Il PIL_Debt degli Stati Uniti è arrivato a quota 108%

Trump Debt

Questo è un articolo molto tecnico, può apparire noioso, ma è importante conoscere come funziona il PIL americano, perchè se vuoi investire in America, è giusto sapere quali sono i macroeconomici più importanti, come riconoscerli e capirli. Se hai dubbi o domande mi raccomando scrivi pure a info@pascaprofit.com.

La scorsa settimana sono usciti i dati del PIL americano (GDP in inglese), i sogni di una crescita economica del 3% sono rimasti solo sogni, nonostante i tagli fiscali e il doping delle spese del governo federale sotto forma di stimolo. Ma il conseguente deficit di bilancio ha fatto sì che il debito nazionale lordo aumentasse molto più rapidamente della crescita del PIL.

Nel quarto trimestre, l’economia ha registrato un PIL “reale” corretto sull’inflazione del  2,1% rispetto al terzo trimestre. Ciò ha portato la crescita totale del PIL reale per tutto il 2019 al 2,3%, che è la crescita media annua del PIL dal 2012, quando si attestò al 2,2%.

BEA (Bureau of Economic Analysis)

Tenete presente che i dati vengono forniti dalla BEA (Bureau of Economic Analysis) e non sono definitivi, solitamente ci mettono trenta giorni a fornire il dato completo e non la stime, che il più delle volte è minore della stima. La BEA ha reso noto che la revisione sarà completa il prossimo 27 Febbraio.

Non sono dati da buttar via del tutto, ci sono anche macroeconomici positivi che fanno ben sperare per il futuro, anche se le importazioni di beni e servizi sono diminuite dell’8,7%, le esportazioni sono aumentate dell’1,4% (un aumento delle esportazioni aumenta il PIL).

Le spese del governo federale nel quarto trimestre sono aumentate ad un tasso annuo del 3.6%, più alto di quanto si ipotizzasse, ciò ha portato all’aumento delle spese federali, su base annua, al 3.5%, troppo alte da sostenere. Le spese per la difesa sono aumentate del 4,9% nel 2019, uno dei cavalli di battaglia di Trump.

Consumi

La spesa per consumi (spese per consumi personali adeguati all’inflazione), che rappresenta il 68% del PIL, è cresciuta ad un tasso annuale dell’1,8% nel quarto trimestre. Per l’anno 2019, la spesa per consumi è cresciuta del 2,6%, nella fascia bassa dell’intervallo degli ultimi sei anni, un dato leggermente preoccupante visto l’aumento delle buste paghe e della occupazione ai minimi storici degli ultimi 50 anni.

Quindi più gente ha lavoro, più gente ha un aumento della busta paga, eppure i consumi, che incidono del 68% sul PIL nazionale, hanno rallentato nel 2019, un anno storicamente molto positivo per le borse e le trimestrali aziendali. Una convergenza che non mi preoccupa, ma dovrebbe far riflettere.

BEA (Bureau of Economic Analysis) 2

Il PIL misura l’economia in termini di dollari spesi o investiti da consumatori, imprese e governi in un determinato periodo di tempo. La spesa e gli investimenti illegali – prostituzione, vendite al dettaglio di sostanze etc.. – non sono inclusi ovviamente, sebbene siano in corso discussioni sull’inclusione nei prossimi anni. Se ci pensate, una prostituta non paga le tasse, ma spende, uno spacciatore non paga le tasse, ma spende. Il punto di discussione è l’unità di misura, come calcolare gli introiti? Questo è un’altro discorso che affronteremo magari in un secondo articolo.

Ma allora i dollari che finiscono nel paniere per calcolare il PIL da dove arrivano?

Il PIL misura il flusso di dollari fino ad un certo punto. Non include la provenienza dei dollari investiti o spesi. In altre parole, il PIL ignora l’aumento del debito. La maggior parte di ciò che i governi federali, statali e locali spendono negli Stati Uniti e investono non entrano nel calcolo del PIL direttamente. Gran parte di ciò che il governo federale ha speso proveniva da entrate fiscali e tasse. Il resto è stato finanziato da nuovo debito.

Nell’anno solare 2019, la spesa del governo federale, che è entrata direttamente nei calcoli del PIL, è cresciuta del 3,5%, mentre la spesa per la difesa del 4,9%. Il debito nazionale lordo degli Stati Uniti è stato di $ 1,23 trilioni nell’anno solare 2019, a $ 23,2 trilioni.

Ma il PIL ha mostrato una crescita di $ 849 miliardi di dollari, allora cosa non quadra? Semplice, il governo americano incassa meno di quanto spende e questo va avanti fin dal 2008. Mi ricordo che negli anni in cui studiavo negli Stati Uniti, durante una uscita giornaliera a Manhattan vidi un’insegna luminosa che mostrava il debito nazionale, più o meno come nell’immagine qui sotto, ma in più c’era il bilancio federale. La media di quanto il governo incassava e perdeva.

Our National Debt

La cosa che mi colpì è che in quel momento gli insegnanti ci portarono proprio in quel punto della città perchè quel giorno si diceva che il bilancio federale, dal 1969, sarebbe tornato in attivo. Infatti, verso le 15 del pomeriggio, dopo alcune ore di attesa, vidi proprio quel banner segnare un surplus. Clinton riuscì nell’impresa, creò con la sua politica una eccedenza dall’esercizio finanziario dal 1998 al 2001, unico surplus dopo il 1969. Il debito detenuto dal pubblico, una misura primaria del debito nazionale, diminuì rispetto al PIL durante i suoi due mandati, da 47,8% nel 1993 e 31,4% nel 2001. Incredibile, urla di gioia, gente che festeggiava come avessero vinto i mondiali di calcio. Oggi festeggiano un po meno, un debito di 23 trilioni è un macigno bello grosso da portare e azzerarlo sarà davvero dura.

Il grafico seguente mostra gli aumenti annui del PIL nominale in miliardi di dollari (blu) e gli aumenti annuali del debito nazionale lordo in miliardi di dollari (rosso). Durante e subito dopo la Grande Recessione la crescita del PIL nominale è precipitata nel 2008 ed è diventata negativa nel 2009. Durante quel periodo, la disoccupazione è salita alle stelle, le società sono crollate, le entrate fiscali federali sono crollate, le spese federali sono aumentate (assicurazione contro la disoccupazione, ecc.) e il deficit e il debito nazionale lordo sono esplosi.

Annual Growth Nominal GDP v. National Debt

Anche il 2019 è stato un altro traguardo, negativo ahimè: il rapporto tra debito nazionale lordo degli Stati Uniti e PIL è salito al 108%, rispetto al 63% nel 2006 alla vigilia della crisi finanziaria. Eppure sembra che alla Casa Bianca nessuno si preoccupi di questo problema, tranne la Fed, che ad ogni uscita per bocca di Powell sottolinea come la crescita del debito federale è “insostenibile”. A Washington, da quando c’è Trump esiste la regola che il debito non ha importanza.

Il problema è che non capiscono il problema del debito. Sarebbe come se un individuo che ha una carta di credito con un limite di 100 mila euro, continuasse a spendere sperando che la banca approvi un limite sempre più alto in modo da poter spendere ancora di più. Alla fine possono accadere solo due cose. L’individuo trova una soluzione pagando interessi sempre più alti o chiederà prestiti ad altri istituti per coprire il primo debito, il che porterà inevitabilmente alla chiusura dei suoi conti e alla cessione forzata dei suoi beni fino a copertura del suo debito. Default.

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