Se la disoccupazione è ai massimi, perchè l’S&P 500 continua a salire?

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Venerdì scorso è uscito uno dei dati più attesi dai mercati finanziari.

Si tratta dei “non farm payroll”, ovvero le buste paga del settore non agricolo.

Questo dato esce il primo venerdì di ogni mese ed è da sempre considerato uno dei termometri principali dell’andamento dell’economia a stelle e strisce.

Quando questo dato aumenta significa che più persone stanno lavorando, viceversa se il dato diminuisce ne consegue che l’occupazione è in calo.

Il dato di venerdì ha segnato un crollo senza precedenti.

Come si vede nel grafico, dal 1939 ad oggi non c’è mai stato nulla di paragonabile alla diminuzione registrata in aprile e dovuta, come tutti sappiamo, alle conseguenze della pandemia in corso.

La disoccupazione ha raggiunto ad aprile il 14,7% battendo di gran lunga tutti i massimi verificatesi durante le precedenti crisi dal dopoguerra ad oggi.

Il quadro che esce da questi due grafici non è certo rassicurante, tuttavia il mercato sembra non accorgersene.

Il rally positivo che dalla fine di marzo in poi ha posto fine al crollo più rapido della storia di Wall Street, non mostra segni di cedimento.

Come si evince dal grafico, tecnicamente siamo nuovamente in un mercato toro, avendo recuperato il 20% dai minimi precedenti.

E la domanda a questo punto sorge spontanea: perché di fronte a dati così preoccupanti il mercato continua a salire come se l’economia statunitense scoppiasse di salute?

Se vogliamo limitarci a motivare il rialzo dell’1,75% messo a segno nella giornata in cui è uscito il dato, la risposta è semplice.

Il mercato si attendeva un calo di 22 milioni per le buste paga del settore non agricolo e gli operatori hanno salutato con favore la diminuzione di “solo” 20,5 milioni.

Ma questo vale per la seduta di venerdì scorso, se vogliamo capire come stanno veramente le cose dobbiamo fare un ragionamento un po’ più ampio.

Come ho detto durante una diretta Facebook sul mio gruppo Battere il Benchmark -se non sei iscritto puoi farlo cliccando qui- i motivi sono principalmente due:

Da una parte il mercato è sostenuto dai massicci interventi posti in essere sia dal governo che dalla Federal Reserve -la banca centrale statunitense- e dall’altra dagli sviluppi sui farmaci anti Covid-19.

Tuttavia, oltre a queste motivazioni, che rimangono comunque le principali, vale la pena citarne anche altre.

Sappiamo bene che il mercato in questo momento sta prezzando ciò che succederà tra 4/6 mesi, quindi gli operatori si aspettano che con il graduale ritorno alla normalità molti dei posti di lavoro persi verranno recuperati.

A conferma di questo va detto che il 78% delle persone che ha perso il posto in aprile è in aspettativa, ed è quindi probabile che possa riprendere il lavoro nei prossimi mesi.

Inoltre è importante fare delle distinzioni.

Le aziende più grosse dette large-cap hanno certamente reagito meglio rispetto alle mid-cap, ovvere le aziende che hanno una capitalizzazione inferiore e soprattutto non tutti i settori hanno patito il lockdown allo stesso modo.

Chi certamente ha fatto meglio è stato il settore tecnologico, tanto che il Nasdaq 100 -cioè l’indice che raggruppa le maggiori 100 aziende tecnologiche quotate a Wall Street- ha interamente recuperato le perdite e si trova in positivo da inizio anno.

A trainare questa straordinaria performance sono state le famose Faang -Facebook, Amazon,Apple, Netflix, e Google che valgono da sole il 34% della capitalizzazione del Nasdaq e che da inizio anno sono tutte in positivo. Senza dimenticare anche Microsoft che pesa per l’11%.

Queste importanti performance si riflettono anche sull’S&P 500, infatti i 6 maggiori titoli di questo indice sono tutti titoli tecnologici, quotati anche nel Nasdaq e che da soli valgono il 20% dell’S&P 500 che, come sai, è l’indice che racchiude le 500 aziende più capitalizzate di Wall Street.

Altro dato interessante è vedere come la disoccupazione abbia toccato in modo diverso i vari settori.

Il settore che ha perso di più in termini di buste paga è stato il settore dell’accoglienza e del tempo libero, mentre invece quello che ha perso meno è stato  il settore delle utility che racchiude le aziende che erogano servizi essenziali come acqua, luce, gas etc..

Questi dati sono, a mio avviso, la conferma di quello che vado dicendo da tempo.

Ogni settore ed ogni titolo fanno storia a sé ed è importante saper cogliere le occasioni giuste anche quando il mercato sta scendendo o come ora si trova in una fase interlocutoria.

Molto spesso mi chiedono perché sto acquistando se penso che il mercato possa ancora scendere e la risposta sta nel grafico che ho postato sopra.

Non tutti i titoli sono uguali e quando sul mercato si presenta un’occasione bisogna saperla cogliere indipendentemente da cosa potrà fare l’indice nel suo complesso.

Questo è un ottimo momento per fare operazioni sul mercato visto che si stanno creando opportunità veramente interessanti.

Se anche tu vuoi sapere cosa bolle in pentola e quali sono le grandi occasioni che ho trovato sul mercato manda un whatsapp allo 392 5186777,  un mio collega ti richiamerà e ti spiegherà nel dettaglio in che modo potrai replicare tutti i miei investimenti.

Al tuo successo

Giuseppe Pascarella

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