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Quanto ti costa non reinvestire i dividendi?

scritta "dividendi" accanto a banconote arrotolate

L’aspetto che i piccoli risparmiatori trascurano quando investono sui mercati azionari, è quello del reinvestimento dei dividendi.

Ne parlo ampiamente nel mio libro Battere il benchmark.

Se non l’hai ancora letto puoi acquistarlo qui a una modica cifra di poco superiore a una pizza e birra.

Se invece sei tra i fortunati che hanno il mio libro sulla scrivania o addirittura hai acquistato uno dei miei portafogli, questo è il momento adatto per fare di nuovo chiarezza ed evitare di compiere un errore che vedo fare spesso dagli investitori principianti.

Si tratta come ti ho anticipato dell’importanza di reinvestire i dividendi azionari.

E’ un passaggio fondamentale soprattutto nel caso in cui il tuo portafoglio sia difensivo composto principalmente da azioni “value” e tu voglia passare dal livello “investitore principiante” a “evoluto”.

Le aziende value sono caratterizzate da una forte solidità ma che possono avere performance stellari paragonabili a quelle di un’azienda growth.

Nel libro viene descritta la differenza tra le due tipologie di azioni. Ti semplifico comunque il concetto con due esempi.

La Coca Cola è un’azienda value ovvero solida, consolidata, trasparente con uno storico di dati che ti consente di analizzare il passato e soprattutto che sforna utili costantemente ogni anno.

Tuttavia come ben sai dal titolo Coca Cola difficilmente potrai aspettarti una performance del 100% in un anno.

Tutto è possibile per carità, ma poco probabile.

In cambio però, proprio perché produce utili ogni anno, remunera i suoi azionisti con ottimi dividendi.

Contrariamente, le aziende growth non sono consolidate, sono in fase di lancio, difficilmente producono utili perché tutte le risorse vengono reinvestite in azienda per acquisire nuove quote di mercato e crescere sempre più.

Generalmente operano in settori in forte espansione come ad esempio quello tecnologico e quindi la probabilità di ottenere forti performance è nettamente maggiore rispetto alle aziende value.

Ti rimando comunque al libro per approfondire il concetto.

Torniamo a noi.

Se dalle aziende value non puoi aspettarti performance stellari, c’è comunque un modo per migliorarle nel tempo senza assumerti rischi maggiori.

Quale?

Il reinvestimento costante dei dividendi che ti vengono periodicamente liquidati.

E’ un’operazione che potrebbe consentirti di raddoppiare il tuo portafoglio rispetto al non farla.

Ti riporto un’analisi di Fidelity fatta con riferimento all’indice FTSE All-Share di Londra ma naturalmente vale su ogni mercato maturo e quindi anche su quello americano sul quale sono focalizzati i miei portafogli.

L’analisi dimostra che un risparmiatore che avesse investito 100 sterline al mese sull’intero indice e reinvestito i relativi dividendi percepiti negli ultimi 30 anni, avrebbe prodotto un portafoglio di 130.140 sterline.

Lo stesso risparmiatore si ritroverebbe un portafoglio di 66.069 sterline se non avesse reinvestito i dividendi.

Esattamente la metà.

Anche prendendo in considerazione periodi più brevi, ad esempio gli ultimi 20 anni, il mancato reinvestimento riduce drasticamente le performance.

Il reinvestimento avrebbe prodotto infatti un portafoglio di 50.630 sterline contro i 33.789 del portafoglio senza reinvestimento.

Anche in 10 anni la differenza tra i due portafogli sarebbe stata di oltre 3.000 sterline.

Molti investitori non sono consapevoli del fatto che i dividendi possono essere il principale motore delle performance di un portafoglio soprattutto se questo è difensivo (value).

Allo stesso tempo gli investitori che invece sono focalizzati su aziende growth si disinteressano dei dividendi e li considerano come la ciliegina sulla torta invece di approfittarne per incrementare ancora di più le performance del portafoglio.

Tuttavia se mi segui da un po’, hai letto il mio libro, mi segui sui social o sei tra i risparmiatori evoluti che seguono uno dei miei portafogli, questi dovrebbero essere concetti ormai acquisiti che non destano più il minimo dubbio.

Repetita iuvant dicevano i latini. Le cose ripetute aiutano e io mi adeguo e seguo il consiglio. 😉

Adottare questa tecnica non è nulla di complicato.

L’operazione di reinvestimento dei dividendi è molto semplice se acquisti dei fondi comuni.

Lo fanno in automatico e non devi fare assolutamente nulla.

Il problema è che i costi di sottoscrizione dei fondi annullano i benefici del reinvestimento.

Tuttavia anche se hai acquistato azioni direttamente sul mercato, l’operazione è molto semplice.

E’ sufficiente acquistare nuove azioni della stessa società ogni volta che questa ti paga.

Anche in questo caso alcuni broker ti consentono questa operazione automaticamente.

Tuttavia se la tua banca non fornisce questo servizio, ti assicuro che potrai risolvere tutto con un semplice clic del mouse.

Trovi tutto spiegato nel libro ed è quello che faccio costantemente con il mio Portafoglio Pascarella focalizzato sulle aziende value del mercato americano.

Se vuoi saperne di più clicca qui e segui semplicemente le mie orme.

A presto

 


 

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