Investire guardando all’indietro

guidare in una strada innevata e guardare in uno specchietto un paesaggio verde

Molto spesso gli investitori per determinare se un investimento sia più o meno attrattivo, seguono il grafico passato. Se questo, si presenta inclinato verso l’alto, automaticamente diventa un titolo attraente. Un buon manager viene solitamente giudicato per le prestazioni più recenti.

Tuttavia, investire guardando all’indietro, come se stessimo guardando attraverso uno specchietto retrovisore, ha avuto effetti decisamente dannosi sulla performance degli investimenti. Migliori però rispetto a coloro che hanno deciso di non investire per paura.

Gli investitori sembrano seguire costantemente una strategia di investimento poco saggia, acquistare sui massimi e vendere ai minimi e la loro performance negli ultimi 10/20 anni ne quindi sofferto.

I fondamentali futuri e non le performance passate, hanno maggiori probabilità di guidare i rendimenti futuri.

Un recente studio per il 2018, che stima le performance degli investitori, calcolate utilizzando la variazione delle attività di un fondo comune di investimento dopo aver escluso vendite, rimborsi e scambi, ha analizzato i risultati per vedere come si sarebbe comportato “l’investitore medio” negli ultimi 10 e 20 anni. E sono stati messi a confronto i rendimenti del fondo con quelli di 43 diverse asset class e sottoclassi per un periodo di 20 anni fino al 2018.

Programmare i propri investimenti e poi acquistare ai massimi e vendere ai minimi ha di fatto rovinato la performance.

Nel grafico sottostante possiamo notare come gli investitori abbiano sottoperformato rispetto a quasi tutte le categorie. Solo i servizi di telecomunicazione e le materie prime hanno ottenuto risultati peggiori.

Nel grafico possiamo notare come gli investitori abbiano sottoperformato rispetto a quasi tutte le categorie

Soprattutto però, i singoli investitori non sono riusciti a sovraperformare l’inflazione, perdendo quindi potere di acquisto sui loro risparmi.

Nel secondo grafico possiamo notare invece come i rendimenti sono andati meglio, ma comunque con risultati ancora scadenti.

Nel grafico possiamo notare come i rendimenti sono andati meglio, ma comunque con risultati ancora scadenti.

In questo caso gli investitori hanno sovraperformato la liquidità e l’inflazione negli ultimi 10 anni, ma hanno comunque sottoperformato la maggior parte delle asset class e delle sottoclassi, acquistando sempre ai massimi e vendendo ai minimi.

Il grafico 2 dovrebbe dare un po di respiro agli investitori. Dopo tutto, considerate quali sono gli investimenti più “caldi” di oggi: Tecnologici e Vendita al dettaglio.

Potremmo ragionevolmente sostenere che la semplice ragione per cui c’è così tanto interesse in questi investimenti è che sono tra i migliori in termini di performance negli ultimi 10 anni.

La conclusione rimane la stessa indipendentemente dal fatto che si utilizzino 10 o 20 anni: i tentativi degli investitori di cronometrare gli investimenti hanno gravemente danneggiato i rendimenti e la ricchezza nel lungo termine.

La ricerca sugli investimenti generalmente incoraggia i singoli investitori a guardare indietro piuttosto che in avanti, e l’utilizzo di queste ricerche può contribuire alla scarsa performance che abbiamo mostrato in precedenza.

Il Wall Street Journal ha pubblicato nel 2017 un articolo intitolato “The Morningstar Mirage” in cui hanno esaminato la performance dei fondi comuni di investimento che incorporano i rating “a stelle” di Morningstar.

Secondo l’articolo 250.000 consulenti finanziari utilizzano questi rating e i loro dati accompagnatori. Ne viene fuori che “L’analisi e i rating di Morningstar influenzano le decisioni sugli investimenti”.

Il sistema a stelle si basa in gran parte sui ritorni storici e sulla volatilità e non comprende informazioni su potenziali strategie che potrebbero sovraperformare in futuro.

La valutazione a stelle varia da 1 a 5, in cui 5 sono i fondi con le migliori prestazioni. Molti investitori limitano le ricerche ai fondi con 4 e 5 stelle proprio perché in precedenza sono stati quelli con le migliori performance.

Sempre nell’articolo, il Wall Street Journal ha evidenziato nel sistema a stelle di Morningstar diversi punti speculari con l’approccio del “sistema dello specchietto retrovisore”, per prevedere le prestazioni future.

Ecco i principali:

– La valutazione media dei fondi a cinque stelle, nei successivi 3 anni era diventata di 3 stelle.
– La metà dei fondi che ha ricevuto una quinta stella è riuscita a mantenerla solo per 3 mesi prima che la performance iniziasse a calare.
– Per tutti i periodi di tempo presi in considerazione (ovvero 3, 5 e 10 anni), un fondo azionario statunitense a cinque stelle aveva più probabilità di diventare un Fondo a 1 stella rispetto a quello di mantenere il suo rating a 5 stelle.
– Tra i fondi obbligazionari, solo il 16% dei fondi a 5 stelle ha mantenuto il proprio rating nei successivi cinque anni.
– Il Wall Street Journal ha scoperto che il denaro confluiva nei fondi 5 stelle nel 69% dei mesi in cui detenevano i rating, mentre solo il 29% per fondi a 1 stella.

I punti di questo articolo del Wall Street Journal, sembrano rafforzare fortemente la tesi secondo cui gli investitori si concentrano nel guardare lo specchietto retrovisore quando scelgono gli investimenti e che queste strategie che guardano al passato possono causare una sottoperformance significativa e persistente.

Qualsiasi rapporto ha solitamente una nota chiamata disclaimer che dice: “I risultati ottenuti in passato non sono una garanzia di risultati futuri”. Questa nota standard mette in guardia sul fatto che estrapolare la tendenza potrebbe portare a notevoli differenze tra rendimenti attesi e quelli realizzati. Tuttavia, nonostante tutti sappiano la verità incorporata in quella nota, gli investitori guardano abitualmente all’indietro quando scelgono azioni, obbligazioni, gestori, asset class, ecc.

La performance storica degli investitori sembra dimostrare che gli avvertimenti della nota dovrebbero essere presi molto più sul serio. L’inseguimento delle performance passate e il conseguente risultato acquista ai massimi e vendi ai minimi, danneggiano significativamente le prestazioni nel tempo. Gli investitori si sono effettivamente resi più poveri negli ultimi 20 anni guardando indietro.

Alla Pascaprofit, le nostre analisi in genere ci portano a muoverci decisamente fuori dal coro. Mentre la maggior parte degli investitori insegue i vincitori di ieri, noi cerchiamo i vincitori di domani.

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