Editoriale Pascarella: Netflix è una Cash Burn Machine, una macchina che brucia liquidità

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Prima di tutto ci tengo a sottolineare che sono un abbonato Netflix, un felice abbonato. Anche quest’anno mi hanno aumentato il prezzo a 15,99€, eppure credo che il costo sia ancora giustamente ripagato dai contenuti che mi offre lo streaming.

Il fatto che Netflix continui a bruciare la sua liquidità per contenuti, di per sé è un dato negativo, ma questo non significa che smetterà di produrre utili, fino a quando i suoi utili saranno così sani, beh che bruci la sua liquidità. Può non piacermi come metodologia di gestione aziendale, ma se funziona per far crescere il valore del prezzo, chi se ne frega.

Ma chi sono le Cash Burn Machines (Macchine brucia liquidità)? Sono aziende che devono prendere in prestito ingenti somme di denaro ogni anno per far quadrare i conti e che trovano ancora investitori desiderosi di prestare loro questi soldi.

Lunedì scorso Netflix ha annunciato che avrebbe preso in prestito altri $ 2 miliardi tramite l’ennesimo lancio obbligazionario – il suo secondo quest’anno, dopo aver già preso in prestito $ 2,2 miliardi ad aprile.

Queste proposte di titoli non garantiti, che scadranno nel 2030, saranno vendute in dollari americani ed euro agli investitori istituzionali, non al pubblico. In altre parole, queste obbligazioni vanno in fondi pensione, fondi assicurativi, fondi obbligazionari, fondi obbligazionari spazzatura e simili – in pratica ne possiedi una parte anche tu, che lo voglia o no.

L’agenzia di rating Moody’s ha valutato le obbligazioni Ba3, mentre S&P le valuta BB-.

Netflix è stata fondata nel 1997, in una nota, uscita nella sezione investor relations del suo sito, c’è scritto che entro il 2023 la società avrà 26 anni e, se tutto andrà incredibilmente bene, potrebbe finalmente raggiungere il “breakeven” del flusso di cassa*. Attenzione, non un flusso di cassa positivo, ma raggiungerà il “minimo” necessario di livello di flusso cassa mai raggiunto prima.

*Flusso di cassa: rappresenta la quantità di denaro che l’azienda ha a disposizione per effetto della sua attività operativa, ci dice quanto denaro è in grado di generare il business di quell’azienda.

Dopo anni di prestiti in contanti, bruciati alla velocità della luce, la società ha ora $ 12,1 miliardi in “passività” e $ 12,4 miliardi di debito a lungo termine, per un totale di $ 25,5 miliardi che deve restituire. Con l’ultima emissione obbligazionaria, porterà il debito a lungo termine a $ 14,4 miliardi per un totale di $ 27,5 miliardi.

netflix - grafico - flusso di cassa

I contenuti

La domanda ovviamente è, ma cosa ne fa Netflix di tutta questa liquidità se non paga dividendi e non fa buyback? Contenuti. Netflix stipula un contratto per ottenere titoli di film futuri e anticipa il denaro, poi mette a bilancio la passività quando il titolo diventa disponibile per essere trasmesso in streaming. Nel suo bilancio registra inoltre un attivo equivalente, ma non sa ancora se quel film o serie tv, realizzi uguale o meglio di quanto ha pagato i diritti. Finora è andata molto bene, ha sfornato, soprattutto serie tv, eccellenti contenuti che hanno ampiamente sovraperformato la spesa, ma se dovesse sbagliare la produzione di serie tv per qualche mese?

Nell’ultimo trimestre, sul bilancio di Netflix, alla voce “asset contenuti”, troviamo una spesa di 23 miliardi di dollari. Questi $ 23 miliardi di risorse in contenuti sono spese future che Netflix è molto veloce (oggi) nel coprire con profitti.

Per i primi nove mesi del 2019, il conto economico ha mostrato un reddito netto di $ 1,28 miliardi e un flusso di cassa negativo (o “flusso di cassa libero” come lo chiama Netflix) di – $ 1,6 miliardi, per un enorme divario tra reddito netto e flusso di cassa di $ 2,89 miliardi.

Netflix afferma che l’enorme divario di $ 2,89 miliardi tra reddito netto e flusso di cassa quest’anno è stato “dovuto principalmente” al fatto che i “pagamenti in contanti” effettuati per le sue “attività di contenuti in streaming” hanno superato le spese di ammortamento nello stesso periodo di $ 3,46 miliardi.

In altre parole, il conto economico di Netflix è spazzatura.

 

Quindi gli analisti di Netflix e Wall Street, il cui unico scopo è quello di pompare le azioni, ci martellano con una sola metrica, la crescita dei suoi utili, sembra che conti solo quello.

Cosa succede se Netflix non può raccogliere nuovi fondi ogni anno da nuovi investitori per ripagare gli investitori esistenti e mantenere finanziate le sue operazioni negative sul flusso di cassa?

La speranza è che Netflix sia in grado di trovare nuovi investitori disposti a mantenere vivo questo gioco anno dopo anno. Uno schema Ponzi legale.

Nell’attuale contesto di repressione finanziaria praticato dalle banche centrali, in cui i tassi di interesse sono inferiori al tasso di inflazione e in molti punti al di sotto dello zero, questi gestori di denaro inseguono qualsiasi tipo di rendimento che riescono a trovare indipendentemente dai rischi fondamentali, sperando e pregando che Netflix sia in grado di mantenere questo gioco abbastanza a lungo da consentire a questi gestori di guadagnare prima che la giostra si fermi.

Quindi, quanto è sopravvalutata Netflix? Anche con i suoi profitti selvaggiamente gonfiati dalle pratiche contabili sopra descritte, le azioni vengono negoziate a un prezzo astronomico, per me il reale valore non può essere al di sopra dei 130$ ed oggi ha chiuso a 271$.

Saluti

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