasciamelo dire, io non sono un analista improvvisato che cerca di fare il guru dal tinello di casa sua.

 

Dietro di me c’è una squadra di gente estremamente qualificata e questo credo sia la garanzia maggiore per chiunque decida di affidarsi ai miei servizi.

 

Ma bando alle ciancie e veniamo al dunque.

 

Ora ti farò una brevissima panoramica dell’azienda in questione ma ti invito caldamente a cliccare su questo link https://bit.ly/2ZxH68G per scaricare l’analisi completa fatta da Marco e Nicola.

 

Credimi, ne vale la pena!

 

Ma Giuseppe, me lo vuoi dire come si chiama questa azienda interessante o pensi di tirarla ancora per le lunghe?

 

Tranquillo, te lo dico subito, ma faresti molto meglio a leggere il report completo, lo dico per il tuo bene.

 

Comunque ecco il nome dell’Azienda: si tratta di General Dynamics (NYSE:GD)

 

General Dynamics è una multinazionale americana attiva nel settore della difesa, fondata nel 1899 e con sede a Reston, Virginia.

 

Pensa che è il quinto grande defense contractor al mondo. I defense contractor sono aziende che forniscono prodotti o servizi sia militari che di intelligence per il governo.

 

Nello specifico, la società opera attraverso cinque segmenti di business: Aerospazio, Sistemi navali, Information Technology, Sistemi di Combattimento e Mission System.

 

Ciò che rende particolarmente interessante questo titolo è che, malgrado l’azienda abbia un ampio fossato economico, è scambiata ai minimi degli ultimi tre anni, sia rispetto al prezzo che rispetto ai principali multipli del mercato – come ad esempio il rapporto Prezzo / Utili -.

 

L’azienda tra l’altro fa parte del super esclusivo club dei dividendi aristocratici, ovvero le aziende che distribuiscono dividendi in crescita da più di 25 anni.

 

Attualmente il dividend yield (rapporto dividendo-prezzo) di GD è del 2,88%.

 

Si tratta di un ottimo risultato, considerando che è un dividendo maggiore rispetto al 67% delle aziende del suo settore.

 

Questo è solo un piccolo assaggio, ma, ancora una volta, ti invito a leggere il report completo, dove potrai avere una panoramica veramente dettagliata di questa azienda.

 

Scoprirai il valore intrinseco e tutti i dati più importanti che emergono dal bilancio, oltre ad avere una esaustiva panoramica di tutti i vantaggi competitivi che formano il famoso fossato economico.

 

Senza però rinunciare ad analizzare i possibili punti di debolezza che potrebbero emergere in futuro.

 

Insomma, leggendo il report avrai tutti i dati che ti servono per capire se questa azienda si integra bene con il tuo portafoglio.

 

 Clicca su questo link: https://bit.ly/2ZxH68G

e ricevi GRATUITAMENTE il report completo.

 

Se invece non ti accontenti di sapere il nome di una sola azienda promettente ma vuoi investire partendo già con un portafoglio costruito da un team di professionisti allora…

 

manda un whatsapp al numero 392 5186777 un mio analista ti contatterà e partendo dalla tua situazione personale ti mostrerà, senza impegno, qual’è per te la via migliore per iniziare ad investire in modo semplice e profittevole nel mercato migliore del mondo, ovvero la borsa americana.

 

Senza dover fare analisi noiose o vivere con la paura di aver sbagliato a scegliere il titolo acquistato, ma dovrai semplicemente replicare le scelte fatte da un team di professionisti che da più di 10 anni batte con costanza il mercato, ottenendo rendimenti superiori alla media.

 

Manda subito un whatsapp al 392 5186777 ed inizia ad investire come un Pro.

 

Al tuo successo.

Giuseppe Pascarella

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Il titolo Nikola è finito in una doppia bolla?

Se vi è capitato di vedere uno spettacolo per bambini sicuramente avrete notato il numero delle bolle di sapone.

 

Quando il mago di turno riesce ad inserire una bolla di sapone dentro ad un’altra bolla: i bambini rimangono incantati.

 

Bè, alle volte questi numeri di magia accadono anche sul mercato finanziario, però è bene non rimanerne incantati…

 

… anzi è il caso di evitare con cura tutte le situazioni dove questa strana magia si verifica.

 

Prima che tu possa pensare che oggi sono stato troppo al sole e quindi non sono perfettamente lucido, lascia che ti spieghi cosa intendo per una bolla dentro un’altra bolla.

 

Questa situazione si verifica quando all’interno di un settore che è già in bolla (quindi ha dei prezzi molto più alti rispetto ai fondamentali) si trova un titolo che è ancora più sopravvalutato rispetto al proprio settore.

 

Questo è il caso di Nikola, una azienda che produce auto elettriche, settore nel quale attualmente spicca la famosissima Tesla e che viaggia già a prezzi molto sostenuti.

 

Nikola, che deve il suo nome al famosissimo ingegnere elettronico Nikola Tesla, è approdata da pochissimo sul listino di Wall Street, esattamente il 3 giugno di quest’anno e già nella prima settimana è riuscita a raddoppiare il suo valore totalizzando un bel +104%.

 

Nel grafico sotto vedi l’andamento dei prezzi di Nikola, dal giorno della quotazione ad oggi, paragonato a Tesla e all’indice S&P 500.

 

Come vedi il titolo ha corso molto, ma non ti fare ingannare dal prezzo.


Il prezzo è solo un indicatore, ma non è detto che se un titolo cresce molto debba necessariamente essere in una bolla.


Ciò che fa la differenza è il motivo per cui il prezzo cresce e soprattutto i fondamentali che ci stanno alla base.


Nel mercato delle auto elettriche ci sono titoli che sono cresciuti molto di più di Nikola nell’ultimo mese ma che tuttavia sono forse meno sopravvalutati.


Quello che vado dicendo da anni è che per capire un’azienda bisogna analizzare i bilanci e capirne le potenzialità a 360 gradi.


Tra l’altro visto il grandissimo successo che ha avuto il lancio del mio corso PROTOCOLLO PASCARELLA, dove insegno come si fa a capire il vero valore di un’azienda, ho deciso di rimetterlo sul mercato a partire da lunedì prossimo. Anche questa volta ho pensato di fare una bella sorpresa a chi mi darà fiducia… lunedì ti dico tutto. 


Comunque dicevo, leggere il bilancio è imprescindibile per valutare un titolo e vedere il prezzo di  un’azienda salire alle stelle prima ancora di aver generato un euro di utile – come nel caso di Nikola – non può che destare sospetto.


Inoltre la vicenda di Nikola è ancor più eclatante perché non ha ancora prodotto nulla. Sulla carta produrrà un pick-up elettrico, sul quale sta già accettando dei preordini, ed in futuro c’è in progetto di produrre dei mezzi pesanti elettrici.


Insomma un gran bel progetto ma è pur sempre solo un progetto.


Ci sono anche dei motivi tecnici legati all’andamento delle opzioni, sui quali non è il caso di dilungarsi in questa sede, che lasciano intendere che il prezzo di Nikola si attualmente in una pericolosa bolla pronta a scoppiare da un momento all’altro.


E non ultimo anche il fatto che moltissime delle azioni di Nikola sono nelle mani di fondi privati (tra cui Blackrock e Fidelity) che alla prima occasione metteranno sul mercato le loro azioni godendosi una ottima plusvalenza ma aumentando il rischio di far precipitare le azioni.


Ecco perchè penso che Nikola si un titolo altamente pericoloso e dal quale è bene stare lontano.


Il chè, vorrei che ti fosse molto chiaro, non vuol dire che le azioni crolleranno domani.


Ci sono titoli che malgrado fossero in un evidente bolla speculativa, hanno continuato a salire per anni prima di crollare inesorabilmente.


Ed è pure possibile che le aspettative che ha il mercato, basate al momento solo su progetti e non fatti concreti, vengano rispettate ed il valore intrinseco cresca in maniera proporzionata alle altissime aspettative che il mercato ha in questo momento.


Intendiamoci, non è che sono tutti matti quelli che comprano Nikola.


Io ti sto solo dicendo che è un titolo altamente speculativo e che un investitore che guarda al medio lungo periodo dovrebbe starci molto lontano, il rischio non vale la candela.


Poi se uno ama l’azzardo e decide di scommetterci sopra, se è consapevole del rischio, lo può tranquillamente fare.


Gli auguro buona fortuna.


Ma, ripeto, se vuoi il mio consiglio: stacci lontano.


Il mercato americano è molto vasto, ci sono tantissime azioni che si possono acquistare.


Penso che sia molto più logico puntare su aziende solide che al momento quotano ad un prezzo più basso del valore intrinseco, piuttosto che aziende appena nate che viaggiano a prezzi altissimi.


Se vuoi sapere quali sono le aziende che io ed il mio team abbiamo selezionato e che penso possano darti molte più soddisfazioni di Nikola…


Manda un whatsapp al numero 392 5186777, un mio collega risponderà a tutte le tue domande e ti aiuterà a capire quale dei miei portafogli è più adatto alle tue esigenze.

Al tuo successo.

Giuseppe Pascarella

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Anche CocaCola sospende la pubblicità su Facebook… e adesso?

La settimana scorsa Facebook ha perso quasi il 10%.

 

Certo, anche l’S&P 500 non ha festeggiato, con l’ETF Spy che ha perso oltre il 3%, tuttavia vedere Facebook che fa così tanto peggio del mercato era un fatto al quale non eravamo più abituati.

 

Ma cosa è successo?

 

E’ presto detto: alcuni degli inserzionisti più importanti del colosso guidato da Mark Zuckerberg hanno deciso di sospendere temporaneamente le loro inserzioni, accusandolo di veicolare troppi messaggi carichi di odio senza tentare in alcun modo di arginarli.

 

Da martedì scorso un numero sempre crescente di aziende si sta unendo a questa campagna chiamata “Stop hate for profit” e quella che sembrava una nuvola passeggera potrebbe trasformarsi in una pericolosa tempesta per il buon Zuckerberg.

 

James Quincey, il Ceo di CocaCola, aderendo a questa campagna ha dichiarato “Non c’è spazio per il razzismo nel mondo”, e sembra che siano in molti a pensarla così visto che sono tante nell’elenco le aziende importanti che hanno aderito.

 

Infatti troviamo: Unilever, Verizon, The North Face, Honda Patagonia, Mozilla e tra gli ultimi arrivati anche StarBucks.

 

Insomma, come ho detto, la cosa rischia di scappare di mano al grande colosso dei social.

 

Le stime dicono che attualmente il danno per le casse di Facebook si aggirerebbe attorno agli 8 miliardi di dollari: non proprio bruscolini…

 

Ma, se consideriamo che nel 2019 il fatturato è stato di quasi 70 miliardi di dollari possiamo capire che il colpo, per il momento, non è da K.O.

 

Infatti per ora Facebook fa sapere che non si lascerà intimorire e che non cambierà le proprie policy sotto la spinta di pressioni economiche.

 

Tuttavia, l’amministratore delegato Mark Zuckerberg venerdì ha parlato in un livestream, annunciando che l’azienda cambierà le sue politiche proibendo i messaggi che veicolano l’odio nei suoi annunci, ma non ha fatto riferimento diretto ai boicottaggi, facendo intendere di voler dare un colpo al cerchio ed uno alla botte.

 

Se il suo intento era quello di rasserenare gli animi sembra però che l’obiettivo non sia stato raggiunto, infatti a stretto giro di Tweet il presidente di Color for Change, Rashad Robinson, ha scritto: “Se questa è la risposta che sta dando ai principali inserzionisti che hanno sospeso le inserzioni per milioni di dollari, non possiamo fidarci della sua leadership.”

Insomma, la matassa è ben lontana da essere districata ed è prevedibile che il problema si estenda a tutti gli altri social.

 

Ma quindi adesso cosa succede? Per Facebook si apre la strada di un ritracciamento di lungo periodo o sono solo scaramucce passeggere?

 

Bella domanda…

 

Sinceramente mi piacerebbe anche a me conoscere la risposta!

 

A parte gli scherzi allo stato attuale è veramente difficile dirlo.

 

Secondo Bank of America il danno al momento è limitato ma il rischio che si crei un “effetto valanga” è molto alto.

 

Più o meno dello stesso avviso gli analisti di Bernstein. In una nota hanno fatto sapere che la situazione è molto diversa rispetto alla campagna “#deletefacebook” del 2018 dopo lo scandalo di Cambridge Analytica. 

 

Ora la scelta delle aziende di aderire o meno alla campagna “Stop hate for profit” è molto più sotto ai riflettori e molti inserzionisti potrebbero boicottare Facebook non tanto per convinzione ma per il timore che non aderire possa dare riflessi negativi a livello di immagine.

 

Come vedi la cosa è seria e non va sottovalutata.

 

Tuttavia dobbiamo considerare che se è vero che Facebook ha bisogno degli inserzionisti è altrettanto vero che gli inserzionisti hanno bisogno di Facebook e sono in tanti a pensare che questi ultimi non potranno privarsi a lungo di questo fondamentale canale di comunicazione.

 

La posta in gioco è talmente alta per entrambi che tutto lascia supporre che si cercherà una mediazione per far terminare al più presto questa “battaglia”.

 

Certamente non è un periodo facile per il mondo social, non più tardi di un mese sotto la bufera c’era finita Twitter a seguito di uno scontro con niente popo di meno che il presidente Trump.

 

Bè sinceramente mi sento di ribadire ciò che dissi allora.

 

I social non sono tutti uguali e, da investitore, Facebook è uno di quelli che preferisco di più.

 

Ritengo che abbia un “fossato” sufficientemente ampio per resistere a queste turbolenze.


Non è un titolo che consiglierei di comprare in questo momento, ma se l’hai acquistato al giusto prezzo e con una visione di lungo periodo non credo che al momento ci siano problematiche tali da dover far tornare sui suoi passi chi ha deciso di puntare su questa azienda.

 

Come sempre però tutto dipende dalla composizione del portafoglio, come ripeto spesso ogni azione in portafoglio ha senso solo se messa in relazione a tutte le altre.

 

Se vuoi conoscere quali sono i criteri che uso quando compongo un portafoglio e se vuoi approfondire un concetto fondamentale come quello del “fossato economico”, allora ti consiglio di leggere il mio libro “Battere il Benchmark”.

 

Li troverai tutta la mia storia e le basi del metodo che uso tutti i giorni per decidere quando è il momento di comprare o di vendere un azione.

 

Questo libro,lasciamelo dire, è stato un successo che è andato oltre ogni mia rosea previsione, perciò se ancora non l’hai letto lo puoi fare cliccando qui.

Al tuo successo.

Giuseppe Pascarella

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Il Fondo Monetario Internazionale la vede nera, e tu?

Sull’Economist è uscito un interessante articolo dal titolo: “The IMF downgrades its global growth forecasts. High debts and high asset prices worry Washington wonks

 

In sostanza il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha diminuito le previsioni di crescita a livello globale, preoccupato dall’alto debito e dall’eccessivo prezzo degli asset.

 

Infatti, come recita l’articolo, il 24 giugno il FMI ha dichiarato che il crollo delle economie causato dagli effetti del Covid-19 sarà peggiore di quello previsto in aprile 2020 e questo costringerà gli stati ad indebitarsi maggiormente, raggiungendo livelli preoccupanti.

 

Il FMI ritiene che nel 2021 il Prodotto Interno Lordo (PIL) aggregato delle economie avanzate rimarrà inferiore a quello registrato nel primo trimestre 2019.

 

A quanto sembra la ripresa è ancora lontana.

Nelle sue note il Fondo Monetario Internazionale ha anche messo in evidenza la sorprendente disconnessione tra il prezzo degli asset e le prospettive dell’economia.

 

Insomma, non si può certo dire che sia un quadro rassicurante.

 

Ma dobbiamo preoccuparci?

 

Domanda non facile.

 

Innanzitutto dobbiamo fare una distinzione: se ci riferiamo all’economia reale, quindi al fatto che molte più persone potrebbero avere difficoltà economiche la risposta è: sì, dobbiamo preoccuparci…

 

…se invece parliamo dei nostri investimenti la risposta è no perché preoccuparsi non ha molto senso.

 

Non fraintendermi, non ti sto dicendo che il mercato non avrà nessuna ripercussione e continuerà a salire, come sta facendo ora, incurante di ciò che succede al di fuori del palazzo di Wall Street.

 

No, non è per questo che non dobbiamo preoccuparci.

 

Il motivo vero è che, mentre il nostro posto di lavoro o le nostre entrate economiche possono essere legate a fattori che non sono strettamente sotto il nostro controllo…

 

…per gli investimenti questo non succede. E’ tutto nelle mie mani, sono io che decido cosa fare e quando farlo.

 

Gli agenti esterni possono condizionare i risultati nel breve periodo, ma il risultato che avrò nel lungo periodo dipenderà solo da me e dai miei comportamenti.

 

E questo naturalmente vale anche per te.

 

Quindi è inutile preoccuparsi, l’unica cosa da fare è studiare la situazione attuale e muoversi di conseguenza, senza cercare di avere la sfera di cristallo per prevedere un futuro che, per sua natura, è imprevedibile.

 

Ciò che farà la differenza per i tuoi investimenti non sarà se il PIL del 2021 sarà inferiore o superiore a quello del primo trimestre del 2019, ecco perché la previsione dell’ FMI ci tocca relativamente.

 

Invece, quello che sarà decisivo per i tuoi rendimenti sarà piuttosto come hai deciso di impostare il tuo portafoglio.

 

Se ti sei coperto o meno con strumenti difensivi come Oro o Treasury a 10 anni e soprattutto su quali azioni hai deciso di puntare.

 

Nel mio libro Battere il Benchmark, la prima bibbia sugli investimenti nel mercato americano, ti spiego molto bene che investire nel mercato americano è molto più redditizio che farlo nel mercato italiano e, cosa molto importante, ti svelo quali sono i settori che performano meglio nei momenti in cui l’economia va bene e quali performano meglio quando l’economia è in difficoltà.

 

E’ conoscere queste cose che farà la differenza.

 

Se non hai ancora letto il mio libro puoi usufruire di un’offerta speciale cliccando qui.

 

Quello è senza dubbio un ottimo modo per capire come gira il mercato e come si può battere il Benchmark.

 

Considera che negli ultimi 10 anni il mercato americano è salito con una media annua del 10,52% mentre il mio portafoglio di punta ha fatto il 22,78%.

 

Ho fatto più del doppio di quello che ha fatto l’S&P 500, ovvero l’indice più rappresentativo di Wall Street.

 

Che sia chiaro, questo non vuol dire che io sia un fenomeno, ci mancherebbe…

 

Ma vuol solo dire che ciò di cui parlo nel libro l’ho provato sulla mia pelle e anche con risultati interessanti.

 

Se vuoi sapere in modo approfondito i contenuti del libro trovi tutto su questo link https://bit.ly/2YAvx1d

 

Per oggi è tutto…

Al tuo successo.

Giuseppe Pascarella

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È solo quando la marea si ritira che si scopre chi sta nuotando nudo

È solo quando la marea si ritira che si scopre chi sta nuotando nudo.

 

Anche se ora sono al mare ci tengo a dirti che questa frase non l’ho detta io ma il grande Warren Buffett e…

…se vuoi sapere perchè ho deciso di iniziare il PascaDaily di oggi con questa citazione la risposta è presto detta.

Questa frase riassume in modo perfetto un’intervista molto interessante rilasciata da Burton Malkiel, talmente interessante che ho deciso di renderla protagonista di questo articolo.

Immagino che tu non abbia mai sentito nominare Malkiel prima d’ora, ma ti basti sapere che è il responsabile investimenti di Wealthfront, una società che gestisce un patrimonio di circa 20 miliardi di dollari.

Quindi diciamo che il buon Burton non è proprio l’ultimo arrivato.

Secondo Malkiel: “Legioni di nuovi speculatori hanno messo nuovi soldi in azioni senza preoccuparsi dei rischi, chiaramente ignari della massima di Buffett che È solo quando la marea si ritira che si scopre chi sta nuotando nudo.”

La pura speculazione sta producendo sul mercato evidenti distorsioni e Malkiel a suffragio della sua tesi porta due esempi molto significativi:

  • L’aumento del 2000% del prezzo di FANGDD, un gruppo immobiliare cinese (cresciuto secondo lui solo perchè il nome è simile a FAANG ovvero l’acronimo che unisce Facebook, Amazon, Apple, Netflix, e Google)

  • La improvvisa risalita del prezzi di una azienda fallita come Hertz

Insomma a suo avviso bisogna essere molto cauti ed affrontare il mercato con grande attenzione, visto che i movimenti molto veloci di prezzo a cui stiamo assistendo possono fare molto male.

Ma ciò che più mi ha colpito della sua intervista è stata questa frase:

Non confondete i day-trader con gli investitori seri. Non lasciatevi ingannare da false dichiarazioni di facili guadagni derivanti dal day trading.”

Se mi segui da un po’ sai che è da tanto che io batto su questo tasto e mi ha fatto molto piacere che anche chi conosce molto bene i mercati come Burton Malkiel ci abbia tenuto a ribadirlo.

Intendiamoci, io non ho nulla contro il trading e non nego che ci siano persone in grado di generare profitti con questa attività, ma è una cosa estremamente difficile e solo in pochissimi sono in grado di farlo.

Il grande problema, ed è la cosa contro cui mi batto, è che si vuol far credere che guadagnare con operazioni che durano pochissimo tempo, a volte anche solo poche ore, sia uno “sport” alla portata di tutti.

Non è affatto così, fare trading speculativo è una cosa estremamente pericolosa ed il rischio di farsi del male è altissimo.

Sarebbe come se una persona che va in bicicletta una decina di volte all’anno si convincesse di potersi lanciare con la bici giù per una montagna ripidissima solo perchè l’ha visto fare in un video su Youtube.

Le probabilità di farsi male sarebbero molto vicine al 100%.

Ripeto, qualche trader che guadagna esiste, il problema è che non basta guadagnare un mese e nemmeno un anno. Bisogna aver le capacità di guadagnare nel lungo periodo, anno dopo anno.

E, credimi, di trader di breve termine che resistono allo prova del tempo ce ne sono veramente pochissimi.

Lo so bene che è molto eccitante pensare di guadagnare il 10% in poche ore, ma non è sostenibile.

Oltre ad essere devastante a livello psicologico, per poter ottenere guadagni alti con il day trading devi usare la leva.

Ovvero un meccanismo diabolico che, se da una parte moltiplica i tuoi guadagni, dall’altra è anche in grado di moltiplicare le perdite e quindi bastano due operazioni sbagliate consecutive per mandare in fumo i risparmi di una vita.

Se ti parlo con così tanto trasporto di questo problema è perchè anche io in passato sono rimasto vittima di queste false speranze.

Ma l’aver creduto alle Sirene dei facili guadagni della speculazione mi è costato tantissimo, tanto che mi sono bruciato la metà di tutti i miei risparmi. 

Nel mio libro Battere il Benchmark trovi tutta la storia di come è andata.

Per fortuna ho avuto la forza di staccarmi in tempo dal diabolico meccanismo della leva e di chiudere per sempre con il day trading, altrimenti non sarei certo qui a parlarti.

Vedi, quello che in pochi sanno è che per guadagnare veramente sul mercato bisogna annoiarsi.

Ti potrà sembrar strano ma è così.

Bisogna lasciare che il tempo faccia il suo corso, quindi si può rimanere su di una posizione per anni, il che è certamente noioso ma è anche maledettamente profittevole.

Ed io l’ho dimostrato con in fatti. Negli ultimi 10 anni il mio portafoglio di punta è in attivo del 678%, sfido qualsiasi day trader a mostrare un periodo così lungo di storico.

Ripeto, fare investimento non deve essere divertente ma profittevole.

Bisogna accettare il fatto che possono arrivare anni dove il risultato sarà in rosso, l’importante però è non farsi prendere dalla frenesia di recuperare tutto subito.

Bisogna lasciare tempo al tempo, sapendo che se il portafoglio è stato costruito bene nel lungo periodo si verrà premiati.

Se in 10 anni ho quasi moltiplicato per 7 il mio capitale credo di aver dimostrato che i portafogli li so costruire bene.

Ma attenzione, non ti dico questo per vantarmi, ne tanto meno per ingolosirti. Non voglio suscitare facili entusiasmi e deve essere sempre chiaro che i guadagni passati non sono garanzia di guadagni futuri.

Te lo dico solo per dimostrarti che le mie non sono chiacchiere o false promesse e che ho dimostrato con i fatti quello che vado dicendo.

Ovvero che il segreto non è cercare di leggere il futuro, ma studiare il presente per capire dove ci sono delle anomalie da poter sfruttare.

E’ così che si ottengono risultati.

Quindi se deciderai di seguire uno dei miei servizi non lo devi fare perchè pensi che io sia un mago che moltiplica i soldi prevedendo il futuro…

ma mi devi seguire perchè ti vuoi affidare ad una azienda di analisi seria, dove ci lavorano 5 professionisti di altissimo livello che ogni giorno analizzano il mercato al fine di trovare le soluzioni migliori possibili per il lungo periodo.

Se vuoi iniziare ad investire seriamente, senza rincorrere le Sirene di guadagni irrealizzabili, manda un Whatsapp al numero 3925186777 e verrai richiamato da uno dei miei analisti che, basandosi sulla tua situazione personale, ti indicherà la strada migliore per far finalmente fruttare i tuoi risparmi nel lungo periodo.

 

Al tuo successo.

Giuseppe Pascarella

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