Editoriale Pascarella: Le azioni sono sopravvalutate ma possono crescere ancora

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Le azioni large cap sono decisamente sopravvalutate. Ma quante volte ci siamo trovati di fronte ad una sopravvalutazione e abbiamo chiuso per poi vedere il titolo stesso crescere ancora e ancora? Troppe volte, ma allora dire che le azioni sono sopravvalutate, non è sopravvalutato?

I prezzi sono insolitamente alti, ma rispetto agli utili, ai fondamentali e al prodotto interno lordo, credo non siamo ancora sui massimi.Quindi io continuo ad acquistare. Molti pensano che vada in controtendenza, che tutti gli analisti del mondo sono contrari ad acquistare in questo  periodo, ormai siamo sulla soglia di una recessione, quindi è meglio stare fermi. Però le loro società di investimento, comprano.

I tassi di interesse negativi stanno diventando la norma, ormai non fanno più paura, questo perché l’esperimento finanziario più bizzarro del mondo, tassi di interesse negativi, continuerà e forse torneremo anche indietro, con un nuovo QE. La Banca centrale europea addebita attualmente alle banche il -0,4% sui loro depositi. La Banca nazionale svizzera anche peggio, -0,75%.

UBS sta introducendo un tasso negativo su grandi depositi e probabilmente i competitor faranno lo stesso. I rendimenti dei titoli di stato tedeschi sono negativi da anni. Il rendimento decennale nel Regno Unito è ora inferiore allo 0,5% per la prima volta in assoluto. I rendimenti decennali statunitensi non sono negativi, ma sono ai minimi storici.

La maggior parte degli analisti prevede un allentamento monetario negli Stati Uniti e in Europa a settembre, ma perché Io non mi lascio più distrarre dall’isteria politica che circonda il globo, i tweet di Trump, le uscite di Johnson, l’Italia che cambia maglia e Bolsonaro che inquina il pianeta. Sembra un dramma di Hollywood a cui non presto più attenzione, i mercati salgono, scendono, se ne stanno in laterale ma fanno sempre nuovi massimi e sono stanchi di questi siparietti. Quello che conta sono gli utili.

Dicono che siamo in rallentamento, verissimo, gli utili non mentono, il rallentamento globale esiste, ma è differente da una crisi, a quella dobbiamo ancora arrivare. Uno dei fattori scatenanti potrebbe essere la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina (ha quasi prendendo le sembianze di una guerra fredda). Una serie di “reshoring” – ritorno alla produzione negli Stati Uniti – e altre attività potrebbero essere potenzialmente buone a lungo termine per gli Stati Uniti. Il periodo di transizione però potrebbe non esserlo.

Ho sempre sostenuto che i dazi doganali fossero un danno per l’economia in generale, ma marginale come fattore scatenante di una recessione. Ora però sono cambiate le carte in tavola, la guerra si inasprisce e pare debba durare più a lungo di quando pensassi. Dico di fare attenzione.

Ma questi sono eventi politici, i tassi di interesse negativi sono un qualcosa di diverso.

La carta moneta esiste da circa 1.000 anni. Nessuno, per quanto ne so, ha mai offerto tassi di interesse negativi su di essa prima. In teoria, questo la rende la prima cosa a cui gli investitori dovrebbero pensare. In pratica, rende anche impossibile avere alcun senso di certezza sul da farsi. Paradossalmente guadagneremmo di più tenendo la liquidità sotto il materasso, perché significherebbe non perderli. Oppure potremmo acquistare azioni, ed è quello che stanno facendo i grandi investitori, comprano azioni sul lungo termine, non li mettono in cassaforte.

Le banche centrali potrebbero pensare, come suggerito questa settimana da Jay Powell della Federal Reserve, ad espandere il “kit di strumenti”. In un mondo sovraccarico di debito e invecchiamento della popolazione, ciò significa che i rendimenti continueranno a scendere e i prezzi delle obbligazioni aumenteranno, almeno fino a quando l’inflazione non sarà finalmente libera dalla pressione.

Quindi le azioni sono l’unica classe di attività che offre un reddito affidabile e spesso in aumento, forse rimangono la migliore classe di attività. Potrebbe esserci un valore reale in giro se si ignorano le healthcare statunitensi, colpite dalla guerra al medicare e la forte sopravvalutazione di molte società tecnologiche.

Una delle poche certezze è sicuramente il non poter prevedere cosa accadrà l’anno prossimo, chiunque pensi davvero di poterlo fare, in questa fase a rendimento negativo, rischia di rimanere deluso.

 


 

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