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Editoriale Pascarella – Trump e Xi Jimping dovrebbero prendersi una pausa

Se avessi un desiderio, sarebbe che i leader e i negoziatori commerciali di Stati Uniti e Cina andassero insieme in un weekend insieme – suggerirei Singapore – magari con un mediatore – suggerirei il primo ministro di Singapore, Lee Hsien Loong – senza stampa o smartphone, per evitare cinguettii, e cercare di elaborare una intesa geopolitica per governare insieme in futuro.

Perché se il loro faccia a faccia mediatico continua a intensificarsi, faranno qualcosa di cui loro e il resto del mondo rimpiangeranno profondamente – fratturare i fondamenti della globalizzazione che hanno contribuito così tanto alla prosperità e alla relativa pace di cui il pianeta ha goduto da quando ha combattuto due guerre mondiali nel secolo scorso.

Gli Stati Uniti e la Cina sono i due paesi economicamente più potenti del mondo. Le loro economie sono totalmente intrecciate. Se cominceranno a tagliare i cavi delle telecomunicazioni, le catene dell’approvvigionamento manifatturiero, gli scambi educativi e gli investimenti finanziari, che hanno fatto l’uno con l’altro dagli anni 70, finiremo tutti per vivere in un mondo meno sicuro, meno prospero e meno stabile.

Se non ci credi, significa che gli ultimi 12 mesi li hai vissuti in una grotta.

Il presidente Trump ha ragione ad impegnarsi in qualche shock terapeutico commerciale con Pechino. La Cina non vuole più vendere i giocattoli e le scarpe da tennis degli Stati Uniti. Ora vuole vendere gli stessi prodotti high-tech, come le 5G, la robotica, le auto elettriche e i sistemi di intelligenza artificiale, di cui l’America è specializzata. Quindi la Cina doveva aspettarsi che prima o poi gli Stati Uniti avrebbero smesso di voltarsi dall’altra parte, smettendo di guardare le pratiche commerciali abusive e la guerra dei prezzi bassi.

L’America ha bisogno di parità di condizioni, ma non di un nuovo campo di battaglia.

Un azzeramento strategico nei confronti della Cina del 21° secolo, era necessario. Ma il pericolo è che siamo sonnambuli in un conflitto generazionale che non è né necessario né quello in cui gli occidentali sono preparati, almeno non più dei cinesi.

Tutto quello che i paesi stanno facendo, sembra portare inevitabilmente ad una nuova Guerra Fredda.

Il nuovo divario con la Cina può iniziare con la tecnologia e continuare con la finanza e la produzione, ma finisce, in definitiva, con le persone. Se la guerra delle tariffe attualmente in corso culmina con la rimozione dei cittadini cinesi dalle imprese occidentali, e i cittadini statunitensi dalle compagnie cinesi per timori di spionaggio o furto, costituiranno un passo irreversibile verso una ostilità generazionale.

Mentre sono d’accordo con l’istinto principale di Trump che la questione commerciale debba essere affrontata in modo strategico, non sono d’accordo con la sua totale dipendenza dalle tariffe per costringere la Cina a sedersi al tavolo. Questo approccio rende il conflitto America contro Cina, quando questo dovrebbe riguardare il mondo contro la Cina. Perché i paesi europei, asiatici e latino-americani hanno tutti gli stessi problemi commerciali con la Cina, ma hanno ancora le spalle girate.

Trump pensava che il suo approccio funzionasse – che le pressioni tariffarie e le trattative avrebbero portato la Cina ad attuare restrizioni sulla legge sul cybertift, della proprietà intellettuale, i trasferimenti forzati di tecnologia, la manipolazione valutaria e gli ostacoli alla finanza cines.

Per tutto il tempo, però, i cinesi si sono lamentati del fatto che la lingua ricercata dagli Stati Uniti fosse unilaterale e equivalente a una confessione di colpevolezza da parte della Cina che avrebbe fatto sembrare che il presidente Xi Jinping si stesse inchinando agli Stati Uniti.

Qualunque sia la ragione, nella prima settimana di maggio, a seguito di intensi colloqui commerciali a Pechino – che hanno lasciato gli americani vicini ad un accordo – i cinesi hanno rimandato le ultime modifiche al progetto di lavoro: Pagina dopo pagina, si capiva subito che non esisteva alcun accordo.

Trump, livido di rabbia, il 10 maggio ha aumentato le tariffe di altri $ 200 miliardi di esportazioni cinesi al 25% dal 10%. Pechino ha risposto con nuove tariffe su $ 60 miliardi di prodotti statunitensi.

Trump ha inserito il gigante cinese delle telecomunicazioni Huawei in un elenco di aziende che necessitano di permessi speciali per acquistare microchip, software e altri componenti di produzione statunitense. Huawei fu denunciata di furto di proprietà intellettuale e l’America avvertì gli alleati che se avessero acquistato il sistema di telecomunicazione 5G di Huawei, avrebbero aperto la porta ad un maggiore spionaggio cinese. La Cina si è vendicata con un editto per rispondere a qualsiasi compagnia straniera che boicotta Huawei.

Ed è così che una guerra commerciale degenera in una vera e propria guerra economica tra Stati Uniti e Cina. Può darsi che il governo cinese semplicemente non possa o non voglia cambiare il suo modello di crescita: duro lavoro, infrastrutture intelligenti e investimenti nell’educazione, un alto tasso di risparmio e molte pratiche commerciali sleali, perché significherebbe la fine del dominio del Partito Comunista.

Non so come finirà questa storia, non lo sa nessuno. Di certo però so che abbiamo urgentemente bisogno di riparare la situazione in cui ci troviamo. Le due parti devono riunirsi ai massimi livelli ed esplorare se esiste un approccio credibile e graduale al cambiamento delle pratiche commerciali cinesi con cui entrambi possano convivere.

L’obiettivo dovrebbe essere quello di spostare la Cina verso migliori e corrette pratiche economiche, non per isolarla e creare un’economia mondiale divisa, ma per dar vita ad binomio potente e crescita sostenuta nel tempo, non sfruttando, ma accogliendo.

Sarebbe d’aiuto se l’Europa entrasse in questo progetto, non “picchiando” con le tariffe. Sarebbe d’aiuto se Trump la smettesse di cinguettare ogni volta che qualcosa non gli piace, e cominciasse a preoccuparsi di risolvere problemi, invece che crearne. Sarebbe tutto di aiuto. Ma qui è dove siamo. E dove siamo è davvero una situazione pericolosa.

Giuseppe Pascarella

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Le obbligazioni cercano di dirci qualcosa

Il mercato obbligazionario, sembra di difficile comprensione, ma cosparso di importanti indizi per l’economia, quali le aspettative per l’inflazione, le previsioni di tassi, la curva invertita dei rendimenti.

Anche se solitamente si preferisce l’azionario alle obbligazioni, perche danno maggiore adrenalina, in questo momento tutto il movimento è sulle obbligazioni, e stanno inviando chiari segnali di qualche problema per l’economia Usa.

Questo significa che la recessioni è giunta alle porte? Sicuramente no.

Quello che rende inquietante il mercato obbligazionario, è la sua mancanza di specificità.

Quando gli investitori si innervosiscono, comprano titoli di Stato. Questo perché i governi solitamente pagano i loro debiti, per cui sono una scommessa sicura.

Questi acquisti fanno aumentare i prezzi e quando i prezzi delle obbligazioni salgono, i rendimenti crollano.

Cosi, il calo dei rendimenti rappresenta per l’economia, ciò che il barometro rappresenta per il tempo, quando diminuisce spesso è segno che un qualche tipo di tempesta è in arrivo.

Ultimamente sono diminuiti un pò ovunque, Gran Bretagna, Australia, Giappone, Germania e Stati Uniti e i rendimenti a lungo termine stanno raggiungendo i loro livelli più bassi degli ultimi anni, addirittura la curva dei rendimenti si è invertita.

Questa caduta dei rendimenti dei titoli a lungo termine è particolarmente snervante perché ha spinto i rendimenti, ad un livello inferiore rispetto a quelli a breve termine.

Normalmente, gli investitori chiedono tassi più alti per gli investimenti di lunga durata rispetto a quelli di breve, per mitigare il rischio.

Oggi, negli Stati Uniti, un titolo di Stato a tre mesi paga un tasso maggiore rispetto al decennale

Questi eventi rari, vengono chiamati inversioni, e catturano solitamente l’attenzione del mercato azionario, perche hanno preceduto sette delle ultime recessioni ma hanno anche inviato due falsi positivi alla fine del 1996 e una curva piatta nel 1998.

Nel 1998, il mercato obbligazionario ha visto un’inversione a causa della crisi del debito russo, che ha anche provocato il crollo del più grande hedge fund del mondo (LTCM, Long Term Capital Management).

Quella inversione, analizzata a posteriori, ha rappresentato una grande opportunità di acquisto.

Riteniamo che gli investitori stiano reagendo in modo eccessivo a questa inversione.

Nel 1998 è stato un enorme segnale di acquisto tattico, in quanto ha contrassegnato un ‘peak risk off’, un picco dell’avversione al rischio, prima che i mercati azionari iniziassero a toccare il fondo per poi rimbalzare in modo vigoroso.

Tra l’8 ottobre 1998 (qualche settimana dopo la configurazione della curva invertita dei tassi) e il 17 luglio 1999, l’indice S&P 500 di Wall Street si è impennato del 48%.

In attesa di sapere se la tesi prenderà corpo, gli investitori continuano ad acquistare a piene mani Treasury Usa sulla scia dei nuovi timori per la guerra dei dazi tra Washington e Pechino e, allo stesso tempo, liquidare posizioni nell’azionario, in effetti dal 3 al 30 maggio, l’S&P 500 ha lasciato sul terreno oltre sei punti e mezzo percentuali.

La cosa peggiore per che investe in obbligazioni è l’inflazione. L’aumento dei prezzi eroderebbe gradualmente il potere di acquisto di un investitore a tasso fisso.

Le aspettative degli investitori obbligazionari, per l’inflazione nei prossimi cinque anni, sono diminuite questo mese e questo dovrebbe preoccupare chiunque stia cercando di prevedere lo stato dell’economia globale.

Questo suggerisce che alcuni venti contrari, come la guerra commerciale, Brexit, rallentamenti economici in Europa e Cina, stanno avendo qualche effetto sulla crescita.

La lettura del mercato obbligazionario sull’inflazione avviene sui rendimenti dei titoli del Tesoro protetti dall’inflazione o TIPS.

I TIPS sono essenzialmente dei buoni del Tesoro che vengono periodicamente adeguati per tenere conto dell’inflazione.

La differenza tra questi rendimenti e quelli del Tesoro standard, viene spesso usata come stima per le aspettative dell’inflazione.

Ultimamente, la differenza tra questi due rendimenti è diminuita rapidamente, scendendo a circa 1,60 punti percentuali negli ultimi giorni, un chiaro segno che il mercato obbligazionario non vede un aumeto dell’inflazione.

I primi a preoccuparsi sia per l’economia che per l’inflazione è la FED. In queste ultime settimane alcuni funzionari hanno messo in evidenza la persistente debolezza dell’inflazione e la guerra commerciale come motivi di preoccupazione.

Da quando la Fed ha fermato l’aumento dei tassi, gli investitori stanno scommettendo su quando inizierà effettivamente a tagliarli.

Per il mercato obbligazionario, quei tagli sono cosa fatta ormai e lo potete notare dalla curva dei rendimenti.

Come detto, normalmente gli investitori chiedono tassi più alti per scadenze più lunghe, e fino ad un anno fa, sembrava cosi.

Da allora però le aspettative che la Fed tagliasse i tassi, sono aumentate, facendo abbassare la curva dei rendimenti.

La banca centrale non risponde ai mercati, ma li osserva, anche perché le turbolenze possono comportare condizioni finanziarie più strette, il rallentamento dei prestiti e, per estensione, dell’economia.

Una delle caratteristiche del mercato obbligazionario su cui si concentrerà la Fed sono gli spread del credito, che sono una misura di quanto le aziende devono pagare in più per prendere a prestito, oltre il rendimento sul debito pubblico.

Anche se rimangono piuttosto bassi, gli spread del credito sono aumentati a maggio, in quanto gli investitori sono preoccupati dell’impatto delle tensioni commerciali sui profitti delle imprese.

Al di fuori del mercato obbligazionario, la Fed guarderà anche alla fiducia dei consumatori e delle imprese mentre pensa se ridurre o meno i tassi.

Per il momento, la Fed ha poco da guadagnare suggerendo che un taglio dei tassi è imminente, ma una svolta peggiorativa potrebbe spingere i funzionari ad agire, anche se Powell a riferito che non prevede tagli per il 2019.

I tagli dei tassi possono essere manna dal cielo per il mercato azionario. Se il mercato obbligazionario è così sicuro che stanno per arrivare, il mercato azionario non dovrebbe impennarsi?

Beh, se la Fed dovesse tagliare i tassi di interesse, probabilmente lo farebbe per un buon motivo.

E quel motivo potrebbe essere solo che il rischio di recessione è reale.

Gli investitori in genere non si affrettano ad acquistare azioni rischiose se pensano che una recessione stia minacciando l’economia, anche se i tassi di interesse stanno calando.

Questa settimana, gli investitori azionari si sono concentrati su tale rischio, con il calo dei rendimenti obbligazionari che ha favorito il calo degli indici azionari.

Resistete. Certo, forse l’economia globale sta avendo qualche problema.

Ma gli Stati Uniti sembra che comunque vada bene.

Dopotutto, la crescita nel primo trimestre è stata del 3,1 percento annuo.

Con il 3,6%, la disoccupazione americana ha toccato il punto più basso dal 1969, i profitti aziendali sono elevati e i salari stanno aumentando.

Tutto vero. Ma in tutto il mondo, e negli Stati Uniti in particolare, gli investitori obbligazionari si stanno comportando come se qualcosa di strano fosse in corso di realizzazione.

Vista la loro track record ad indicare i punti di svolta nell’economia, non sarebbe saggio ignorarli.

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Editoriale Pascarella – La guerra dei dazi spaventa meno dell’Iran

I mercati riflettono la geopolitica, infatti se non fosse per la FED sarebbero rivolti verso il basso.

Da un lato, la disputa commerciale tra Cina e Stati Uniti sta solo peggiorando. Dall’altro, c’è stato un notevole aumento delle tensioni in Medio Oriente.

Infatti, questa settimana, i mercati azionari sembrano finire in modo brutale dopo un inizio sulla parità.

Cosa diavolo sta succedendo?

Non sono state buone settimane per la pace e l’amore globale.
Un paio di settimane fa, tutti pensavano che un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina fosse semplicemente una mera questione di firme a distanza. Oggi, non solo è saltato tutto, ma entra nel gioco perverso di Trump anche il Messico.

Poi c’è il fatto che – non voglio parlare troppo presto ma è doveroso almeno sottolinearlo – sembra preoccupante come alcuni membri del governo degli Stati Uniti si siano completamente dimenticati del caos iracheno e ora stanno ben pensando ad una nuova guerra, vittima l’Iran. Ma ogni presidente repubblicano che si rispetti, una guerra la deve “regalare” al popolo americano, perchè come disse il giornalista Michael Moore in The Columine, “L’America deve sempre avere un nemico, è nel suo DNA”.

Forse stiamo esagerando, ma se sul sito web della BBC esce la notizia in prima pagina: “Gli Stati Uniti stanno andando in guerra con l’Iran?” Non è rassicurante.

L’Italia sembra che stia di nuovo dando il benservito all’Unione Europea. Questo non sembra un grosso problema nel grande schema delle cose, ma in realtà è l’unico conflitto che rischia di portare ad una rottura dell’euro sul lungo termine, quindi suppongo che dovremmo prestare attenzione anche al governo italiano.

Quindi, tutto sommato, come detto, non è una grande settimana per la pace e l’armonia nel mondo.

Qual è la reazione del mercato?

Ovviamente non buona. Qualcuno dall’America, seduto su una poltrona di JP Morgan mi ha detto ieri, Giuseppe rilassati: “La Fed penserà a tutto”.
Comunque penso che il tutto si riduca a qualcosa che ho menzionato parecchie volte – viviamo in un ambiente di “due cattive notizie è una buona notizia” ogni giorno, quindi perdiamo sempre 2 a 1.

CNBC ha sottolineato che la crescita del PIL per il secondo trimestre dell’anno negli Stati Uniti è stato più debole del primo trimestre . Le vendite al dettaglio per aprile sono state deludenti, mentre la produzione industriale è stata anche più debole del previsto. Eppure 3.1%.

Di conseguenza, ora i mercati scommettono sulla Federal Reserve, la banca centrale americana, che intervenga per tagliare i tassi di interesse entro settembre di quest’anno. I mercati dei futures – che rivelano in che modo il mercato scommette sui tassi di interesse – puntano a una possibilità del 51% di taglio entro settembre e all’80% di possibilità entro gennaio del prossimo anno.

A me pare un voto di sfiducia più che di aiuto all’economia. 

Ora, per essere chiari, la Fed non ha ancora dimostrato di aver pianificato di tagliare i tassi. Voglio dire, ricorda che sono passati solo pochi mesi da quando la Fed stava insistentemente spingendo i tassi verso l’alto. Ma se i mercati sono già convinti che Jerome Powell e i suoi adepti taglieranno, allora i dati peggioreranno, ma i tagli dei tassi arriveranno. Dopodiché , i mercati anticiperanno le gioie del facile denaro e agiranno di conseguenza.

Questa fiducia nelle banche centrali è straordinariamente forte, ma visti gli ultimi dieci anni, non c’è da essere sorpresi. Ogni problema economico lungo la strada nell’ultimo decennio è stato affrontato con la stampa di denaro, e finora ha funzionato. Questo è il problema con i mercati. Crescono anche loro abituati alle cose. Supponiamo che domani sarà lo stesso di oggi, perché ieri era lo stesso del giorno prima.

Questa fiducia accresce ogni giorno l’idea che il mercato si comporti come ci aspettiamo. “Buy the dip” continua a funzionare, quindi continuiamo a farlo.

Nel frattempo, lo scenario può deteriorarsi costantemente, anche se la fiducia nel mercato continua a crescere. C’è ancora il presupposto che tutto questo possa esplodere. Che non stiamo assistendo a un cambiamento significativo nel contesto economico e politico globale. Che le cose andranno bene.

Forse è così. E per essere chiari, i mercati hanno superato tempeste di cambiamento molto più grandi. Abbiamo una terribile tendenza a presumere che la nostra situazione attuale sia un’epoca di incertezza unica, quando in realtà gli esseri umani si occupano sempre di incertezza: questa è la nostra impostazione predefinita.

Il vero problema, per quanto posso notare, è che il mercato sta già accettando il “tutto va bene”. Quando questo eccesso di ottimismo alla fine si scontrerà con la realtà – sotto forma di un problema come l’inflazione o le restrizioni sui flussi di capitale, che una banca centrale non potrà semplicemente risolvere con un’ondata di denaro – allora potrebbe diventare molto caotico.

Ma non è questo il momento, resta diversificato, segui i miei alert.

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Come sta l’economia? Chiediamolo al settore immobiliare

Il ciclo economico è la naturale fluttuazione dell’economia tra periodi di espansione e contrazione. Fattori come il PIL, i tassi di interesse, i livelli di occupazione e la spesa dei consumatori possono aiutare a determinare l’attuale fase del ciclo economico.

Quando l’economia è vivace come questa, le persone tendono a sentirsi più sicure e spendono più denaro. Mangiano più spesso, comprano auto nuove, viaggiano e acquistano immobili.

I cicli economici influenzano i prezzi degli immobili e avranno un impatto sul venditore, in base alle sue intenzioni di vendere. E’ tutta una questione di domanda/offerta, se il mercato è positivo, ti sarà più facile vendere il tuo immobile al prezzo stabilito, viceversa sarà estremamente difficile e sarai costretto a svendere, se ha necessità di liquidi, questo ti porterà ad avere meno denaro in tasca e quindi ad spendere meno, di qui l’inizio della discesa economica.

Le condizioni di domanda e offerta del mercato immobiliare locale, sono l’effetto più importante che i cicli economici hanno sulla transazione immobiliare. Durante un’espansione economica, c’è un aumento delle nuove costruzioni e dei prezzi delle case. Per aumentare la fiducia dei consumatori, in questo periodo ci sono più acquirenti di case che venditori (aumento della domanda e meno offerta).

Durante una recessione economica, i tassi di nuove costruzioni sono ridotti e i prezzi iniziano a scendere. Una recessione economica spesso cambia le condizioni locali del mercato immobiliare. A causa della mancanza di fiducia dei consumatori e dell’incremento dell’incertezza durante una recessione, c’è una diminuzione della domanda nel mercato immobiliare. Durante questo periodo, di solito ci sono più venditori che compratori sul mercato (maggiore offerta e meno domanda).

A causa di questo aumento dell’offerta, una recessione economica produce condizioni favorevoli per i potenziali acquirenti di case a un prezzo inferiore rispetto al periodo di espansione economica. Quando l’offerta è alta, gli acquirenti hanno più leva e il mercato diventa il “mercato del compratore”. Tuttavia, è importante capire che questo concetto varia a seconda della località, in centro a New York, per esempio, queste leggi non scritte, non valgono.

Come sta il mercato immobiliare americano
Prezzi delle case e redditi delle famiglie
Negli ultimi cinque anni, i prezzi medi delle abitazioni sono aumentati più rapidamente dei redditi medi. Mentre questo è generalmente una buona notizia per i proprietari di case, mette ulteriore pressione sugli affittuari. Poiché gli affittuari in genere guadagnano redditi più bassi dei proprietari di case, l’aumento dei costi abitativi ha implicazioni sulla ricchezza.

Per cominciare, il Case-Shiller Index copre le 20 più grandi aree metropolitane degli Stati Uniti, che è una fetta considerevole di popolazione, ma non di gran lunga l’intero paese. E gli affitti stanno aumentando in tutti gli stati.

Secondo punto, l’inflazione nominale dei prezzi delle case rispetto alle cifre di crescita del reddito reali (inflazionate). Se il reddito reale superasse l’inflazione dei prezzi delle abitazioni, significherebbe un aumento del potere d’acquisto per le famiglie americane che acquistano case. Tuttavia, questo non è quello che i mercati immobiliari fanno storicamente a lungo termine.

In conclusione, il mercato immobiliare è sano e in crescita, sta avendo qualche momento di lateralità, ma è normale, si sta adeguando ai tassi di interesse fermi, che se continueranno su questi livelli anche nel 2019, almeno fino al 2021 il mercato immobiliare sarà molto interessante. Per sfruttare tale mercato ci sono società denominate REIT (Real Estate Investment Trust), per legge pagano dividendi molto alti e nelle fasi di espansione del settore immobiliare performano molto bene.

Quali sono le note società di REIT quotate in America

I REIT sono aumentati di oltre il 18% fino al 20 maggio e la posizione operativa fondamentale per la maggior parte di REIT azionari statunitensi rimane forte, suggerendo che si trovano su una base solida per la continua a crescere.

Mentre scansioniamo il “mercato REIT”, scopriamo alcune note società con bilanci davvero interessanti, rimaniamo consapevoli del fatto che la valutazione gioca un ruolo fondamentale nel processo di investimento. Pertanto, il nostro screening è solo parziale, sono società che meritano eventuali verifiche.

Physicians realty trust (DOC)

Il Trust e il suo partenariato operativo sono impegnati nell’acquisizione, nello sviluppo e nella gestione di proprietà sanitarie che sono affittate a medici, ospedali e sistemi sanitari. Al 31 dicembre 2018, il portafoglio della società consisteva in 291 proprietà situate in 29 stati con circa 10.883.601 metri quadrati netti affittabili. Investe in immobili che sono parte integrante della fornitura di servizi sanitari. DOC concentra la sua attività di investimento su vari tipi di proprietà sanitarie, come edifici per uffici medici; trattamento ambulatoriale e strutture diagnostiche; cliniche per gruppi di medici; centri di chirurgia ambulatoriali, ospedali specializzati e centri di cura.

DOC ha dimostrato di poter scalare il proprio modello di business e il suo portafoglio è oggi molto più difensivo rispetto a tre anni fa (allora il 26% degli inquilini era classificato come investment grade, rispetto al 53% di oggi). Inoltre, ha appena il 3,5% dei suoi contratti di leasing che scadrà nel 2022, rendendo i leasing di durata più lunga e prevedibili.

Ladder Capital Corp. (LADR)
Ladder Capital è una società finanziaria commerciale. I segmenti della società comprendono prestiti, titoli, proprietà immobiliari e societarie. Il settore prestiti comprende crediti ipotecari detenuti a scopo di investimento (crediti di bilancio) e crediti ipotecari in via di dismissione (finanziamenti di conduit). Il segmento titoli comprende tutte le attività relative a titoli immobiliari commerciali, che comprendono investimenti in titoli garantiti da ipoteca commerciale (CMBS) e titoli di agenzia statunitensi. Il settore immobiliare comprende immobili in affitto, edifici per uffici, un magazzino e unità condominiali. Il segmento corporate include gli investimenti in joint venture, altre attività di asset management e spese operative.

Nel primo trimestre Ladder ha generato $ 46,9 milioni di guadagni ($ 0,40 per azione) che hanno portato a un rendimento al netto delle imposte del capitale medio del +11,6%. La società ha pagato un dividendo di $ 0,34 per azione (+8.5%), riflettendo un rapporto di distribuzione dei dividendi in contanti dell’85%. La società ha dichiarato che “su base rolling di 4 trimestri, il payout ratio è stato del 70,4%”.

Iron Mountain (IRM)
Iron Mountain Incorporated è una holding. La società è una store records, in primo luogo physical records e supporti di backup dei dati. Fornisce servizi di gestione delle informazioni in varie località in Nord America, Europa, America Latina, Asia Pacifico e Africa. Opera attraverso cinque segmenti: North American Records e Information Management Business, North American Data Management Business, Western European Business, Other International Business e Corporate e Other Business.

Fornisce servizi di gestione delle informazioni e di archiviazione a servizi legali, finanziari, sanitari, assicurativi, laboratori scientifici, energetici, servizi alle imprese, intrattenimento e organizzazioni governative. Gli altri servizi sono di distruzione delle informazioni, governance e soluzioni digitali, gestione documentale e servizi di consulenza.

La mia attenzione per Iron Mountain è che l’azienda può espandere i propri clienti di storage e data center in tantissimi ambiti. La chiave dell’integrazione di successo è che Iron Mountain mantiene circa il 98% di ritenzione e ciò rende più facile per l’azienda mantenere e accrescere la propria base di clienti.

Come visto sotto, Iron Mountain ha sottoperformato da inizio anno (-60%) e questo significa che le azioni sono più economiche del solito. Pertanto, anche con un rendimento da dividendi appetibile, +7,8%, la società può aspettarsi una crescita dei dividendi a lungo termine compresa tra il 3% e il 5% annuo.

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I mercati sono stanchi, nei prossimi mesi ci saranno prese di profitto.

Tutti sono preoccupati del “Sell in May and go away”. Di cosa sto parlando? statisticamente chi investe tra il 1 Novembre e il 30 Aprile guadagna di più che tra il 1° Maggio e l’ultimo giorno di Ottobre. Quindi Maggio è definito il mese in cui disinvestire tutto sull’azionario e correre ai ripari. Sono stati fatti molti studi a riguardo, alla fine si è giunto alla conclusione che è solo un modo di dire, non ci sono certezze di tali movimenti a Maggio, ma, puntualmente, quando siamo a Maggio, tutti si spaventano.

Quest’anno sarà anche peggio, data la crescita poderosa dei mercati da inizio anno, +15%, Maggio è visto come un mese di “reset” dei propri investimenti, le classiche prese di profitto nel breve periodo, i dazi sono un’ottima scusa, accantonata la Brexit fino a fine anno e emarginato il problema Venezuela, i dazi sono una scusa decisamente valida per spingere i mercati al ribasso, almeno di un 5%.

Un tema comune quindi è il “Profit Taking”. Nelle ultime due settimane, gli analisti hanno continuato a discutere di prendere profitti e riequilibrare i rischi. I mercati sono in bilico, vicino ai massimi storici, e tutto sembra certamente indicare in una prossima decrescita. Tuttavia, è molto improbabile che ci sia una correzione in vista. Questa è la natura dei mercati.


Detto questo, mantengo una posizione sull’azionario, ma non più al 100%, preferisco tenermi della liquidità e una parte investirla in asset di copertura.  Ciò non significa che penso ai mercato come a ridosso di una correzione. vedo un ribasso degli indici principali causati da fattori esogeni, come i dazi doganali, o dalle prese di profitto, quindi tutto sul breve periodo.

I mercati trainati dal “momentum” sono “animali volubili” e si accenderanno quando meno te lo aspetti.

La guerra dei dazi con la Cina

Direi che sia sotto gli occhi di tutti, tranne quelli di Trump, che la guerra dei dazi è a perdere. Il grande maestro della guerra, Sun Tzu, scrisse, “Nell’operazione militare vittoriosa prima ci si assicura la vittoria e poi si dà battaglia. Nell’operazione militare destinata alla sconfitta prima si dà battaglia e poi si cerca la vittoria.”

Trump sta dando battaglia senza aver capito che la guerra sarà persa. La Cina sta pensando ai prossimi 50 anni di crescita, non le interessa minimamente di cosa pensa il presidente americano che sarà in carico “forse” per i prossimi 5 anni. La “Trade War” non è una buona cosa per i mercati o l’economia come recentemente ha suggerito Trump. David Rosenberg, economista ed autore di, Breakfast with Dave e CES di Gluskin Sheff + Associates Inc. ha avuto un punto interessante sull’argomento in questi giorni:

Tracciando l’impatto sul PIL da una guerra delle tariffe sulla crescita dell’EPS e dei multipli P/E dall’accresciuta incertezza, l’impatto negativo sull’indice S&P500 si attesterebbe al 10%. Mi vien da sorridere quando sento che gli economisti dicono che l’impatto è minimo, nel frattempo, i volumi del commercio globale sono diminuiti dell’1,1% su base annua a febbraio…dove sono esattamente le notizie rialziste?

 

Ricordate all’inizio del 2018, con la “flat tax” appena superata, e con la crescita degli utili, il mercato scese del 5%, in quanto fu introdotta una tariffa iniziale del 10%. Avanti veloce ad oggi, avete tariffe che vanno al 25%, senza legislazione di supporto in atto, crescita degli utili e indebolimento delle entrate insieme a una crescita economica più lenta. Nel frattempo, il mercato obbligazionario sta gridando “deflazione” e i rendimenti non hanno chiaramente acquistato l’espansione multipla a 3 punti dai minimi del 24 dicembre. Se sommiamo questi dati, direi che il calcolo è presto detto. Nei prossimi mesi una perdita almeno del 7/10%.

Diciamo che la tavola era apparecchiata per un calo simile, mancavano i commensali. Beh sono arrivati Trump e Xi Jinping.

Il marketing di Wall Street oggi è partito in quarta, ho ricevuto ben 6 messaggi di catastrofe economica imminente, quindi mi segnalano i loro migliori titoli. Mah????? Il modello del “megafono” che ha continuato a costruire, negli ultimi 18 mesi, l’ecatombe economica suggerisce una correzione più profonda probabilmente nei prossimi mesi.

Con il mercato che spinge gli estremi di ipercomprato, è molto probabile una correzione per risolvere questa condizione. L’unica domanda è la causa, la profondità e la durata di quel processo correttivo.

Non sto suggerendo di far qualcosa, solo considerare quando i media ti dicono di ignorare il passato e sottolineano che “questa volta potrebbe essere diverso”.

La convinzione generale è che la Cina “vuole ” un accordo con gli Stati Uniti e Trump ha il sopravvento in questa materia. Ma siamo proprio sicuri? Veramente Trump ha il coltello dalla parte del manico? La Cina detiene il 5% del debito pubblico americano, circa 1.1 trilioni di dollari.

Non aiuta di certo il fatto che i cinesi si siano ritirati dalle questioni importanti per gli Stati Uniti pochi giorni prima di incontrarsi per negoziare un accordo. Potrebbe essere semplicemente un modo in cui ciascuna parte si è fatta strada per ottenere un affare? Credo sia un errore pensarlo. Non è un affare per nessuno, almeno non lo è per Trump, e per noi.  Il problema è che la Cina sa che il tempo è breve per il presidente e successivamente non c’è alcuna fretta di concludere un accordo commerciale per diversi motivi:

La Cina ragiona molto sul lungo periodo. Il dolore economico a breve termine può essere raggiunto con livelli sempre crescenti di stimoli governativi. Gli Stati Uniti non hanno questo meccanismo al momento, ma spiega perché sia ​​Trump che il vicepresidente Pence hanno suggerito alla Fed di riavviare il QE e tagliare i tassi dell’1%.

La pressione è sull’amministrazione Trump per concludere un “accordo”, non sulla Cina. Trump ha bisogno di un accordo fatto prima del ciclo elettorale del 2020 E ha bisogno che i mercati e l’economia siano forti. Se i mercati e l’economia si indeboliscono a causa delle tariffe, che sono una tassa sui consumatori domestici e sui profitti delle imprese, come hanno fatto nel 2018, il rischio di perdite elettorali aumenta. La Cina lo sa ed è disposta a “aspettare” per ottenere un accordo migliore.

Come ho già detto, la Cina non metterà a repentaglio il suo piano di crescita economica da 50 a 100 anni su un attuale presidente che sarà fuori sede entro i prossimi 5 anni al massimo. È improbabile che il prossimo presidente adotterà la stessa linea dura sulla Cina, quindi è improbabile che accetti qualcosa che probabilmente non sarà supportato in futuro. È anche il motivo per cui molte parti dell’accordo commerciale già negoziate non entreranno in vigore fino a quando Trump non sarà fuori dalla Casa Bianca.

Il caso Google e Huawei sono così preoccupanti?

Certo che no. Il colosso Google ha deciso di bandire Huwaei non consentendo più l’utilizzo del suo sistema operativo Android sugli apparecchi commercializzati dal produttore cinese. Una decisione storica, quella di Mountain View, se si considera che l’azienda di Shenzhen ha venduto quasi 203 milioni di telefoni l’anno scorso, numero in crescita rispetto ai 150 milioni del 2017, e solo nel I trimestre 59 milioni.

L’annuncio, prima con un statement ufficiale e poi anche su Twitter, ha avuto ripercussioni sulle Borse di tutto il mondo. Il Segretario al Commercio, Wilbur Ross, ha spiegato che è stata concessa a Huawei una Licenza Temporanea Generale che «concede agli operatori il tempo di prendere altre misure». Sono autorizzate le attività necessarie per il funzionamento delle reti e per supportare i servizi mobili esistenti. La sospensione riguarda quindi solo le tecnologie già in commercio, vale sempre sui nuovi prodotti in fase di sviluppo.

La tregua riguarda però anche le altre aziende, come Qualcomm, Broadcom e Intel, che insieme a Google avevano annunciato l’interruzione della collaborazione con il colosso di Shenzhen che da queste aziende acquista semiconduttori. Per l’acquisizione di microprocessori serve un’autorizzazione del ministero statunitense.

Per ora quindi, nessun cambio. Il sistema operativo Android continua a funzionare sui modelli Huawei già usciti sia con Google Play sia con i servizi di sicurezza Google Play Protect. I dubbi sono per gli aggiornamenti e per i modelli non ancora usciti. Non è che Google vada in futuro a scomparire sui dispositivi di fabbricazione cinese, solo non ci sarà la versione concessa in licenza, ma quella open source che più lenta negli aggiornamenti e più debole in quanto a sicurezza.

E Huwaei che fa intanto? Nell’impossibilità di installare sui dispositivi una versione aggiornata o pienamente funzionante di Android, gli smartphone e i tablet del brand cinese potrebbero presto essere dotati di un altro sistema operativo. Una piattaforma alternativa, proprietaria, già pronta (o quasi) per il debutto. Al momento il tutto è da etichettare come voce di corridoio non confermata.

L’unica certezza è che Huawei si è portata avanti, lavorando sulla creazione di una piattaforma tutta sua. I primi rumor in merito sono circolati già a metà 2016 e si è tornati a parlarne più di recente, nei mesi scorsi, in concomitanza con il crescere delle tensioni tra l’azienda di Shenzhen e Washington per questioni legati a presunte attività di spionaggio, cybersecurity e fornitura delle infrastrutture destinate al 5G.

Cosa aspettarci dai mercati 2019/2020

Sarai di certo soddisfatto delle recenti prestazioni del mercato, ma è improbabile che gli utili societari spingano le borse nel 2019 a livello più alti. Più specificamente, mi aspetto commenti meno aggressivi da parte della Fed, calo dei timori inflazionistici e recessivi e il potenziale per una risoluzione delle questioni commerciali cinesi. Questi sono le principali forze che guidano la volatilità e gli spread verso il basso.

Io personalmente ho  abbassato le mie stime degli utili per il 2019 delle società americane, nonostante l’aumento delle prospettive sui prezzi delle azioni. Le mie stime sono ridotte a causa del calo dei prezzi del petrolio e all’aumento delle prospettive delle grandi aziende tecnologiche. Con la Fed in attesa e un accordo commerciale in vista, ciò dovrebbe essere sufficiente per sollevare il mercato nonostante le prospettive di utili più deboli, ma non di molto.

Inoltre penso che i bassi rendimenti obbligazionari implicano un multiplo di mercato “molto più alto”. Il rapporto prezzo/utili per lo S&P500 è attualmente a 16,4, mentre i tassi bassi indicano 20,4.

Torno quindi al discorso iniziale, rimango fiducioso, spingerò ancora sull’azionario ma non al 100%.

Stay tuned.

Leggi il mio libro “Battere il benchmark”.
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I titoli azionari migliori nel settore cloud

  • I giganti del settore Data center (Cloud)
  • Quali sono le migliori società su cui investire
  • La nostra scelta è Arista NetworkLe società che si occupano di cloud e data center hanno speso ben 22 miliardi in conto capitale (capex) negli ultimi tre mesi del 2017, portando il totale dello scorso anno a quasi 75 miliardi. Le principali sono Amazon.com, Microsoft Corp., Facebook Inc. e Alphabet Inc. Hanno rappresentato tre quarti dell’aumento del 29% della spesa in investimenti rispetto all’anno scorso, secondo un recente rapporto di Morgan Stanley.

    Mentre i nuovi tagli fiscali di Trump hanno liberato miliardi per alcune delle maggiori società americane, in particolare giganti tecnologici con cumuli di denaro pronti per il rimpatrio dall’estero, le aziende che ottengo il taglio fiscale potrebbero vedere un aumento maggiore nel trend rialzista. Abbiamo notato che le società con elevati costi in conto capitale rispetto alle loro stime tendono in realtà a sottoperformare il mercato. Gli investimenti sono in infrastrutture, che nel tempo, potranno ripagare con ricavi destinati a salire anche del 50% nel 2018.

    Ma quali sono le migliori tra queste società? Non basta buttare dei soldi in infrastrutture o in investimenti per vedere in automatico un ritorno. Questi soldi devono essere investiti bene, quali tra queste società sta facendo i migliori investimenti? Analizziamole in breve e cerchiamo di capire quale azienda ne uscirà vincitrice, non tra i giganti, ma tra le small o midcap con spazio di crescita molto più ampio.

    Arista Network (ANET)
    Valutazione
    Il nostro target su Arista è di 330$, il valore è sulla base di ipotesi di crescita dei ricavi a lungo termine. Consideriamo il flusso di entrate di Arista come molto concentrato sui provider di servizi cloud, la società ha ampliato la sua presenza in altri mercati verticali come le imprese e i fornitori di servizi di telecomunicazione, che dovrebbero rendere meno volatili le entrate future.

    Arista sta cercando di colpire i profitti di Cisco nelle reti dei campus, che soffrono a causa dalla miriade di piattaforme, sistemi operativi e strumenti di gestione della rete dei fornitori attuali. In combinazione con la crescita esplosiva degli endpoint e con l’esigenza di collegare ovunque utenti e dispositivi, i costi operativi di gestione di queste complessità diventano proibitivi. Dovesse riuscire nella sfida sarebbe un colpo durissimo per il competitor ed un introito spaziale per la società.

    Rischi
    Il flusso di entrate della società è abbastanza concentrato tra cloud provider, fornitori di servizi, imprese high-tech e istituzioni finanziarie, con Microsoft Azure che contribuisce per oltre il 10%. Temiamo che questo livello di concentrazione possa portare a un significativo potere dell’acquirente che potrebbe costringere Arista a offrire ai propri clienti forti sconti in futuro. Siamo inoltre preoccupati che i grandi fornitori di servizi cloud, i quali possano eventualmente sostituire i prodotti Arista con alternative sviluppate internamente.

    Cisco System (CSCO)
    Valutazione
    Il nostro target su Cisco è di 62$, principalmente per il miglioramento delle stime di crescita dei ricavi a lungo termine. Prevediamo che le entrate fiscali di Cisco nel 2018 saliranno del 2%, seguite da una crescita dei ricavi nell’intervallo compreso tra il 2% e il 3% in ciascuno dei successivi quattro anni fiscali.

    Prevediamo che il segmento delle applicazioni dell’infrastruttura aziendale, che include switch e router, diminuirà con un ritmo annuale medio dell’1% nei prossimi cinque anni, poiché sempre più clienti continuano a spostare i core business sul cloud. Tuttavia, nelle applicazioni in crescita più rapida e nei segmenti di business della sicurezza, prevediamo una crescita annuale media dell’8% in ciascuna categoria. Cisco continua ad espandere i propri ricavi in ??abbonamenti e servizi in quanto compensa il declino del business dell’hardware e vediamo questa tendenza continuare nei prossimi anni poiché la gestione pone maggiore enfasi sulle applicazioni e sulle offerte di abbonamento.

    Rischi
    Consideriamo il rischio più significativo per Cisco la transizione secolare al cloud computing e all’infrastruttura as-a-service, che potrebbe ridurre la domanda di attrezzature di rete aziendali Cisco, cavallo di battaglia negli anni. I fornitori di servizi cloud come Amazon e Google sono all’avanguardia nell’acquisto di switch white-box e nell’applicazione di reti.

    Stimiamo inoltre che la metà delle entrate dell’azienda è generata tramite vendite dirette ai fornitori di servizi o ai clienti. Ciò rappresenta un rischio a lungo termine per Cisco, in quanto l’azienda potrebbe trovarsi di fronte a una base sempre più concentrata di clienti di provider di servizi sofisticati e potenti che hanno l’esperienza per passare da diversi fornitori oltre a Cisco.

    Seagate Technology (STX)
    Valutazione
    Il nostro target su Seagate è di 85$. Prevediamo che Seagate affronterà considerevoli venti contrari legati al declino secolare delle vendite di PC e al passaggio in corso dagli HDD agli SSD desktop e portatili. Nei prossimi cinque anni, prevediamo cali a una cifra negli HDD aziendali, a fronte della crescente domanda da parte dei grandi data center aziendali e dei fornitori di servizi cloud.

    Complessivamente, prevediamo che le entrate di Seagate diminuiranno a un tasso medio annuo dell’1% all’anno fino all’anno fiscale 2022. Prevediamo che gli HDD aziendali rappresenteranno una quota sempre più significativa, contribuendo al margine lordo relativamente stabile di Seagate.

    Rischi
    Come sottoinsieme della più ampia industria dei semiconduttori, lo spazio di memoria è intrinsecamente ciclico ed è fortemente dipendente dalle dinamiche della domanda e dell’offerta nel mercato. Gli HDD sono in declino secolare e rappresentano la maggior parte delle vendite di Seagate.

    I PC stanno utilizzando più SSD al posto degli HDD e sono in declino. Qualora l’azienda non fosse in grado di orientarsi verso gli SSD o continuare a innovare la tecnologia HDD esistente, probabilmente non sarà in grado di generare una crescita redditizia. Nel frattempo, lo spazio SSD è altamente competitivo, il che potrebbe lasciare Seagate in una posizione precaria se non è in grado di adattarsi. Azienda ad alto rischio.

    Alibaba (BABA)
    Valutazione
    La nostra stima del prezzo è 285 dollari. Ipotizziamo un tasso di crescita del fatturato medio composto di poco più del 31% per l’anno fiscale 2018-22, compresa una crescita del 57% nell’anno fiscale 2018 (leggermente superiore all’obiettivo di crescita dei ricavi aggiornato del 2018 del 55%-56%, che incorpora il consolidamento di Cainiao nel terzo trimestre).

    I tassi di monetizzazione passeranno dal 3,0% nell’anno fiscale 2017 a quasi il 4,0% nei prossimi cinque anni (con l’aiuto di GMV dal mercato B2C (vendita al consumatore), un costante aumento dei tassi di monetizzazione mobile e nuovi servizi di integrazione e inventario di Cainiao e un maggiore contributo dal cloud computing (Crescita media annua del 55% dei ricavi nei prossimi cinque anni), media digitali e intrattenimento (30%).

    Rischi
    Riteniamo che il commercio digitale nel cloud costringerà Alibaba a continuare ad investire in infrastrutture tecnologiche, innovazioni logistiche, acquisizione degli utenti e personale. Di conseguenza, prevediamo una contrazione dei margini nel medio termine, con margini consolidati EBITDA rettificati che si arretrano intorno al 40% nei prossimi anni (rispetto al 47% nell’anno fiscale 2017), a causa di tecnologia, logistica, sviluppo prodotto, online e servizi locali, investimenti di marketing, nonché l’impatto delle imprese di recente acquisizione.

    Conclusioni

    Abbiamo preferito non analizzare i giganti come Google, Microsoft e Facebook, per il semplice motivo che coprono un mercato così ampio che sarebbe difficile trovare una società vincitrice nel settore cluod. Ci siamo invece concentrati sulle società minori o quelle che stanno entrando in questi anni nel settore, hanno aumentano gli investimenti e puntano ad accaparrarsi fette di mercato dai grandi.

    Riteniamo che la migliore delle analizzate sia Arista Network. Il suo puntare sui data center fin dall’inizio è fondamentale, i suoi tassi di crescita sono importanti e i contratti che sta chiudendo con le telecomunicazioni sono da sottolineare. Alibaba ha dalla sua parte la Cina, ma è ancora molto indietro sul Cloud, come Cisco. Seagate è completamente fuori dai giochi.

    Pasca Profit è un servizio di analisi indipendente, specializzato nel mercato azionario americano che da 10 anni batte il benchmark.

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America rialza la testa, 4 società dal grande valore strategico

Seguendo la nostra analisi sui fondamentali delle società americane, abbiamo scovato quattro grandi aziende con prospettive ottime in vista del taglio delle tasse proposto da Trump e il rialzo degli indici mondiali. Normalmente, avremmo analizzato società sottoquotate, ma abbiamo scoperto che solo una società soddisferebbe i nostri criteri di analisi per l’investitore difensivo.

Quindi abbiamo alzato l’asticella modificando leggermente i sentiment chiave includendo società che negoziano più vicino al loro valore intrinseco stimato. Dopo tutto, il mercato nel suo complesso può essere sopravvalutato, ma l’investitore intelligente deve ancora cercare opportunità che limitino il rischio di ribasso.

Gli investitori difensivi sono definiti come investitori che non sono in grado o disposti a condurre ricerche sostanziali sui singoli investimenti e, pertanto, devono selezionare solo le società che presentano il minor rischio possibile. Gli investitori intraprendenti, d’altra parte, sono in grado di fare ricerche sostanziali e possono selezionare aziende che presentano una moderata (sebbene ancora bassa) quantità di rischio. Ogni società adatta per l’investitore difensivo è adatta anche a investitori intraprendenti, tutto dipende dall’arco temporale.

Di seguito vi segnaliamo le società che secondo noi hanno un enorme valore strategico per il prossimo futuro in vista delle trimestrali, taglio delle tasse e crescita economica dei loro settori.

Nike Inc. (NKE)
Stiamo aumentando la nostra stima del valore equo a $ 75 da $ 66 dopo i risultati del terzo trimestre. La nostra valutazione al rialzo riflette principalmente una stima del tasso d’imposta effettiva più bassa (dopo la recente riforma fiscale degli Stati Uniti approvata) al 22% dal 24%. Nonostante le pressioni a breve termine, ci aspettiamo che il miglioramento della redditività derivante dagli sforzi della società per costruire la sua rete diretta al consumatore porterà i margini operativi al 18% entro il 2027 fiscale, rispetto a meno del 14% nell’anno fiscale 2017.

Rimaniamo ottimisti sulla capacità di Nike di ottenere una forte crescita dei ricavi nel periodo di previsione di 10 anni in quanto il capitale dell’azienda e la storia dell’innovazione dovrebbero continuare a guidare prodotti forti attraverso le aree geografiche – guidata dalla Cina che potrebbe triplicare entro il 2020.

Rischio
Il principale rischio associato a Nike, oltre alla macro (l’ambiente di spesa dei consumatori) e le fluttuazioni valutarie (metà delle sue vendite sono al di fuori degli Stati Uniti), è il passaggio verso lifestyle/athleisure in regioni con un calo di interesse per la merce performante che Nike vende prevalentemente (all’incirca 60% delle vendite). Inoltre, Under Armour e Adidas continuano a lottare per la quota di mercato e ad espandersi in segmenti come le calzature e settore donne, dove stanno attualmente generando guadagni straordinari.

Nike, analisi tecnica, migliori azioni 2018, azioni USA

Verizon Communications Inc. (VZ)
Abbiamo alzato il nostro target price di VZ a $ 62 per azione da $ 50. Abbiamo aumentato le nostre aspettative di crescita dei ricavi nel 2018 allo 0,9% da zero, ma abbiamo attenuato le nostre aspettative di crescita dei ricavi a più lungo termine. Abbiamo nuovamente aumentato le nostre ipotesi di margine EBITDA, in quanto la gestione continua dimostra un buon successo in termini di costi. Ora prevediamo che l’impresa genererà un margine EBITDA di circa il 37% nel 2022.

Con il 69% delle entrate totali, Verizon Wireless è il componente più importante dell’azienda. I ricavi del servizio wireless sono diminuiti nel 2017 a causa della pressione concorrenziale di T-Mobile e Sprint, della migrazione di clienti a prezzi di servizi più contenuti e dell’introduzione di nuove strutture di pricing. Il calo del 5,8% del ricavo medio postpagato per account, in pratica, racconta la storia della migrazione dei clienti, così come le tariffe più basse di overage da piani illimitati. Tuttavia, il ritorno della crescita del sottoscrittore postpagato da quando Verizon ha iniziato a offrire piani illimitati fa ben sperare per il futuro.

Rischio
L’acquisto da parte di Verizon della partecipazione in Verizon Wireless di Vodafone nel 2014 ha ridotto l’incertezza ma ha aumentato l’effetto leva. Da allora la leva finanziaria è rimasta elevata poiché quasi tutto il flusso di cassa libero è andato verso acquisizioni, acquisti e rendimenti verso gli azionisti. Verizon si è recentemente ritirata dall’impegno di ridurre la leva finanziaria ai livelli pre-Vodafone entro il 2018-19. Lo stesso cash/flow è sotto pressione per il calo del reddito netto combinato con un elevato fabbisogno di capitale in corso. Con il 5G all’orizzonte, Verizon dovrà investire in questa nuova tecnologia, oltre a continuare ad aggiungere capacità alla sua rete 4G esistente attraverso la densificazione o ulteriori acquisti.

Per stimolare la crescita e diversificare, Verizon investe in nuove imprese (ad esempio media, pubblicità digitale e Internet of Things). Le entrate e la redditività di questi nuovi sforzi potrebbero non dimostrarsi sufficienti a compensare le pressioni del suo core business.

Verizon, settore telecomunicazioni, investire 5G, azioni america, migliori azioni 2018

Northrop Grumman (NOC)
Il nostro target price su NOC è a $ 390 grazie alla maggiore crescita sia dei sistemi aerospaziali che dei sistemi di missione, guidata da un miglioramento delle spese per la difesa degli Stati Uniti nel breve e medio termine unito a margini operativi leggermente più elevati. Nelle nostre previsioni includiamo già l’affare Orbital ATK da 9,2 miliardi di dollari e supponiamo che Northrop chiuda l’accordo ATK Orbital nella prima metà del 2018.

Per un paio di anni ci aspettavamo che il settore della difesa degli Stati Uniti torni alla crescita e ora crediamo che le nostre proiezioni di spesa per la difesa si materializzeranno sotto l’amministrazione Trump. L’arretrato combinato di oltre 60 miliardi di dollari di Northrop and Orbital dovrebbe tradursi in una crescita superiore, in particolare nei sistemi aerospaziali e nei sistemi di missione di Northrop, grazie all’F-35 nel breve termine e al bombardiere B-21 nel medio-lungo termine.

Rischio
Quasi tutti gli appaltatori della difesa degli Stati Uniti utilizzano un certo tipo di contabilità contrattuale a lungo termine e Northrop non fa eccezione. Northrop utilizza il metodo della percentuale di completamento e in genere utilizza i costi sostenuti fino ad oggi (costo per costo) per calcolare l’importo delle entrate che riconosce. L’approccio della percentuale di completamento richiede giudizi significativi su entrate, costi, incentivi di premio previsti dal governo, potenziali sanzioni e una miriade di altri fattori. Ciò significa che i profitti e le perdite di Northrop potrebbero non rispecchiare accuratamente i futuri flussi di cassa attesi.

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JP Morgan Chase (JPM)
Abbiamo alzato il nostro target su JPM a 130 $, riflettendo la nostra convinzione che la società sarà in grado elevare le sue entrate in linea con gli obiettivi del management. Prevediamo rendimenti su azioni che raggiungono il 17,5% annuo entro la fine della nostra previsione quinquennale. Rappresenta anche 10 volte la nostra stima degli utili per azione entro il 2019. Nel nostro scenario di base, ci aspettiamo che il margine di interesse netto, aumenti dal 2,2% nel 2017 al 2,6% entro il 2022. Prevediamo inoltre che il reddito aumenterà da $ 49,6 miliardi nel 2017 a $ 60,2 miliardi entro il 2022, in quanto l’azienda beneficia di maggiori entrate aggiuntive dai clienti.

Sul fronte delle spese, vediamo un graduale miglioramento nel tempo in quanto i vantaggi dell’azienda aumentano a causa dell’aumento della tecnologia fissa e dei costi di regolamentazione in tutto il settore. Prevediamo che JPMorgan raggiungerà un tasso di efficienza del 52% entro la fine delle nostre previsioni quinquennali, in quanto l’azienda beneficia di ulteriori entrate in calo e dei costanti sforzi di gestione delle spese.

Rischio
Un investimento in JPMorgan comporta una grande quantità di rischi normativi e macroeconomici. Sul fronte della regolamentazione, i costi di conformità sono chiaramente in aumento, mentre diverse fonti di reddito – le negoziazioni proprietarie, le commissioni interbancarie e le commissioni allo scoperto, per citarne alcune – sono state ridotte da quando è iniziata la crisi finanziaria. La compagnia ora è chiaramente un obiettivo primario delle autorità di regolamentazione in cerca di multe e sedi civili in cerca di risarcimenti per presunti misfatti. La compensazione centralizzata potrebbe ridurre la redditività del business dei derivati ??over-the-counter della banca. È persino possibile, anche se improbabile, che alla fine possano essere scomposte importanti istituzioni di importanza sistemica.

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Settore tecnologico, ci sono azioni pronte per crescere oltre il limite

Molto spesso le azioni del settore tecnologico sono considerate per trader giovani che hanno tempo per resistere alle tempeste inevitabili che portano. Abbiamo eseguito un’analisi del settore in base anche alle trimestrali che stanno uscendo in questo periodo e Microsoft (MSFT) mi ha colpito particolarmente, ancora una volta fa un surprise e sembra non fermarsi più, segno di un management intelligente. Non tutti i titoli tech però sono pronti per la prossima evoluzione. A volte ci sono azioni tecnologie che rimangono stabili, affidabili e addirittura investimenti redditizi in un portafoglio diversificato.

Ci sarebbero decine di azione che potrebbero continuare a crescere nel prossimo futuro, passando attraverso storni o pesanti prese di posizioni, ma alla fine sul medio/lungo periodo pagano sempre l’azionista. Con dividendi o plusvalenze. L’unico neo in questa situazione è il cambio valuta, ma non escludo di scrivere nei prossimi giorni un articolo dedicato sempre al settore tecnologico in Europa. Per ora vi invito a leggere questa analisi su tre società molto interessanti nel panorama internazionale che anche se sono ai massimi, hanno spazio di crescita enorme.

Microsoft Corporation (MSFT)
Microsoft è impegnata nello sviluppo di un serie di prodotti software e di servizi. La società progetta e vende hardware e offre pubblicità online per i clienti. Opera in cinque segmenti: WWindows & Windows Live Division (Windows Division), Server and Tools, Online Services Division (OSD), Microsoft Business Division (MBD), and Entertainment and Devices Division (EDD).

I prodotti della società comprendono sistemi operativi per personal computer (PC), server, telefoni e altri dispositivi, applicazioni server per ambienti di elaborazione, applicazioni per la produttività, applicazioni e soluzioni di business, strumenti di gestione dei desktop e server, strumenti di sviluppo software, videogiochi, e pubblicità online. Inoltre progetta e vende hardware, tra cui la console di intrattenimento Xbox 360 e relativi accessori, ha acquisito Linkdedin qualche mese fa.

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Microsoft ha riportato i risultati del quarto trimestre con EPS ed entrate battute e una performance del cloud che giustifica una reale attenzione sul prodotto Azure. Il fatturato del Cloud è stato di 7,4 miliardi di dollari, in crescita dell’11%, con un aumento del 97% del fatturato, grazie ad Azure, aumentando del 15% i prodotti lato server e i servizi cloud.

Le entrate di Productivity and Business Processes sono aumentati del 21% su base annua di 8.4 miliardi con una crescita del 13% delle vendite di Office e dell’1.1 miliardi da parte di LinkedIn. Il fatturato dei Personal Computing è sceso del 2% a 8,8 miliardi di dollari a causa delle vendite di Windows Phone in calo e di un calo del 2% delle entrate di Surface con l’uscita dei nuovi prodotti.

Alphabet Inc (GOOGL)
Google Inc. è un’azienda tecnologica globale focalizzata sul miglioramento delle modalità con cui le persone ricercano le informazioni. L’azienda genera ricavi principalmente fornendo pubblicità online. Al 31 dicembre 2016, le attività della società erano concentrate su aree, come la ricerca, pubblicità, sistemi operativi e piattaforme per imprese, cloud e software per smartphone. Le aziende utilizzano il suo programma AdWords per promuovere i loro prodotti e servizi con pubblicità mirata. Inoltre, i privati utilizzano il programma AdSense per fornire annunci pertinenti che generano entrate.

La crescita dei ricavi della società hanno superato la media del settore del 21,1% rispetto lo stesso trimestre dell’anno scorso. I ricavi sono aumentati del 22,2%. La crescita del reddito della società sembra aver contribuito ad aumentare il fatturato e l’utile per azione. Anche se il rapporto debito/equity è di 0,03 (molto basso), è attualmente superiore a quello della media di settore, comunque non preoccupante. Insieme a questo, l’azienda mantiene un quick/ratio di 6,91, il che dimostra chiaramente la capacità di coprire esigenze di liquidità a breve termine.

Alimentato dalla sua forte crescita del fatturato del 28,40% e da altri importanti fattori di guida, questa azione è aumentata del 31,77% nell’ultimo anno, superando l’aumento dell’indice S&P500 nello stesso periodo. Per quanto riguarda il
futuro delle azioni, sebbene quasi tutti i titoli possano cadere in un declino, la società dovrebbe continuare a salire nonostante il fatto che abbia già goduto di un vantaggio molto buono nell’ultimo anno. Ha migliorato l’utile per azione del 28,4% nel trimestre più recente rispetto allo stesso di un anno fa. Ha dimostrato un modello di crescita positiva per azione negli ultimi due anni. Riteniamo che questa tendenza dovrebbe continuare.

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Micron Technology (MU)
Micron Technology è un’azienda elettronica statunitense con sede a Boise in Idaho specializzata nella produzione di vari tipi di semiconduttori come memorie RAM (DRAM, SDRAM, etc..) ed EEPROM (memorie flash), dischi a stato solido, chip con tecnologia CMOS. I suoi prodotti sono commercializzati con i marchi Crucial e Lexar. Al 2016, Micron Technology è tra i primi 10 venditori di semiconduttori al mondo. In Italia, Micron Technology possiede uno stabilimento ad Avezzano (provincia dell’Aquila) che impiega, al 2015, circa 1.800 addetti. Nel febbraio 2010 Micron ha acquistato Numonyx, azienda nata da spinoff di Intel ed STM.

Micron Technology ha riportato i risultati dell’ultimo trimestre il 29 Giugno 2017 con EPS e ricavi sopra la media. La crescita dei ricavi è dovuta principalmente all’aumento del 14% dei prezzi di vendita delle DRAM e al 17% degli aumenti dei volumi di vendita di NAND. Il margine lordo non GAAP è stato del 48% a causa dei minori costi di produzione di NAND e DRAM e dei prezzi di vendita più bassi. Il CapEx è stato di 1.27 miliardi e Micron ha chiuso il trimestre con 4.93 dollari in contanti e investimenti a breve termine. Il flusso di cassa da operazioni è più che raddoppiato su base annua a 4.9 miliardi.

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Disclosure
Due titoli dei tre analizzati sono stati segnalati ai nostri clienti.

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Investire nel settore ristorazione con i migliori titoli per il medio periodo

Nel settore ristorazione, tre nomi si distinguono per il loro potenziale di riuscire a premiare gli investitori. Investire nella ristorazione nel 2016 è stata dura, soprattutto se la scelta era negli hamburger. Secondo Euromonitor International, le vendite di hamburger sono aumentate del 14% negli Stati Uniti dal 2010 al 2015 raggiungendo i 103 $ miliardi nel 2015.

Il 2016, però, è stata una storia completamente diversa nel settore ristorazione, le vendite in declino è un risultato di tutto il settore fast food essendo sotto attacco da più fronti. In primo luogo, molti consumatori scelgono di mangiare a casa, al fine di risparmiare denaro. Il Bureau of Labor Statistics riporta che, nel corso dell’ultimo anno, la spesa complessiva di cibo da negozi di generi alimentari è diminuita del 2,2%.

Ecco perché alimentari come Kroger (KR) hanno dovuto lottare quest’anno. Nello stesso arco di tempo, la spesa per il cibo acquistato fuori casa è salita del 2,57%. In altre parole, è diventato molto più conveniente preparare semplicemente l’hamburger a casa piuttosto che mangiarlo fuori. All’inizio di quest’anno, Todd Penegor, CEO di Wendy (WEN) , ha detto in una conference call, che

la ragione più importante del rallentamento delle vendite, sembra essere il continuo divario tra il costo di mangiare a casa e quello di mangiare fuori, che ora è al suo punto più ampio dal 2008 recessione.

Questa tendenza è abbastanza grave, ma c’è anche un secondo fronte in questa lotta alimentare. Molti americani, quando sono fuori a cena, richiedono sempre di più pietanze preparate al momento, cibi più sani. Ciò ha portato ad una rapida crescita dei ristoranti “fast-casual”. Questo tipo di ristorante rappresenta ancora una piccola fetta del settore della ristorazione, che ha quasi un valore di 470 $ miliardi. Ma le loro vendite stanno crescendo molto più velocemente rispetto ai loro concorrenti.

Le vendite in questi ristoranti sono cresciute ad un tasso dell’11,6% annuo nel 2015, un leggero calo rispetto alla loro partenza nel 2014, che era stato del 13,5%, un ritmo, però, ben al di sopra del tasso di crescita del settore complessivo, che è stato solo del 1,5% nel 2015. Ci sono titoli specifici che si possono acquistare in entrambi i settori. Ecco tre titoli del settore della ristorazione.

McDonald (MCD)
La mia prima scelta nel settore ristorazione è quella che Wall Street in questo momento non ama, McDonald. E non a causa della prima colazione servita tutto il giorno o altre innovazioni di menu. È perché McDonald non è in realtà una catena di hamburger. Si tratta di una società immobiliare che vende hamburger e altri prodotti alimentari. Il suo primo CEO Harry Sonneborn una volta disse:

L’unica ragione per cui vendo gli hamburger a 15 centesimi, è perché sono il più grande fornitore di entrate con cui i nostri inquilini possono pagarci l’affitto.

Il fondatore Ray Kroc aveva un modello di business meraviglioso, il franchising di molti dei suoi ristoranti. Ma possiede la terra dove si trovano i franchisee. Agli affiliati non sono date possibilità di scelta, inoltre sono anche responsabili per le tasse e l’assicurazione sulle proprietà.

A volte, McDonald prende in affitto l’immobile da un altro proprietario, dando loro il 5% delle vendite di quel particolare ristorante. Ma carica agli affiliati del 10%. Il controllo degli affiliati ha permesso al fondatore Ray Kroc di costruire il suo impero. Questo è stato il menu che Kroc credeva sarebbe stato il più redditizio per la sua azienda nel lungo termine, ed aveva ragione.

Questo modello dovrebbe continuare a servire a McDonald e i suoi azionisti anche in futuro come ha fatto in passato. L’azienda è stata “un mostro” di crescita dei dividendi nel corso della sua lunga storia. Ma più di recente, nel corso degli ultimi 13 anni, ha aumentato il suo dividendo in media del 15,25% e attualmente ha uno yield del 3,32%.

ISRG, analisi tecnica, medie mobili, gann e analisi fondamentale

Domino’s Pizza (DPZ)
Domino’s Pizza è la seconda più grande catena di pizza del mondo e si trova a buon punto, il consumo della pizza è in crescita rispetto al suo livello più alto di quattro anni, nonostante le decrescite del settore alimentare in generale. Il vero elemento di differenziazione per l’azienda è la sua intelligenza tecnologica.

Per la prima volta nella sua storia, Domino’s sta ottenendo un aumento delle vendite tramite smartphone, smartwatches, assistenti virtuali e altri canali digitali rispetto ai tradizionali ordini telefonici o di persona nel settore ristorazione. Secondo Bank of America Merrill Lynch, il 55% delle vendite della società, nel suo ultimo trimestre, sono state digitali. Che si confronta con appena il 20% dell’industria nel suo complesso.

Questo senza dubbio ha avuto molto a che fare con il più recente rapporto stellare degli utili di Domino’s e l’aumento del 13% delle vendite nell’ultimo trimestre. L’aumento delle vendite è in netto contrasto con il settore della ristorazione nel suo complesso, che ha mostrato per cinque mesi consecutivi un calo delle vendite. Domino’s attualmente ha uno yield dello 0,92% ed ha aumentato il suo dividendo dell’89% da dicembre del 2013.

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Jack in the Box (JACK)
La scelta di questo titolo è dovuta ai suoi ristoranti fast-casual Qdoba Mexican Eats, che hanno notevolmente beneficiato dei problemi alimentari del rivale, Chipotle Mexican Grill (CMG).

Ma anche prima della crisi alimentare, Jack in the Box era una scommessa migliore di CMG nel settore ristorazione. Un anno fa, Qdoba stava crescendo più velocemente di Chipotle, il suo titolo era più ragionevolmente valutato e paga un dividendo, a differenza di Chipotle. Ora, grazie alla sua rapida crescita la società ha alzato il dividendo del 50% l’anno scorso, attualmente ha uno yield dell’1,28%. Inoltre, secondo un sondaggio condotto da Harris, nel mese di giugno Qdoba è oggi la seconda catena di ristoranti messicani più popolare a livello nazionale. Chipotle è arrivato quarto in quel sondaggio.

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Investire in 10 titoli con crescita migliore di Google (parte seconda)

Investire in 10 titoli con crescita migliore di Google (parte 1)

Google è un grande investimento, ma queste 10 aziende potrebbe essere ancora meglio. Da sempre è riconosciuta come l’azienda dominante nella ricerca su internet, ma nel corso degli ultimi cinque anni si è evoluta anche nella ricerca mobile, il sistema operativo mobile, applicazioni, mappe e persino colosso internet. Fatto sta che Alphabet ha le sue mani in quasi tutto, anche nelle auto senza pilota e l’assistenza sanitaria, e questa diversificazione ha aiutato il titolo GOOGL a salire del 200% negli ultimi cinque anni.

Oggi, GOOGL ha una capitalizzazione di mercato di circa $ 550.000.000.000, di poco inferiore a quella di Apple Inc. (AAPL). Con una crescita prevista del 18% quest’anno e del 15% l’anno prossimo, si potrebbe immaginare che questo titolo possa andare ancora più in alto.

Detto questo, GOOGL è chiaramente un titolo impressionante, ma che ci crediate o no, ci sono 10 società che stanno crescendo più velocemente e che potrebbe essere migliori opportunità di investimento. Ecco le ultime 5:

Netflix, Inc. (NFLX)
Netflix, Inc. è destinata a crescere del 29% quest’anno e del 23% l’anno prossimo. La cosa più importante di questi dati di crescita è che sono quasi interamente creati grazie alla crescita degli abbonati. Netflix aggiunge milioni di nuovi abbonati ogni trimestre, in gran parte dai mercati internazionali in questi giorni ed è senza dubbio il leader di mercato, ma è un grande mercato, e può probabilmente mantenere una crescita a due cifre per molti anni a venire con la crescita degli abbonati.

Tuttavia, vi è un altro catalizzatore della crescita in divenire, cioè la crescita dovuta agli aumenti dei prezzi. A $ 9,99 al mese nel suo più grande mercato, gli Stati Uniti, i prezzi di Netflix sono ancora lontani da quello via cavo e via satellite. Eppure, con i miliardi spesi per i contenuti e Walt Disney Co (DIS) salita a bordo, la sua libreria di contenuti sta migliorando continuamente. Netflix potrebbe facilmente aumentare i prezzi nel tempo a $ 14,99, anche $ 19,99 e sarebbe comunque un buon affare per i consumatori. In questo modo, le entrate potrebbe facilmente salire al 50% o anche il doppio. E anche se sicuramente perderà alcuni abbonati, non sarà sufficiente per impedire la crescita, dato che Netflix offre i maggiori successo, anche a prezzi più elevati.

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Facebook Inc (FB)
Facebook è destinato a crescere del 51% quest’anno e di un altro 35% nel 2017. Questo è incredibile dato che dovrebbe avere $ 27 miliardi di fatturato alla fine di quest’anno. La cosa ancora più notevole è che tali aspettative sono probabilmente conservatrici. Facebook ha schiacciato le aspettative per oltre un anno e le ha battute in modo sempre più netto. Chiaramente, Wall Street non ha la gestione della crescita di Facebook e con i nuovi progetti in corso, la sua crescita potrebbe accelerare ancora di più.

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Amazon.com, Inc. (AMZN)
Amazon potrebbe essere la crescita aziendale più impressionante di tutto il mondo, ancor più che Facebook. Perché? Non è facile crescere del 22% l’anno prossimo con $ 137 miliardi di fatturato. In particolare, dopo che amazon raggiungerà quella cifra grazie ad una crescita del 28% quest’anno. Amazon continua creare solo crescita a due cifre nella sua attività di e-commerce, mentre il suo segmento di cloud AWS è vicino ad avere un valore di $ 300.000.000.000, o forse più, grazie alla sua crescita. Semplicemente non c’è modo di immaginare che questa società rallenti.

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Alibaba Group Holding Ltd (BABA)
Le piattaforme di e-commerce di Alibaba generano volumi di merci al lordo superiori a qualsiasi altra azienda al mondo, anche più di Walmart. Questo a mio modo di vedere è impressionante. Baba concluderà l’anno con un fatturato di circa $ 23 miliardi e $ 29 miliardi l’anno prossimo. Il tasso di monetizzazione di BABA è in crescita, soprattutto nel mobile. Storicamente, BABA ha dato la priorità alla crescita del suo ecosistema e non a monetizzare la sua rete. Le tabelle stanno cambiando data la sua dimensione, come abbiamo visto durante l’ultimo trimestre in cui il suo tasso di vendite mobile è passato dal 1,87% dello scorso anno al 2,8%. Credo che per poter crescere, a BABA serva un tasso significativamente più alto, e questo significa una crescita accelerata per molti anni a venire.

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Apple Inc. (AAPL)
Apple sta crescendo più rapidamente rispetto a Google, anche se ha una previsione di calo delle entrate dell’8%. Non credo che Apple supererà Google per un lungo periodo. Tuttavia, Apple ha future composizioni molto interessanti per l’inizio del prossimo anno. Nel Q2, il fatturato è sceso del 13% e del 14,5% nel 3° trimestre. Il prossimo anno sarà diverso grazie al lancio del iPhone 7, il quale sarà probabilmente il suo dispositivo più venduto di tutti i tempi.

Il fatto è che c’è molta domanda repressa dopo il deludente anno degli “s”, iPhone 6s e 6S plus. Quella domanda repressa fa ben sperare Apple per la creazione di una rapida crescita, a due cifre che potrebbe addirittura superare il suo anno record nel 2015. Se è così, Apple crescerà più velocemente rispetto a Google. A 12x utili, il titolo AAPL avrà molto da guadagnare, se fosse così.

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