Posted on Lascia un commento

Editoriale Pascarella: L’ultimo grido di battaglia di Mario Draghi

Mario Draghi

Mario Draghi, il capo della Banca centrale europea (BCE), si dimetterà a breve. Nella sua penultima apparizione prima di lasciare il posto all’ex presidente dell’FMI, Christine Lagarde, cosa ha lasciato ai posteri?

I mercati avevano sperato nei fuochi d’artificio dall’uomo che aveva “salvato la zona euro” al culmine della crisi del debito sovrano nel 2012. Così è stato? Come previsto, Draghi ha tagliato i tassi di interesse da –0,4% a –0,5%. Ha anche riavviato l’allentamento quantitativo (QE). La BCE acquisterà ogni mese € 20 miliardi di obbligazioni sovrane della zona euro, senza una data di scadenza: gli acquisti continueranno fino a quando la BCE non sarà pronta ad aumentare nuovamente i tassi di interesse, il che potrebbe richiedere del tempo.

Le reazioni della stampa e dei mercati sono state immediate. Nel Financial Times, Laurence Fletcher ha riportato “ormai accettiamo la situazione anche se la politica monetaria ha raggiunto i suoi limiti“. La sensazione che la resistenza stia crescendo verso una politica monetaria semplice, non è stata aiutata da una prima pagina del quotidiano tedesco Bild, accusando “Conte Draghila” di succhiare i risparmiatori già a secco.

Eppure Draghi potrebbe aver ottenuto più di quanto pensiamo. In primo luogo la BCE non ha semplicemente ridotto i tassi e riattivato il QE. Consentirà alle banche commerciali di depositare una parte maggiore delle loro riserve allo 0%, anziché addebitarle al -0,5%.

Perché è importante?

Ciò significa che le banche potranno prendere in prestito fondi a tassi negativi da altre banche con riserve in eccesso e quindi depositarli presso la BCE allo 0%. Ciò significa che realizzeranno un profitto privo di rischio (e questo si aggiunge allo schema TLTRO* che consente alle banche di prendere in prestito un minimo di -0,5% per prestarlo all’economia “reale”).

*Attraverso un procedimento stabilito dal Consiglio direttivo, i TLTRO prevedono un’asta mediante la quale vengono erogati prestiti quadriennali alle banche dell’Eurozona con rendimento di poco superiore a quello del tasso di riferimento – ad oggi allo 0,00% come da ultima modifica del 10 marzo 2016 – ma che può scendere anche al livello del tasso sui depositi, che in occasione della riunione BCE del 12 settembre 2019 sono stati tagliati dal -0,40% al -0,50%.

In secondo luogo con un “QE Infinity”, la BCE acquisterà più debito sovrano di quello che i governi dell’Eurozona prevedono di emettere il prossimo anno, mantenendo i tassi di interesse inchiodati. Ciò significa che tutti i paesi della zona euro saranno liberi di spendere di più senza infrangere le norme fiscali dell’Unione europea. In altre parole, Draghi ha reso il più semplice possibile per i governi dell’Eurozona passare alla politica fiscale, una linea che Lagarde sicuramente spingerà.

Non sono sicuro che metterei titoli di azioni bancarie in portafoglio, ma se Draghi ha messo una buona parola per il settore e ha dato ai governi libero controllo sulla spesa, è un altro segno che i mercati scommettono sulla deflazione in modo aggressivo e non prestano sufficiente attenzione al rischio di inflazione.
Guarda il video, cos’è l’inflazione e come incide sui nostri investimenti.

La prima tranche di prestiti TLTRO è stata lanciata a giugno 2014, con un secondo lotto successivo a marzo 2016. La terza tranche è stata lanciata a giugno di quest’anno ed è iniziata a settembre. Inizialmente il piano prevedeva che le banche avrebbero potuto stipulare un prestito di due anni, ad un tasso basato su quello medio della BCE più lo 0,1%.

Tuttavia, il tasso sui prestiti è stato abbassato questo mese a causa del peggioramento delle opinioni della BCE sulla crescita futura (giustificando così un passaggio ad una politica monetaria ancora più accomodante).

Nel frattempo, il periodo di prestito è stato allungato a tre anni, con un’opzione di rimborso a due anni. In altre parole, le banche saranno in grado di accedere ai fondi a un tasso inferiore e per un periodo di tempo più lungo rispetto a prima, il che dovrebbe aumentare la redditività di tutti i prestiti concessi dalle banche.

In effetti la mossa ha portato le banche a beneficiare di termini “considerevolmente migliori” rispetto a quanto precedentemente previsto, ora possono prendere in prestito dalla BCE a partire da -0,5%”. In altre parole, “la BCE pagherà le banche per prendere denaro“.

Naturalmente, rendere il denaro disponibile alle banche per il prestito è una questione molto diversa che offrire prestiti ad individui desiderosi di avere denaro liquido. Alcuni sostengono che i fondi economici non hanno spinto la crescita verso l’alto, hanno solo aiutato le banche a salvarsi la pelle, lasciando però l’industria nelle stesse condizioni.

La penso proprio come loro, con questa manovra si aiuta il settore finanziario, reduce da un decennio disastroso e senza via d’uscita se non con prestiti vantaggiosi. Il problema è … saranno in grado di gestire questa massa di denaro? No, non penso proprio.

Le banche sono un male necessario.

 


 

Seguimi anche sul gruppo Facebook “Battere il Benchmark” ==> https://bit.ly/2wzzIez

Acquista il mio libro “Battere il Benchmark” ==> https://bit.ly/2WvfCgd

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *