La lotta della produzione industriale dei grandi paesi

navi che trasportano contanier

La produzione negli Stati Uniti sta crescendo a velocità lenta o sta diminuendo, a seconda di come la vogliamo osservare. La Cina sembra essere sulla stessa strada, con gli ordinativi di esportazione e produzione in difficoltà. Ma gli altri giganti manifatturieri – Germania e Giappone – come se la stanno passando? Non meglio direi, magra consolazione.

Venerdì scorso, sono usciti dati macroeconomici importanti, l’IHS Markit US Manufacturing PMI, che ha visto una crescita ad ottobre in ripresa per il secondo mese consecutivo, dopo un periodo di stagnazione estiva; e l’ISM Manufacturing PMI, che ha visto il settore manifatturiero diminuire in ottobre ma in calo a un ritmo leggermente più lento rispetto al mese precedente.

grafico -indici degli acquisti (PMI) - settore manifatturiero

Questi “indici degli acquisti” (PMI) si basano sul modo in cui un gruppo di dirigenti delle aziende manifatturiere – i nomi non vengono divulgati – vedono vari aspetti delle proprie attività, come nuovi ordini, produzione e occupazione. Valori superiori a 50 indicano una crescita (più il valore è superiore a 50, più veloce è la crescita); valori inferiori a 50 indicano una contrazione.

Segnali provvisori di rinnovato vigore stanno comparendo nel settore manifatturiero degli Stati Uniti, con l’indicatore di produzione che ora è aumentato per tre mesi consecutivi, suggerendo che il dato ha toccato il fondo a luglio. La crescita di nuovi ordini ha toccato un massimo di sei mesi, alimentato in parte da un rinnovato aumento delle esportazioni, spingendo i produttori ad assumere più personale, con il numero di buste paga che cresce al ritmo più rapido da maggio.

L’ ISM Manufacturing Report, aveva una visione più desolante del settore manifatturiero americano, con ottobre che era il terzo mese consecutivo in declino, ma il declino è stato leggermente meno veloce rispetto a quello precedente – questa è la buona notizia.

L’unico sottoindice che si è espanso è stato, sorprendentemente, rullo di tamburi, i nuovi ordini di esportazione, che sono saliti improvvisamente a 50,4, dalla profonda contrazione di settembre che era di 41 punti.

Food, Beverage & Tobacco, rimangono i settori industriali più forti, mentre, le attrezzature da trasporto quello più debole. Nel complesso, il sentiment di questo mese rimane cauto riguardo alla crescita a breve termine, ma restituisce fiducia sulla fine del rallentamento.

Germania

La Germania ha attuato una politica industriale che favorisce le esportazioni di manufatti e si concentra in particolare sull’industria automobilistica, non solo realizzando automobili e componentistica, ma realizzando macchinari e robot per impianti di produzione automobilistica. E quando le vendite globali di auto sono in declino, come è accaduto, unito al calo della domanda di manufatti, beh, è il momento di entrare in modalità “cintura di sicurezza”.

Il PMI manifatturiero tedesco preliminare di ottobre, a 41,9, insieme a quello di settembre 41,7, è rimasto al punto più basso dopo la crisi finanziaria.

Il numero di occupati è sceso al minimo degli ultimi 10 anni, soprattutto a causa del diffuso abbattimento di lavoratori temporanei e a contratto, mentre i produttori sono rimasti fortemente pessimisti riguardo le prospettive, sebbene le aspettative siano cresciute rispetto al minimo storico di agosto.

Eurozona

La difficile situazione in Germania, la più grande economia dell’Eurozona, sta trascinando verso il basso l’intero settore manifatturiero dell’Eurozona, con il preliminare Euro Manufacturing PMI che rimane profondamente in contrazione, a 45,7 per ottobre, come settembre, nono mese consecutivo di contrazione.

Anche se la Germania sta scivolando giù per il pendio, la produzione manifatturiera in Francia, la seconda economia più grande dell’Eurozona, è tornata a mostrare dati in crescita. Una divergenza chiave tra Francia e Germania è rimasta l’export, con la prima che ha visto una crescita modesta dall’estero mentre le esportazioni tedesche sono rimaste in forte calo.

Cina – le osservazioni divergono.

Il China Manufacturing PMI, rilasciato dal National Bureau of Statistics cinese, è rimasto in modalità contrazione ad ottobre (49,3) per il sesto mese consecutivo. Particolarmente brutto è il forte calo del numero dei mesi negativi negli ordini di esportazione.

Il PMI manifatturiero generale (Caixin China) del settore privato ha mostrato una crescita accelerata (51,7), il terzo mese consecutivo di crescita e più rapida dal febbraio 2017. La produzione è aumentata. I nuovi ordini sono cresciuti ad un tasso più rapido in oltre sei anni, poiché la domanda interna è cresciuta, in modo solido, e i nuovi ordini di esportazione sono tornati in crescita per la prima volta in cinque mesi. Eppure, i livelli dei nuovi assunti è ulteriormente calato, con il tasso di perdita di posti di lavoro in aumento da settembre.

grafico - PMI manifatturiero generale (Caixin China)

Giappone

Il settore manifatturiero orientato verso l’esportazione in Giappone è scivolato ad un livello più accelerato degli ultimi 40 mesi, 48,4 per ottobre, contraendo per il sesto mese consecutivo. I nuovi ordini sono stati la ragione principale alla base di questo marcato declino, con i produttori che hanno riportato il calo più accentuato della domanda da maggio 2016.

Sebbene l’impatto del tifone ha temporaneamente interrotto le operazioni di produzione in ottobre, gli osservatori hanno riportato condizioni di base sfavorevoli su entrambi i mercati interno ed esterno. Pertanto, i rischi al ribasso per l’economia manifatturiera giapponese sono chiaramente eccessivi. Con una debole crescita regionale in tutta l’Asia e segni di fragilità all’interno dell’economia domestica, è difficile vedere una tregua in arrivo nel breve termine.

Conclusione

La produzione è importante per tutti i grandi paesi produttori. Ma negli Stati Uniti il settore dei servizi governa, rappresentando il 70% del PIL, in Giappone il 69%, in Germania il 61% e in Cina solo il 52%. In altre parole, un rallentamento nel settore manifatturiero danneggia le economie complessive degli Stati Uniti e del Giappone molto meno delle economie di Germania, Corea del Sud e Cina.

Seguimi anche sul gruppo Facebook
"Battere il Benchmark"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Acquista il mio libro "Battere il Benchmark"

Scopri gli Ultimi articoli