Il mercato crolla ma Trump scende in campo: basterà?

Sono giorni difficili per il mercato.

Le preoccupazioni per il coronavirus hanno affossato tutti i listini compreso quello americano.

Come sempre in queste fasi il mercato è molto nervoso e si alternano giorni in cui la borsa scende ad altri in cui si verificano vigorosi rimbalzi.

Nel gergo borsistico si chiama rimbalzo del gatto morto.

Cioè quando il mercato sembra ripartire ma in realtà è solo un movimento reattivo che verrà poi seguito da una continuazione del movimento ribassista. Proprio come un gatto che cadendo dall’alto rimbalza solo per un effetto fisico prima di ripiombare al suolo privo di vita.

Mentre scrivo l’S&P 500 è entrato ufficialmente nel mercato orso.

L’entrata tecnica nel mercato orso – ovvero nel mercato ribassista – scatta quando c’è un ritracciamento dai massimi di almeno il 20%.

Il mercato però si muove così velocemente in questi giorni che non posso escludere che nel momento in cui leggerai queste righe la soglia del -20% sia stata recuperata.

Comunque se mentri leggi il mercato sarà sotto i 2.700 punti saremo ancora nel mercato orso mentre se starà sopra no.

Ma al di là di queste distinzioni che lasciano il tempo che trovano quello che conta è che non ci troviamo in una situazione facile.

Un chiaro segnale del momento difficile ci viene dato dall’indice VIX.

Tecnicamente il VIX misura la volatilità implicita delle opzioni sull’S&P 500, in pratica misura la velocità con cui si muove il prezzo.

Più la velocità è alta più il VIX sale.

Solitamente questo indice cresce maggiormente nelle fasi di ribasso, perché nelle discese il prezzo tende a muoversi più velocemente, infatti molti lo chiamano “l’Indice della paura”.

A dimostrazione della fase che stiamo vivendo nell’ultima settimana di febbraio è salito di 30 punti e negli ultimi trent’anni non era mai successo che in una settimana salisse così tanto.

Ecco perché è sceso in campo anche Donald Trump e lo ha fatto usando la fanteria pesante.

Il presidente statunitense vuole portare a zero, per il resto dell’anno, l’aliquota sulla payroll tax, cioè su di una parte delle imposte sul reddito che le persone fisiche pagano in busta paga.

Addirittura i fiscalisti della Casa Bianca stanno studiando il modo di rendere questa tassa permanente.

Non so se sono riuscito a farti capire l’eccezionalità di questa misura ma si tratta di un taglio enorme.

Sarebbe come se in Italia sparisse per 10 mesi l’IRPEF.

Non ti fare illusioni, da noi non succederà mai, oltre al fatto che le due tasse non sono proprio uguali. Era solo per farti capire la portata del provvedimento che è stato proposto.

Considera che la “payroll-tax” nel suo complesso vale oltre il 4% del Pil americano.

Stando alle stime del Committee for a Responsible Federal Budget, ogni punto percentuale di taglio delle imposte sulle buste paga costerà alle casse dello stato dai 55 ai 75 miliardi di dollari.

E Trump non si è fermato qui, infatti ha anche annunciato aiuti all’industria dello scisto per compensare il crollo delle quotazioni del petrolio dovuto alla guerra dei prezzi tra Russia e Arabia Saudita.

Insomma, come ti avevo detto, il vecchio Donald non ha badato alle mezze misure ed è sceso in campo con la fanteria pesante.

Ora però, immagino che tu ti stia facendo una domanda: sarà sufficiente per dare fiducia al mercato?

Bè innanzitutto ricordati che queste, per il momento, sono solo proposte quindi prima di vedere qualche effetto dovremo aspettare che queste notizie siano ufficializzate.

Dopo di chè io penso che avranno certamente un effetto importante.

Non solo perché metteranno un sacco di soldi in tasca all’americano medio ma anche perché sono un chiaro segnale che l’amministrazione Trump è disposta a fare veramente tutto quello che è in suo potere per sostenere l’economia americana e di conseguenza Wall Street.

Questo è un punto molto importante sul quale ti invito a riflettere.

La lezione che secondo me ci dobbiamo portare a casa da questa proposta è l’enorme differenza che c’è tra Europa e Stati Uniti nell’affrontare la crisi.

Gli Stati Uniti hanno un margine di manovra che non è nemmeno paragonabile a quello che abbiamo noi in Europa ed i numeri parlano chiaro.

Basta vedere quale è stata la reazione alla grande crisi del 2008.

L’Europa ha discusso mentre l’America ha agito.

Risultato è che l’S&P 500 – l’indice più rappresentativo della borsa americana – è risalito dopo la crisi di quasi il 390% mentre il DAX, ovvero l’indice della borsa tedesca e quindi del paese più forte d’Europa, è salito nello stesso periodo di solo il 290%.

Non sto ad entrare nel merito del perché questo accade ma è evidente che se dobbiamo puntare su di un mercato per il dopo crisi Coronavirus questo mercato deve necessariamente essere il mercato americano.

É per questo che da 15 anni io investo solo in questo mercato. Prove alla mano oltreoceano si trovano le opportunità di guadagno maggiori.

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E non ti nascondo che ritengo un vero peccato che in Italia il mercato americano sia considerato quasi un tabù.

Nel mio piccolo, comunque, cerco sempre di far capire a chi mi legge che il primo passo da compiere per chi vuole investire con successo è quello di capire come si investe nella borsa statunitense.

Ma se tu hai letto il mio libro “Battere il benchmark – la prima bibbia sugli investimenti nel mercato americano”, sai bene di cosa parlo, visto che oltre alla mia storia ho spiegato nel dettaglio quali sono le regole per guadagnare a Wall Street investendo nelle aziende più grandi al mondo, come Google, Amazon o Apple.

E queste sono solo le prime tre che mi sono venute in mente. Considera che Wall Street è la piazza più grande al mondo ed è possibile contrattare le azioni di più di 6.500 aziende.

Concludendo, adesso è presto per dire se questi aiuti saranno sufficienti o meno, anche perchè finchè il problema Coronavirus non verrà messo sotto controllo, il mercato continuerà certamente ad essere molto volatile.

Ma non c’è dubbio che appena l’emergenza finirà sono questi tipi di intervento che daranno una grossa spinta al mercato a stelle e strisce, mentre il nostro mercato europeo rischia di rimanere al palo per colpa dei veti incrociati sui possibili aiuti.

Al tuo successo.

Giuseppe

Battere il Benchmark

“La guida definitiva per investire con profitto nel mercato americano e battere il benchmark, grazie al Protocollo Pascarella”.

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