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La strategia dell’eremita per isolarti dall’eccesso di informazioni e triplicare la performance del tuo portafoglio

eccesso di informazioni

Quando investi nei mercati finanziari, la disciplina è la prima regola raccomandata da consulenti, guru e visionari.

“devi essere disciplinato”

“non devi acquistare e vendere in continuazione”

“non farti distrarre dalle notizie e rimani fedele alla tua strategia”

Tutte raccomandazioni corrette e sicuramente utili se non fosse che…

…la disciplina è come la dieta: facile da capire ma difficile da realizzare.

A complicare le cose ci si mette un forte elemento di disturbo.

La marea di informazioni finanziarie che arrivano in continuazione dai mercati, non fa che peggiorare la tua capacità di essere disciplinato.

 

In questo articolo scoprirai come gestire e filtrare le infinite informazioni che provengono dai mercati in ogni secondo della giornata.

Questo rumore – tecnicamente viene definito noise – è diventato sensibilmente più forte da quando internet è ormai un compagno fedele nelle nostre giornate.

Alle dirette televisive non-stop 24 ore su 24 direttamente dai mercati finanziari, si è aggiunta una miriade di siti web che puoi visitare a qualsiasi ora della notte per combattere l’insonnia.

Per non farti mancare nulla, probabilmente ti sei anche iscritto a decine di newsletter finanziarie che ti arrivano ad ogni ora del giorno e della notte.

In mezzo a questa infinità di informazioni, trovare quella corretta che ti aiuti a prendere decisioni di investimento intelligenti, è come trovare un ago in un pagliaio…

…e più la paglia (il rumore) aumenta più diventa difficile trovare l’ago.

Ad un certo punto ti sembra di essere un topolino in un labirinto, bombardato da continui stimoli. Il rischio di uscirne matto è direttamente proporzionale al numero di informazioni che ti investono.

La ragione per cui questo rumore è molto pericoloso, è che ti costringe a pensare in un’ottica di breve termine spingendoti a decisioni di investimento che nulla hanno a che fare con una strategia di lungo termine.

Prendiamo ad esempio l’andamento dei mercati azionari negli ultimi mesi del 2018.

Da attento investitore, ti sarai reso conto come i mercati finanziari hanno subito una battuta d’arresto.

Ottobre 2018 è stato il peggior mese degli ultimi 10 anni.

 

Apriti cielo.

I media si sono scatenati in titoloni e prime pagine catastrofiche prevedendo la fine degli anni di vacche grasse e l’avvento delle tanto odiate vacche magre.

Titoli caricati emotivamente che ti fanno sentire il bisogno di fare assolutamente qualcosa per proteggere i tuoi investimenti.

Tra un attimo ti svelo perché seguire il tuo istinto in queste situazioni di stress emotivo può essere molto pericoloso.

Non si tratta di imparare a distinguere se un crollo dei mercati è il segnale di un’inversione di tendenza o una presa di profitto solo temporanea.

Questo nessuno può prevederlo con certezza.

Si tratta invece di imparare a gestire le tue emozioni per evitare di commettere errori fatali per le performance di lungo periodo del tuo portafoglio di investimenti.

Nei momenti di forte stress hai bisogno di aggrapparti ad una strategia adeguata e ad un sistema che ti consente di ridurre il rumore al minimo.

 

Una strategia armata di un buon sistema, ti difenderà dal bombardamento mediatico e, protetto dal suo scudo, prenderai le decisioni più corrette per difendere il portafoglio e addirittura migliorare le sue performance.

Devi sapere che il compito dei media NON è aiutarti a diventare un bravo investitore.

Quando ascolti le notizie finanziarie, ricorda che il lavoro degli editori è vendere pubblicità.

Il loro compito NON è illustrarti le potenzialità del mercato azionario nel lungo termine.

Lo scopo di ogni editore di carta stampata, tv, siti web di informazione, è vendere pubblicità.

Sopravvivono grazie agli inserzionisti che pagano per farsi pubblicità.

Naturalmente il costo della pubblicità è legato al numero di copie che vendono o, nell’era dei social, al numero di click che ottengono gli articoli o i post.

Più lettori hanno, più aumenta il prezzo di un’inserzione pubblicitaria.

Come fanno ad attirare più lettori per aumentare gli introiti derivanti dalla pubblicità?

Semplice.

Per farlo hanno bisogno di titoli sensazionalistici. In poche parole, devono scrivere urlando.

In tal modo un numero maggiore di lettori comprerà il giornale o cliccherà sul post o sull’articolo pubblicato sul sito o nel blog.

Non fraintendermi… nulla di male in questo.

Perlomeno fino a quando non cadi nella loro involontaria trappola, e agisci sui mercati in preda all’emozione.

Quindi, basterebbe non farti condizionare dai contenuti sensazionalistici e il problema si risolve.

Semplice vero?

Il punto è che quando c’è un crollo dei mercati del 15-20%, come a fine 2018, rimanere indifferenti al rumore è molto difficile anche se le fluttuazioni di breve termine dei mercati, anche a doppia cifra, sono assolutamente normali.

Quello di cui hai bisogno in questi casi è, ancora una volta, un sistema che ti aiuta ad analizzare le oscillazioni di breve, rimanendo allo stesso tempo concentrato sull’obiettivo di lungo termine ovvero la crescita a doppia cifra del tuo patrimonio.

Se ti innervosisci ogni volta che il mercato cambia direzione, prima o poi cadi nell’errore di compiere operazioni – di acquisto o vendita – che nulla hanno a che fare con il tuo obiettivo di lungo termine.

Vediamo di fare un po’ di chiarezza.

Per farlo dobbiamo guardare al passato.

Anche nei mercati finanziari, la storia insegna moltissimo.

L’ oscillazione, quella che in gergo tecnico si chiama volatilità, fa parte del mercato stesso.

Non si può escludere.

Questo perché i mercati sono, anche, il riflesso delle emozioni degli investitori. E le emozioni (paura, avidità, incertezza ecc.) non le puoi escludere dall’animo umano.

 

Per comprendere come queste oscillazioni, anche pesanti, siano periodiche e quindi normali, guarda la tabella qui sotto.

Nel mercato americano (indice Dow Jones 30) dal 1900 al 2017 ci sono state tantissime discese di una certa entità.

Ma non sono durate per sempre.

dati - oscillazioni nel mercato americano dal 1990 al 2017

Come vedi, discese anche superiori al 5% avvengono mediamente 3 volte all’anno.

Anche discese del 10% o superiori mediamente avvengono ogni anno.

Nel periodo ott-nov 2018 il mercato azionario americano ha subito una discesa del 17%.

Eppure, oggi, mentre sto scrivendo, il mercato sta raggiungendo nuovi massimi.

Quindi se in queste occasioni ti fai sopraffare dalle emozioni a causa del rumore di fondo dei mercati, il rischio di commettere passi falsi e di confondere una semplice e salutare “pausa” dei mercati con una inversione di tendenza, è molto elevato.

Tieni poi sempre presente che un mercato “orso” – come vengono definiti i mercati quando scendono – non è una brutta cosa.

In realtà è un ottimo momento per rivalutare il tuo investimento e la tua tolleranza al rischio.

Una corretta strategia armata di un buon sistema, ti aiuterà non solo a digerire gli scossoni del mercato, ma anche a trarre vantaggio quando gli altri investitori sono scossi.

La maggior parte degli investitori pensa, a torto, che la cosa più importante per ottenere performance positive nel lungo periodo, sia individuare il momento esatto in cui entrare ed uscire dal mercato.

 

In realtà la durata dell’investimento – il tuo orizzonte personale di investimento – è molto più importante della tempistica di acquisto o vendita.

Visto che nessuno al mondo possiede la sfera di cristallo per individuare il minimo o il massimo ESATTI nei quali, rispettivamente, acquistare o vendere, individuare la tempistica esatta è praticamente impossibile.

Tieni poi presente che i maggiori recuperi, dopo un crollo, avvengono proprio nelle fasi di maggior turbolenza quando magari le notizie drammatiche che arrivano dai media ti hanno convinto a starne fuori.

Come ti dicevo, mentre sto scrivendo, la discesa delle piazze azionarie di ottobre 2018, è stata quasi interamente recuperata dai mercati.

E questa è un’altra lezione che devi apprendere dai mercati.

Quello che manca a molte strategie è dimenticarsi che le migliori performance dei mercati sono avvenute nei primissimi giorni successivi ad un crollo.

Osserva il prossimo grafico.

Rappresenta la crescita di 1000 dollari investiti nel mercato americano dal 1970-2015.

grafico - Rappresenta la crescita di 1000 dollari investiti nel mercato americano dal 1970-2015

Immagina di aver investito 1000 dollari nel 1970 nel mercato azionario americano.

Magari l’avevano fatto i tuoi genitori pensando al tuo futuro.

Nel 2015, sistemando vecchie scartoffie, trovi quel contratto e con stupore ti ritrovi con 89.678 dollari.

Una performance del 8.867% rimanendo sempre investito senza mai uscire nel mercato.

Dal 1970 ad oggi il tuo investimento ha attraversato la crisi petrolifera degli anni 70, il crollo dei mercati del 1987 con il lunedì nero nel quale l’indice americano perse il 22% in UN giorno, la crisi dei mercati emergenti del 1998, la bolla tecnologica del 2000, fino ad arrivare alla crisi del 2008.

Eppure, nonostante tutto questo i tuoi 1000 dollari sono diventati 89.678.

Cercare invece di interpretare il mercato vendendo e acquistando guidato dalle notizie e quindi dalle emozioni, sarebbe stato controproducente.

Avresti rischiato di perdere le giornate nelle quali il mercato performa meglio.

Osserva sempre il grafico precedente.

Dal 1970 al 2015 infatti sarebbe bastato perdere il giorno migliore (+11,58% del 13/10/2008 appena successivo al crollo dei mercati in seguito al fallimento Lehman Brothers) per veder scendere la tua performance del 10%. Da 89.678 dollari a 80.370.

Se poi ti fossi perso i 25 giorni migliori, i tuoi 1.000 dollari sarebbero oggi 21.224.

Una performance del 2.022% ma non paragonabile al 8.867% – il 338,52% in più – che avresti ottenuto se ti fossi ritirato in un eremo irraggiungibile da ogni mezzo di comunicazione, lasciando il tuo portafoglio al libero arbitrio dei mercati.

Quello che fanno gli investitori disturbati dal rumore di fondo dei mercati – quotidiani, tv, social, eccetera – è disinvestire proprio nel momento di massima opportunità finanziaria ed investire nel punto di massima pericolosità.

E tutto questo a causa di emozioni negative alimentate dal continuo rumore del mercato.

Osserva la grafica successiva.

Rappresentano le emozioni tipiche di ogni investitore che si lascia guidare dal rumore quando investe.

grafico - Rappresenta le emozioni tipiche di ogni investitore che si lascia guidare dal rumore quando investe.


Se i giorni di maggior performance, come abbiamo visto, sono quelli subito dopo un crollo durante il quale però hai deciso di uscire, significa che ti perderai tutte le opportunità successive.

Questo perché hai dato ascolto al rumore di fondo dei mercati che ti spingono ad uscire nei momenti di panico e ad acquistare nei momenti di euforia.

Il recupero dell’11,58% del 13/10/2008 è avvenuto della fase definita “abbattimento” … quando tutti i piccoli investitori erano già fuggiti in preda alla paura… e si sono persi quella possibilità di recupero.

Oggi con le notizie che arrivano rapidamente grazie ai social network, è impossibile bloccare il rumore.

Sia che si tratti di tweets, di post, di dirette dai mercati alla tv, le notizie sono immediate rispetto a 30 anni fa quando dovevi attendere il giorno successivo per avere un report sui mercati.

Un flusso costante divenuto ormai inarrestabile.

Se la strategia di ritirarti in eremo per fuggire alla mole di informazioni con lo scopo di far crescere il tuo portafoglio non è al momento applicabile, allora vediamo quale alternativa è più percorribile.

Cosa puoi fare per proteggerti da questo eccesso di informazioni?

Devi Imparare a gestirle.

Quando il rumore diventa insopportabile, quello che devi fare è fermarti a riflettere se è cambiato qualcosa nel quadro finanziario che avevi dipinto creando la tua strategia di investimento.

Poniti alcune domande:

● Le ragioni che ti hanno spinto ad acquistare azioni della XYZ sono ancora valide?

● Se erano valide quando hai acquistato, e l’hai fatto ad un prezzo più alto, perché non dovresti farlo anche ora che costano meno?

● Quali altri dati puoi verificare per capire se si tratta di una discesa momentaneo o di una vera e propria inversione di tendenza dei mercati?

● L’azione che hai in portafoglio ha mai avuto cali simili in passato?

● Come si è comportata nei mesi successivi?

Se invece hai deciso di investire nel mercato azionario senza una strategia… amico mio hai un problema da risolvere!
Come ti dicevo, per navigare in un mercato rumoroso hai bisogno di una chiara strategia e di un sistema.

Un sistema che ti consenta di ridurre il rumore e mettere in primo piano la tua strategia lasciando sfuocato tutto il contorno.

Hai presente le fotografie formato ritratto?

Esatto, proprio quelle in cui il soggetto principale è nitido mentre lo sfondo è più sfuocato.

Allo stesso modo, hai bisogno di un sistema che non ti faccia distrarre dal tuo obiettivo principale.

Un sistema che abbassa il volume del rumore e ti consente di concentrarti sulla strategia che hai impostato.

C’è però un altro problema.

Per pulire il rumore hai bisogno di operare su mercati finanziari che siano trasparenti.

È molto difficile filtrare notizie provenienti da mercati dove regole e vigilanza sono approssimative.

Ti faccio un esempio.

Quando compri azioni, è molto importante che le notizie riguardanti la Società, siano verificabili con certezza.

Per togliere il rumore proveniente dalle continue notizie, devi avere la possibilità di analizzare i dati ufficiali pubblici della Società stessa (bilanci, dati trimestrali, previsioni eccetera) …

… e naturalmente devi essere sicuro che la Società non falsifichi questi dati.

Questa sicurezza la trovi SOLO in un mercato maturo come quello americano dove, chi viene beccato a falsificare un dato, finisce in galera e buttano la chiave.

In conclusione, ti riassumo i 3 step per liberare le tue decisioni di investimento dalla trappola del rumore:

1. Devi avere una strategia di investimento.

2. La strategia deve contenere un sistema di analisi per ridurre il rumore di mercato.

3. Il sistema non può essere affidabile se le notizie non sono verificabili con certezza.


 

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