Editoriale Pascarella: Il mercato oggi non è il reale valore dell’economia

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Qualche giorno fa ho ricevuto la telefonata di una cliente che mi chiedeva:

“Giuseppe, ma perchè il mercato non scende? Vorrei comprare ma non sono sicura, non credi che ci sarà una nuova discesa?”

Mai come in questi mesi posso affermare che il mercato azionario sembra sempre più separato dalla realtà economica. L’America sta vivendo uno dei peggiori crolli economici della sua storia, mi aspetto che i profitti aziendali scendano nelle prossime trimestrali per almeno il 70% delle società quotate. Più di un milione di americani hanno contratto il coronavirus e centinaia muoiono ogni giorno, solo in questi giorni ci sono delle riaperture e sembra ci sia una inversione di tendenza dei contagi dopo un paio di mesi.

Anche se 20,5 milioni di persone hanno perso il lavoro in aprile, l’indice azionario S&P500 ha registrato il mese migliore degli ultimi 33 anni.

Come mostrato nel grafico 1, dopo alcune settimane di oscillazioni selvagge, quest’anno il mercato è sceso di solo il 9,3% e il 13,5% dal suo picco. Venerdì 8 maggio, dopo che il governo ha rilasciato le cifre sbalorditive sulla disoccupazione, l’indice più grande del mondo ha chiuso con un rialzo del +1.7%.

Grafico 1 – Andamento dello S&P500 negli ultimi 6 mesi

Dato che i mercati tendono ad essere lungimiranti, gli investitori hanno già tenuto conto di ciò che si prevede sarà un calo dell’attività del secondo trimestre e prevedono una ripresa economica relativamente rapida.

Non credo ci siano altre spiegazioni, le azioni della Federal Reserve hanno certamente rafforzato la fiducia degli investitori con gli aiuti e la potenza di fuoco messa in campo, qualche notizia su probabili vaccini in giro per il mondo e il marketing di Wall Street hanno fatto il resto.

Ieri ha parlato Powell al Peterson Institute for International Economics:

Sebbene la risposta economica sia stata tempestiva e opportunamente ampia, potremmo non essere al capitolo finale, dato che la strada da percorrere è altamente incerta e soggetta a significativi rischi al ribasso. La portata e la velocità di questa recessione sono senza precedenti, significativamente peggiori di qualsiasi recessione dalla Seconda Guerra Mondiale. Stiamo assistendo ad un grave declino dell’attività economica e dell’occupazione e i guadagni dell’ultimo decennio sono stati cancellati.

Fino a qui ci sarebbe da rabbrividire e infatti i futures davano una partenza in crescita per lo S&P500 dello 0.70% prima delle sue parole, poi l’inesorabile discesa fino al -0.30% e la chiusura a -2%.

Ma Powell lancia l’ennesima perla:

Un ulteriore supporto fiscale potrebbe essere costoso, ma ne vale la pena se aiuta ad evitare danni economici a lungo termine e ci lascerà con una ripresa più forte. La Fed sarà pronta con ogni mezzo necessario al raggiungimento di tale obiettivo.

Come dire, prima appicco il fuoco, poi vi regalo gli estintori.

Per decenni il mercato è stato sempre più distaccato dalla vita americana, Wall Street ha ben poco a che fare con Main Street (l’economia reale).

Tuttavia, Mr. Market mantiene la sua presa sull’immaginario collettivo. Da politici e dirigenti aziendali a investitori mamme e lustrascarpe, gli americani hanno a lungo fatto affidamento sul mercato azionario come stima dell’economia degli Stati Uniti – per ragioni che sono in parte storiche. I rialzi suggeriscono futuri luminosi, mentre le correzioni una visione oscura.

La forza dei giganti di Wall Street

Poiché la forza finanziaria delle grandi società le rende più propense a sopravvivere alla recessione, i loro movimenti azionari tendono a sottostimare l’impatto di un collasso economico diffuso. In effetti gli indici di mercato come l’S&P500 sono ponderati per riflettere le prestazioni delle aziende più grandi e redditizie.

Nelle ultime settimane i titoli di tali società non solo hanno virato nella direzione opposta alle prospettive dell’economia americana, ma dal resto del mercato azionario stesso. Le cinque maggiori società quotate in borsa – Microsoft, Apple, Amazon, Alphabet e Facebook – hanno continuato a salire quest’anno, poiché gli investitori scommettono che questi colossi emergeranno in una posizione ancora più dominante dopo la crisi.

Alla fine di aprile queste società sono aumentate del 10% circa nel 2020, mentre le altre 495 società dell’indice sono diminuite del 13%. Queste aziende di grande valore – Microsoft, Amazon e Apple valgono ognuna più di $ 1 trilione – rappresentano un quinto del valore di mercato dell’indice, il livello più alto degli ultimi 30 anni.

Quindi penso sia facile perdersi nel bel mezzo di questa stupenda crescita e pensare che tutto sia finito. Ma la cautela è d’obbligo. Il mercato ha una sua vita, nel mio video corso faccio un’ampia panoramica sull’impatto emotivo degli investitori alle notizie dei mass media, l’ho nominato “il marketing di Wall Street” (se ti interessa sapere quando uscirà il mio video corso puoi iscriverti gratuitamente alla newsletter Pasca Daily e sarai informato).

Ho letto svariati libri sul legame tra mercato ed economia reale e sono giunto alla conclusione che ci sono molte prove che la crescita del mercato anticipi di 4 o 5 mesi l’economia reale.

Posso affermare che questo non sia certo un segreto, milioni di investitori continuano a pensare che il mercato sia un barometro dell’economia e fanno bene.

Nell’immagine qui sotto ti mostro come nel 2008 il mercato ha anticipato la discesa e la ripresa.

Il grafico 2 ci mostra come il mercato abbia anticipato di 5 mesi la discesa nel 2008 e la ripresa con 7 mesi di anticipo. Perchè nel grafico ho messo dei punti interrogativi? Perchè è simile a ciò che sta accadendo oggi, con tempistiche più lunghe certo, ma simile nel movimento.

Ma allora la salita delle ultime sei settimane non sarà la fine di tutto? Io penso sia l’anticipazione di una forte ripresa di quando tutto sarà finito, ma andiamo con calma. Il mercato può scendere ancora, Mr. Market ha anticipato una ripresa rapida, ma non ha tenuto conto di un ipotetico colpo più duro all’economia reale.

Come nel 2008, la prima discesa ha anticipato una recessione, ma gli investitori non hanno capito che la situazione era recessiva fino a quando non hanno visto le trimestrali mesi dopo, ma il mercato nel frattempo (punto interrogativo sul grafico) aveva già anticipato una forte discesa.

Grafico 2 – Correlazione tra recessione economica in grigio e movimento dello S&P500 in blu

Quindi in soldoni cosa dobbiamo aspettarci dal mercato

Con numeri che abbiamo visto nel rapporto sull’occupazione di venerdì scorso, l’attuale recessione è senza dubbio una delle più ripide flessioni della storia degli Stati Uniti. Sia chiaro, ancora nessuno ha ufficialmente dichiarato questo periodo come recessivo, ma a differenza delle precedenti flessioni in cui gli investitori e gli economisti di solito non potevano nemmeno inizialmente concordare se l’economia fosse in recessione o meno, l’unica domanda questa volta è quanto sarà profonda.

Poiché l’abbandono dell’attività economica è stato così brusco e improvviso, per alcune misure potremmo aver già visto il massimo della contrazione. Personalmente sostengo che ciò che hanno subito i miei portafogli nelle ultime settimane non può rientrare nella categoria “recessione”, ma ciò non significa che nuovi minimi siano in arrivo.

L’attività economica ha raggiunto il picco massimo tra febbraio e l’inizio di marzo prima che iniziassero i blocchi, da lì l’economia si è fermata completamente. Con settori economici già in fase di apertura, il calo della contrazione si sarebbe verificato ad aprile pienamente e in parte a maggio.

Ma il punto non è calcolare i giorni e i mesi, il punto è la ripresa. Se la durata della contrazione economica alla fine soddisferà i criteri e verrà giudicata una recessione ufficialmente, a me interessa poco o niente.

Il fatto è che mai prima d’ora abbiamo visto un così grande numero di americani perdere il lavoro in così poco tempo e se le aziende non saranno in grado di tornare presto in servizio, le inefficienze che si creeranno impiegheranno anni per ripararsi.

Quindi, quanto dura in genere una recessione indotta dalla pandemia?

Grafico 3 – Recessioni dal 1900 ad oggi in America (pre e post seconda guerra mondiale) con i mesi serviti per il recupero

Sfortunatamente non ci sono molti esempi su questo fronte. Possiamo però analizzare i mesi che sono serviti per un totale recupero nelle recessioni precedenti, pre e post seconda guerra mondiale dal 1900 ad oggi come mostrato nel grafico 3. Direi che abbiamo un sacco di numeri a disposizione.

La recessione causata dall’influenza spagnola nel 1918 fu la seconda più breve degli ultimi 120 anni, sono serviti solo sette mesi per il recupero, non fu nemmeno così forte da far entrare il Dow Jones in un mercato orso, eppure fu devastante per l’umanità.

Il rimbalzo che stiamo vivendo nelle ultime sei settimane è folle, per carità, non si butta via un rialzo simile, ma sono sempre più convinto che non rispecchia la realtà economica. Al mercato interessa? Sembra proprio di no ma se è vero che Mr. Market anticipa tutto, allora direi che possiamo attenderci un ribasso che anticipi le prossime trimestrali ma credo anche che la ripresa alla fine sarà rapida.

Al tuo successo

Giuseppe Pascarella

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